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Prevenzione del suicidio: uno studio dal sud est asiatico

Il suicidio consiste in una delle 20 maggiori cause di morte a livello globale, in tutte le età. Negli ultimi 50 anni i dati relativi ai suicidi nel mondo hanno subito un incremento del 60% [1]. Esistono vari fattori di rischio per il suicidio, connotati diversamente in base alle culture e al periodo di vita. Nel caso del Sud Est asiatico, alcuni principali fattori consistono in problemi interpersonali, conflitti familiari, violenza domestica, fallimenti scolastici, delusioni relazionali, lutti recenti o altri fattori stressanti[2].

Le ricerche hanno mostrato come il 98% di coloro che hanno commesso un suicidio soffrono di un disturbo mentale, nello specifico di depressione o abuso di sostanze, o di una malattia fisica. Diversi studi hanno preso in considerazione alcuni interventi efficaci rispetto alla riduzione dei tassi di suicidio[3]. La maggior parte degli interventi finalizzati alla prevenzione del suicidio pongono l’attenzione sul ruolo di programmi specifici di tipo educativo e di promozione della consapevolezza e di metodi di screening accurati al fine di identificare i fattori di rischio.

Lo studio presentato in questo articolo riguarda la popolazione indiana e vuole verificare se coloro che hanno tentato un suicidio hanno la percezione che tale tentativo avrebbe potuto essere prevenuto. Inoltre, vuole esplorare il ruolo della famiglia e della società rispetto a tale prevenzione. Questo potrebbe portare a sviluppare delle strategie preventive rispetto ai tentati suicidi. Le caratteristiche demografiche del campione oggetto dello studio erano simili a quelle precedentemente evidenziate in letteratura[4], fatta eccezione per il fatto che circa un terzo dei soggetti era studente e alfabetizzato[5][6]. Durante l’anno scolastico, sono risultate incrementate le segnalazioni di suicidi tra gli studenti, che parrebbero legati ad aspetti connessi alla vita accademica, tra cui ad esempio gli insuccessi scolastici[7]. Non sono emerse differenze di genere, mentre sono risultate differenze circa il livello di educazione: coloro che raggiungevano livelli maggiori di educazione tendevano a presentare con minor frequenza comportamenti suicidari rispetto a coloro che avevano un basso livello di scolarità. Il 44% dei soggetti dello studio avevano ricevuto una diagnosi di disturbo mentale e tra questi una larga maggioranza mostrava una sintomatologia depressiva, che a sua volta risultava il quadro maggiormente associato ai tentativi di suicidio. La maggior parte dei partecipanti alla ricerca riferivano di avere la sensazione che il tentato suicidio fosse prevenibile dalla propria famiglia, dai propri cari in generale o dalla società. Nella società indiana la famiglia rappresenta un importante sistema di supporto, in grado di incidere sulla salute mentale individuale. Gli studi hanno dimostrato come fattori legati agli aspetti relazionali, familiari e sociali come ad esempio la vedovanza, la fine di una relazione o un fallimento amoroso, la perdita del lavoro, crisi finanziarie, problemi familiari, la perdita della propria reputazione, conflitti con il coniuge e scarso supporto sociale, costituiscano fattori di rischio per il suicidio.

In conclusione, la maggioranza dei soggetti dello studio, durante un periodo di riabilitazione dopo un tentato suicidio, avevano la percezione che tale tentativo fosse prevenibile dai membri della propria famiglia, dai propri cari o dalla società. Per questo, potrebbe portare dei benefici il coinvolgere la famiglia e la società in un maggiore sforzo al fine di ridurre l’incidenza del suicidio attraverso programmi per favorire una migliore consapevolezza ed educazione.

 Dott.ssa Gaia Del Torre

 


[1] Vijayakumar L. Indian research on suicide. Indian J Psychiatry. 2010;52:291–6.

[2] Kumar PN. Suicide in Kerala- from a Mental Health Perspective. Indian Med Assoc News Bull (Kozhikode Branch) 2000;6:3–4.

[3] Bertolote JM, Fleischmann A. Suicidal behavior prevention: WHO perspectives on research. Am J Med Genet C Semin Med Genet. 2005;133:8–12

[4] Baby S, Haridas, Manju, Yesudas KF. Psychiatric diagnosis in attempted suicide. Calicut Med J. 2006;4:e2.

[5] Lal N, Sethi BB. Demographic and socio demographic variables in attempted suicide by poisoning. Indian J Psychiatry. 1975;17:100–7.

[6] Rao VA. Attempted suicide. Indian J Psychiatry. 1965;7:253–64

[7] Manoranjitham SD, Rajkumar AP, Thangadurai P, Prasad J, Jayakaran R, Jacob KS. Risk factors for suicide in rural south India. Br J Psychiatry. 2010;196:26–30.

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