Home » Psico Blog » Psicologia

“il Centro”
Psicoterapia, Counselling psicologico e cura di sé

il Centro” nasce dalla volontà di un’equipe di Psicologi Psicoterapeuti di Milano di collaborare e confrontarsi sulle proprie diverse esperienze per poter offrire percorsi di psicoterapia, di counseling e di benessere psicologico sempre aggiornati e di provata efficacia.

Il Centro Psicologico di Via Pisani 13 a Milano
Il Centro Psicologico di Via Pisani 13 a Milano

Continua a leggere

Commento all’articolo “Salute e Internet: il 45% degli italiani fa autodiagnosi.” 
Vero è che l’intento primario della Bupa Health Pulse nella realizzazione della ricerca è stato di identificare la potenza, l’importanza soprattutto la diffusione di Internet quale strumento di informazione nell’ambito della salute, tuttavia i dati che emergono assumono una valenza allarmante, soprattutto in merito alla questione dell’autodiagnosi operata dal 45% degli italiani che usa Internet per informarsi su questioni “di salute”.

Continua a leggere

Conflitto-vs-soddisfazione-coniugaleLa soddisfazione matrimoniale ed il conflitto tra coniugi sono stati approfonditi in numerosissimi studi, negli ultimi anni, in tutto il mondo. E’ stato visto, ad esempio, come la soddisfazione matrimoniale possa diminuire anche dopo molti anni di matrimonio (Glenn, 1998; VanLaningham, Johnson, & Amato, 2001). Ma che cosa succede alla tendenza al conflitto? Nello studio di Taylor e Dush è stato osservato l’andamento della presenza di conflitti coniugali nell’arco del matrimonio, sulla base di un’analisi condotta su dati raccolti in oltre vent’anni dello studio “Marital Instability Over the Life Course (J. Fam Issues, Claire M. Kamp Dush, Miles G. Taylor, Trajectories of Marital Conflict Across the Life Course: Predictors and Interactions With Marital Happiness Trajectories, 2012 March, 33(3): 341–368).

Continua a leggere

riconoscimento-emozioni-bambini-soldatoIl riconoscimento delle emozioni richiede un osservatore che sia in grado di correlare l’espressione facciale con lo stato emotivo. Una corretta identificazione di un’emozione coinvolge l’uso di informazioni dinamiche sui movimenti muscolari del viso al fine di categorizzare gli stati emotivi e predirre i comportamenti degli altri individui (Ekman and Oster, 1979; Adelmann and Zajonc, 1989). Spesso, nelle interazioni sociali abituali, l’osservatore tende a non aspettare finchè l’espressione facciale dell’altro sia al suo apice per identificare il suo stato emotivo. Al contrario, forma un’informazione parziale dell’espressione emotiva, così da avere un’idea generale dei sentimenti della persona sotto osservazione.  Questo rapido ed accurato riconoscimento dei segnali emotivi facilita il funzionamento sociale ed è guidato dall’esperienza e dalla comprensione emotiva propria di chi osserva l’espressione facciale dell’altro.

Continua a leggere

Disturbo Bipolare e Social NetworkIl disturbo bipolare è associato ad un significativo declino funzionale[1], cognitivo[2] e sociale[3]. Con il progredire del disturbo, spesso i pazienti manifestano deficit importanti rispetto al funzionamento sociale, che risulterebbero correlati all’indebolimento delle capacità cognitive. Questo aspetto poi va ad incidere sulla vita sociale e familiare della persona che soffre di tale disturbo, impattando anche il network di supporto sociale[4]. Le relazioni che una persona mantiene nella propria vita, tra l’altro, giocano un ruolo chiave nel mantenere un benessere anche psicologico, permettendo di affinare la competenza sociale anche sul lavoro[5]. All’opposto, il non essere coinvolti socialmente in relazioni significative è associato con una bassa qualità di vita[6].

Continua a leggere

 L’abuso alcolico consiste in un disturbo complesso, con un’elevata incidenza  ed un forte impatto sulla salute e sugli aspetti socioeconomici. Sono molti i fattori coinvolti nello sviluppo di una dipendenza da alcolici, inclusa la predisposizione genetica così come fenomeni legati allo sviluppo neurologico e socio ambientale[1]. Vediamo quali sono i principali e i loro effetti…

Continua a leggere

La tendenza al divorzio

I sintomi causati dai disturbi di personalità spesso comportano una serie di disagi nella gestione di alcune aree della vita di chi ne soffre, tra cui i rapporti interpersonali, specialmente i legami di coppia. Difficoltà nell’interazione con gli altri sono spesso caratteristiche di alcuni disturbi di personalità, e la presenza di una patologia della personalità è spesso associata ad un incremento di conflittualità nella coppia e a divorzi (Chen et al., 2004; Emery, Waldron, Kitzmann, & Aaron, 1999; Whisman & Schonbrun, 2009). Cerchiamo di capire meglio…

Continua a leggere

 Violenza Psicologica sulle donne: Noi NOLa violenza domestica nei confronti del proprio partner è un problema sociale e del sistema sanitario nazionale di notevole portata, in tutti i Paesi del mondo. La WHO (World Health Organisation), nel rapporto del 2010, denuncia la violenza domestica come comportamento all’interno di una relazione intima che causa danno a livello fisico, sessuale o psicologico, inclusi l’aggressione fisica, la coercizione sessuale, l’abuso psicologico e i comportamenti di controllo. Questa definizione comprende la violenza sia di coloro che sono sposati che di coloro che hanno una relazione intima. Ultimamente si sta cercando di comprendere meglio le possibili conseguenze della violenza domestica sulla salute sia cronica che acuta, rispetto ai casi di trauma fisico riscontrati nei dipartimenti di pronto intervento degli ospedali[1]. Evidenze empiriche suggeriscono che l’impatto della violenza domestica non sia solo corrispettivo all’esperienza dell’abuso e che potrebbe perdurare anche una volta che la violenza è cessata.

Continua a leggere

In campioni di soggetti che vivono in strutture comunitarie, il Disturbo d’Ansia tenderebbe ad aumentare il rischio di un Disturbo di Abuso di Sostanze  e vicereversa anche l’abuso di sostanze comporterebbe una maggior suscettibilità a sviluppare Disturbi d’Ansia.
Parte dell’incremento di rischio per coloro che soffrono di un disturbo d’ansia di sviluppare successivamente anche un Disturbo di Abuso di Sostanze, così come di sviluppare una fobia sociale tra coloro che abusano di sostanze, potrebbe essere attribuita alla tendenza ad utilizzare sostanze come automedicazione per i sintomi d’ansia (Robinson, Sareen, Cox, & Bolton, 2011).

Continua a leggere

Il modo in cui si struttura il sonno e le scoperte polisonnografiche dimostrano come la maggior parte degli episodi di sonnambulismo avviene durante il sonno a onde lente (sonno profondo). Nonostante i fattori genetici giochino un ruolo importante nel determinare tale fenomeno[1], alcuni studi recenti hanno mostrato come le parasonnie sono associate anche a altri disturbi del sonno o mentali[2],[3]e a fattori psicologici[4]. Gli indici di prevalenza del sonnambulismo evidenziano come tale fenomeno tenda a manifestarsi soprattutto in adolescenza, più che nell’età adulta. Il trattamento del sonnambulismo spesso è di tipo farmacologico, soprattutto consiste nel prescrivere benzodiazepine tra cui il clonazepam[5]. Tuttavia, alcuni pazienti non rispondo a tale trattamento o presentano degli effetti collaterali[6]. Lo scopo di questo articolo è quello di dimostrare il funzionamento psicologico correlato alla predisposizione al sonnambulismo e di descrivere una psicoterapia focalizzata su tale disturbo quale opzione per trattare il sonnambulismo in età adulta.

Continua a leggere

Il suicidio consiste in una delle 20 maggiori cause di morte a livello globale, in tutte le età. Negli ultimi 50 anni i dati relativi ai suicidi nel mondo hanno subito un incremento del 60% [1]. Esistono vari fattori di rischio per il suicidio, connotati diversamente in base alle culture e al periodo di vita. Nel caso del Sud Est asiatico, alcuni principali fattori consistono in problemi interpersonali, conflitti familiari, violenza domestica, fallimenti scolastici, delusioni relazionali, lutti recenti o altri fattori stressanti[2].

Continua a leggere

genetica disturbi psichiatriciStimare l’ereditarietà di disturbi psichiatrici permette di quantificare il contributo genetico alla loro eziologia e comporta un effetto diretto sulla modalità di inetrvento sul disturbo, aspetto che quindi coinvolge l’intera famiglia e non solo il paziente.
Tradizionalmente, l’ereditarietà di una malattia è stata stimata valutando i registri degli ospedali, attraverso studi sulle famiglie e sui gemelli. Nello studio presentato in questo articolo sono stati raccolti i dati relativi ad una popolazione pari a 2.6 milioni di persone in Danimarca, mostrando un quadro dell’ereditarietà di disturbi quali la schizofrenia, il disturbo bipolare e il disturbo depressivo maggiore.

Continua a leggere

Uno studio sulla percezione di rischio rispetto alla crisi economica globale:

Lo studio condotto da Burns e coll. ha voluto analizzare la risposta delle persone rispetto alla situazione di crisi economica mondiale, al fine di comprendere quale sia la percezione di rischio che le persone hanno sviluppato in questi ultimi anni. Lo studio ha preso piede nel settembre 2008, concludendosi nell’ottobre 2009.

Continua a leggere

 
L’evoluzione dei disturbi d’ansia: un quadro delle diverse età maggiormente colpite:
 
Se ci si immagina come sarà la vita nell’avvenire, si può facilmente abbozzare un quadro in cui le persone che avranno raggiunto i 60 anni saranno complessivamente circa 2 bilioni in tutto il mondo.Negli Stati Uniti e in Europa, uno su tre avrà raggiunto l’età anagrafica che segna il passaggio alla vecchiaia ( rispetto ad oggi che il calcolo è approssimativamente di una persona su cinque).

Continua a leggere

L’intelletto è valutabile attraverso una serie di test che tendono a rilevare il Quoziente Intellettivo (QI) secondo misurazioni universalmente accettate e riconosciute. Qualche giorno fa è stato pubblicato uno studio su Science che illustra come in tale valutazione siano coinvolte non soltanto le capacità intellettive della persona, ma anche la sua motivazione a svolgere correttamente il test.

Continua a leggere

I dati emergenti dalle ultime ricerche in letteratura sottolineano l’importanza da parte dei clinici che hanno in carico donne che soffrono di disturbo bipolare di essere aggiornati anche circa al loro ciclo mestruale e di far sì che esse appuntino i sintomi relativi all’umore che compaiono durante il ciclo.
I dati emergenti dalle ultime ricerche in letteratura sottolineano l’importanza da parte dei clinici che hanno in carico donne che soffrono di disturbo bipolare di essere aggiornati anche circa al loro ciclo mestruale e di far sì che esse appuntino i sintomi relativi all’umore che compaiono durante il ciclo.

Continua a leggere

Osservazione comportamentale durante la pre-adolescenza: presentazione di uno studio longitudinale
 Il presente articolo si propone di illustrare le ultime evidenze scientifiche relative allo sviluppo delle capacità cognitive nell’arco del periodo dell’adolescenza al fine di chiarire come si modifichino determinate aree cerebrali, soprattutto di quelle in grado di processare informazioni relative alla piacevolezza/spiacevolezza di determinati stimoli.
 

Continua a leggere

bimbo con matite

 
L’importanza di comunicare le emozioni
 
Ovvero la sostanziale differenza che intercorre tra “lingue” e “linguaggi”.
Attualmente sono 6700 le lingue che si parlano al mondo, dialetti esclusi. E i linguaggi quanti sono? Oltre alla lingua parlata –che può essere definita un tipo di linguaggio, ovvero la parola – esiste anche il linguaggio del corpo, il cosiddetto “non verbale”; si tratta in sostanza dell’insieme di mimica facciale, postura e gesti. Vi è poi un caso speciale di linguaggio che è il silenzio, ossia il non comunicare né verbalmente, né a gesti.

Continua a leggere

aggressivitaSpesso la malattia mentale viene erroneamente percepita dal senso comune come associata ad atti di violenza ed il paziente psichiatrico dipinto come soggetto pericoloso per sé stesso e/o per la comunità. Nel presente articolo si vuole presentare una breve rassegna dei principali studi condotti in questo senso, che testimoniano l’assenza di una relazione causale univoca e certa tra atti violenti e disagio psichico.

Continua a leggere

Come e perchè interpretare le “parole del corpo”

Comunicazione non verbaleQuando parliamo di comunicazione, la prima cosa che ci viene in mente sono le parole.  Ma così, dimentichiamo il linguaggio primordiale che ci accomuna tutti, ossia il linguaggio del corpo.
Le posizioni del corpo nel suo insieme e delle sue singole parti, i tic, i piccoli gesti a cui non diamo importanza possono essere rivelatori dei  nostri pensieri, delle nostre paure o desideri.
“Farsi capire” a parole diviene il punto centrale del nostro rapporto con gli altri. Invece, quando interagiamo con gli altri, ci muoviamo, ci grattiamo, cambiamo posizione: tutti questi gesti non hanno alcun motivo di essere eseguiti.. almeno apparentemente…

Continua a leggere

circuiti coinvolti nell'uso di sostanze
circuiti coinvolti nell’uso di sostanze

Il problema della dipendenza da sostanze è oggi estremamente diffuso in ogni strato sociale e culturale del nostro paese.  Proprio per questo, risulta essere un tema ampiamente discusso e fonte di continue ricerche ed approfondimenti, anche nel contesto della ricerca psicologica.

Continua a leggere

Mal di testa e psicoterapiaIl mal di testa primario, detto anche idiopatico, è abbastanza comune nei bambini e tra gli adolescenti ed il potenziale ruolo giocato dai fattori psicosociali sul suo sviluppo è ancora molto dibattuto[1]. Diversi studi hanno evidenziato una correlazione tra depressione[2], ansia [3]e mal di testa, soprattutto nelle ragazze[4]. In una meta analisi, i bambini e gli adolescenti con emicrania e mal di testa di tipo nervoso hanno mostrato una quantità maggiore di sintomi psicologici rispetto al gruppo di controllo di soggetti sani[5].

Continua a leggere

Crisi, conseguenze mentaliQuali sono le conseguenze psicologiche della crisi economica? Un periodo di recessione economica globale, come quello attuale, potrebbe essere particolarmente difficile per coloro che hanno problemi di salute psicologica, in quanto aumenta il rischio di disoccupazione ed il mercato del lavoro diventa più competitivo[1]. Questo risulterebbe di cruciale importanza in quanto gli studi dimostrano come la disoccupazione possa costituire una impedimento per la guarigione da un disturbo psicologico[2]. La disoccupazione tra coloro che hanno una malattia psicologico potrebbe aumentare nei periodi di difficoltà economica[3]. Una ricerca condotta in Germania ha messo in risalto la tendenza da parte dei cittadini a non raccomandare una persona con depressione per un lavoro, che sarebbe aumentata tra il 2000 e il 2011 rispetto a quanto registrato tra il 1990 e il 2000[4].

Continua a leggere

Psicoterapia: la direzione è indicata da un cartello stradale, infatti la combinazione tra disturbo e età non lascia dubbi su quale sia la migliore soluzione

Spesso nei contesti clinici si incontrano pazienti affetti da un disturbo di personalità borderline. Nonostante siano stati sviluppati diversi tipi di intervento psicoterapico per tale disturbo tra gli adulti (Biskin & Paris, 2012), il tema risulta ad oggi scarsamente sviluppato relativamente ai giovani, confermando quando sostenuto da un noto autore in materia, che ha affermato che il BPD è uno dei disturbi più difficili da trattare (Fleischhaker et al., 2011). Questo potrebbe essere in parte dovuto al fatto che il BPD non viene diagnosticato se non in tarda adolescenza e prima età adulta. Vediamo cosa si può fare…

Continua a leggere

MDMAL’aspetto più importante da sottolineare è che alcune droghe che hanno effetti completamente reversibili come l’MDMA possono, durante il periodo della loro azione, causare effetti che possono comportare conseguenze secondarie. Un esempio è la emorragia cerebrale causata da un incremento della pressione sanguigna, un altro è relativo ai gravi incidenti che possono essere la conseguenza dell’influenza della droga sul sistema nervoso centrale (Jørg Mørland, Toxicity of drug abuse — amphetamine designer drugs (ecstasy): mental effects and consequences of single dose use,Toxicology Letters 112–113 (2000) 147–152).

Continua a leggere

Nebulosa diagnosi differenziala trauma e altri disturbi psicologiciNegli ultimi anni hanno ricevuto un interesse sempre più crescente nell’ambito della ricerca scientifica sia l’esposizione ad eventi traumatici che il Post Traumatic Stress Disorder (PTSD). Nonostante ciò va specificato che la loro frequenza in correlazione ai disturbi mentali gravi è estremamente bassa, così come documentato nelle cartelle cliniche e questo comporta la necessità di acquisire delle migliori capacità diagnostiche e di valutazione.

Continua a leggere

  
La tradizionale concezione pessimistica del processo di invecchiamento è caratterizzata dal declino progressivo delle funzionalità dell’individuo e da deficit nelle capacità del corpo umano. Questo modo di dipingersi l’età anziana è stato messo in discussione negli ultimi anni, lasciando spazio ad una visione più ottimistica che evidenzia anche i fattori protettivi a favore del benessere dell’anziano[1].
Il processo di invecchiamento viene descritto con diverse prospettive. L’eterogeneità di tale processo ha infatti incuriosito diversi ricercatori, che hanno cercato

Continua a leggere

Bambina allegra con cane affidabileNel pensare alle potenziali tecniche da utilizzare per ridurre lo stress in coloro che soffrono di disagio psichico, una strategia molto utile anche se spesso poco gettonata risulta la Pet Therapy. E’ stato lo Psicologo Carl Rogers, nel 1970, uno dei primi a proporre una cornice concettuale rispetto all’intervento della Pet Therapy. A suo avviso, un campo energetico consiste in un corpo, in una mente, nelle emozioni e nell’ambiente circostante. I campi energetici sono dinamici ed in continua interazione con l’ambiente.  Quando un animale viene introdotto nel campo energetico del paziente, l’esperienza è in grado di cambiare la vita di quella persona.

Continua a leggere

La plasticità cerebrale è molto sensibile allo stress. Gli stress acuti e cronici interferiscono con la regolazione della plasticità funzionale e di quella morfologica. E’ stato dimostrato in diverse specie animali che il numero di cellule che si riproducevano nel giro dentato dell’ippocampo tendevano a ridursi dopo uno stress acuto e cronico[1]. Questi risultati possono in parte spiegare, almeno in parte, la perdita di volume dell’ippocampo che è stata osservata dopo uno stress. Anche nell’essere umano è stato più volte registrato un decremento del volume dell’ippocampo correlato a disturbi quali la depressione ed il disturbo post traumatico da stress[2].

Continua a leggere

Donna magra e longilineaL’anoressia nervosa consiste in una seria malattia, con un elevato tasso di mortalità e poche probabilità di successo nel trattamento, nonché supportata da scarsi studi in letteratura[1][2]. Il processo del trattamento è complicato da ostacoli quali la negazione della malattia, la scarsa motivazione al cambiamento, la tensione all’autocontrollo e l’ambivalenza nei confronti del cambiamento stesso[3]. Inoltre, è stato chiaramente evidenziato come pazienti affetti da anoressia nervosa abbiano spesso ridotte capacità di elaborazione emotiva e spesso mostrino un quadro di comorbidità rispetto ad altri disturbi psichiatrici[4]. Aggrava il quadro descritto il fatto che, ad oggi, ci siano ancora pochi studi che esplorano le aspettative dei pazienti con tale disturbo, rispetto al trattamento. In generale, nel trattamento psichiatrico e psicologico è importante considerare la relazione tra le aspettative e l’esperienza individuale del paziente, anche rispetto alla capacità di successo del trattamento[5].

Continua a leggere

In psicologia sono diversi gli studi che si focalizzano sugli effetti delle diverse pratiche educative delle famiglie sullo sviluppo dei bambini e degli adolescenti. E’ interessante notare come gli stili parentali e le pratiche educative siano strettamente correlati. Infatti, sulla base di quanto affermato da Sampaio e Gomide[1], le pratiche educative dei genitori consistono in strategie e tecniche finalizzate a orientare il comportamento dei propri figli, mentre lo stile parentale è la risultante di una serie di pratiche genitoriali che possono dar vita a comportamenti pro sociali o antisociali.

Continua a leggere

Le persone affette da Disturbo di Personalità Borderline possono essere caratterizzate a livello clinico e diagnostico da un comportamento auto distruttivo, così come viene indicato anche dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, il DSM IV: “ comportamenti suicidiari ricorrenti, tratti o atteggiamenti che implicano tendenze all’automutilazione”. A supporto di quanto affermato nel DSM, Oumaya e coll. hanno rivisitato la letteratura, affermando che nell’80% delle persone con un disturbo borderline (BPD) si presentavano gesti di automutilazione[1]. Black e coll. hanno riscontrato come almeno i tre quarti dei pazienti diagnosticati con BPD avevano tentato il suicidio[2].

Tuttavia, queste persone possono presentare anche comportamenti etero aggressivi verso gli altri. Infatti, se da un lato i gesti auto lesivi

Continua a leggere

DISTURBI DEL SONNO IN BAMBINI CON DISTURBO BIPOLARE
 
Il disturbo bipolare di tipo I (BD) è una malattia cronica con una prevalenza pari a circa il 4.4%(Merikangas et al., 2007). I disturbi del sonno sono frequenti nei pazienti che soffrono di BD e possono manifestarsi in tutte le fasi di evoluzione della patologia, così come anche nei periodi di remissione (Wehr et al., 1987; Boivin, 2000; Jackson et al., 2003; Harvey et al., 2005; Salvatore et al., 2008).

Continua a leggere

Disturbi funzionali a livello gastrointestinale e I loro correlate psicopatologici: come diagnosticare e curare

I disturbi funzionali gastrointestinali sono tra i più comuni disturbi della digestione e possono manifestarsi parallelamente ad altri disturbi della salute. Essi sono caratterizzati da sintomi afferenti all’intestino e al sistema digerente, non identificabili a livello di patologia organica.

Continua a leggere

 
Mindfulness:
una sola dimensione o struttura multifattoriale?
“Sono tante le ragioni per le quali ci stiamo rivolgendo verso la consapevolezza, non ultima forse l’intenzione di conservare la nostra salute mentale o di recuperare il senso delle proporzioni e o il significato delle cose, o anche solo di tenere testa al tremendo stress e alla grande insicurezza del nostro tempo …in effetti limitarsi a sedere e a stare tranquilli per un po’ di tempo per proprio conto è un atto radicale di amore.”
Jon Kabat Zinn

Continua a leggere

In questo articolo vengono illustrati alcuni studi recentemente pubblicati in letteratura, che svelano la relazione tra disturbo di personalità di Asse II e disturbo depressivo maggiore, sottolineando l’importanza di condurre un adeguato assessment quando viene effettuata una valutazione clinica.

 

Gli studi epidemiologici hanno permesso di avere un quadro dettagliato dei disturbi psichiatrici, anche se raramente sono stati realizzati per indagare i disturbi di personalità. Skodol et al. hanno condotto uno studio epidemiologico per verificare quale fosse l’effetto prodotto dalla comorbidità di uno specifico disturbo di personalità nei confronti dell’andamento della depressione maggiore[1].

Continua a leggere

di Sonia Pasquinelli
 “Una delle cose più dolorose del nostro tempo è che coloro che hanno certezze sono stupidi, mentre quelli con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e di indecisioni”.
Bertrand Russell
 
dunning-kruger-1Nel campo della psicologia sentiamo spesso parlare di bias cognitivi. Quello che sappiamo è che la mappa mentale di ciascun individuo presenta dei bias laddove è condizionata da concetti precedenti non necessariamente connessi tra loro da legami logici, che causano una distorsione. Il bias, contribuendo alla formazione del giudizio, può influenzare un’ideologia, un atteggiamento, una valutazione, e quindi un comportamento. Almeno in parte, è probabilmente generato dalla componente più ancestrale e istintiva del cervello.  Il Dunning-Kruger Effect e` una di queste distorsioni cognitive. 

Continua a leggere

Possibile che li trovo tutti uguali?
Ogni partner sembra la fotocopia del precedente, solo il nome (ma non sempre) cambia. Esiste davvero il cosiddetto “lanternino”?
 
“Ma tu hai proprio il lanternino per quelli così!”, questa è la frase che molte donne si sentono dire da amiche e mamme, quasi a sottolineare come sia praticamente impossibile che sia stato il fato a favorire gli incontri con i vari partner definiti come “uguali”, piuttosto evidenziando una ricerca –con il lanternino, appunto- di personaggi sempre simili fra loro.
Storie e relazioni in realtà sempre identiche, situazioni molto simili, il tutto di fronte a partner diversi, nel senso che sono fisicamente persone distinte ma che, alla fine, sembrano essere sempre la stessa persona.

Continua a leggere

 alcoliciL’alcol in TV e nei film.

Il presente articolo si focalizza su un argomento fortemente attuale: la televisione e la possibilità che essa influenzi i comportamenti agiti dai telespettatori. Spesso nei film vengono proiettate immagini che mostrano attori famosi che si bevono una birra o che, seduti al bancone di un bar, ordinano un cocktail. Sorge a questo punto la domanda relativa a quanto questo possa poi avere un valore nel condizionare o meno il comportamento di chi sta guardando quel film, domanda a cui Rutger e coll. attraverso il loro studio sperimentale hanno cercato di dare una risposta.

Continua a leggere

Dr. Lorenzo MAGRI

Psicologo

Via Vittor Pisani 13 D – 20124 Milano

Iscrizione Ordine degli Psicologi della Lombardia n 10184

Partita IVA: 01628230995

Le ultime news