La Musicoterapia
di Valentina Bressan

La musicoterapia è l’uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta qualificato, con un utente o un gruppo, in un processo atto a facilitare  la relazione, la motricità, l’espressione emotiva dell’individuo.

La musicoterapia mira a sviluppare le potenzialità e/o le capacità residue della persona in modo tale che questi possa meglio realizzare l’integrazione intra- e interpersonale e, di conseguenza,  possa migliorare la qualità della vita grazie a un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico.  Secondo Rolando Omar Benenzon, autore e docente argentino di musicoterapia,  la musicoterapia è “da un punto di vista scientifico, un ramo della scienza che studia il rapporto suono-uomo. Da un punto di vista terapeutico, essa è invece una disciplina paramedica che usa il suono, la musica e il movimento per produrre effetti regressivi e per aprire canali di comunicazione che ci mettano in grado di iniziare il processo di preparazione e di recupero del paziente per la società.”     (Benenzon R.O., 1998)    .

La peculiarità della musica sta nell’essere  “psicologicamente olistica” nel senso che coinvolge tutto il cervello in quanto le sue diverse componenti sono  processate attraverso circuiti diversi, in stretta connessione tra loro. Proprio per il suo  carattere non verbale, inoltre, la musica sembra rappresentare una via d’accesso più facile e diretta alle emozioni della persona.

Gli ambiti di utilizzo della musicoterapia sono svariati: oltre ad essere utilizzata in modo preventivo (ad esempio nelle scuole, dove il suono diventa uno strumento maturativo) , a livello clinico essa può rivelarsi un ottimo palliativo di fronte alle più svariate patologie: Autismo, Sindrome di Rett, Sindrome di Down, malattia di Parkinson , Alzheimer sono alcune di queste.  Proprio di fronte ad affezioni come queste, per le quali non è ancora stata trovata una terapia risolutiva, si ritiene che una serie di trattamenti riabilitativi –complementari e sinergici ai farmaci – che utilizzano stimoli sensoriali non verbali (musica, danza,arte, etc) siano ottimali per recuperare, nel paziente, un’armonica integrazione tra “cognizioni”, “affetti”, ed “emozioni”.

 

 

 

Archivio