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INFORMARE LE NEO MAMME SULLA DEPRESSIONE POST PARTUM: NUOVI ORIZZONTI PER PROMUOVERE IL BENESSERE E LA SALUTE DELLE MAMME[1]

Circa il 13% delle neo mamme fanno esperienza di un episodio depressivo nell’arco del primo anno di vita successivo al parto e tra i fattori predittivi possono essere rintracciati un basso livello socio-economico, uno scarso supporto sociale e lo stress (Beck, 2008; Gaynes et al., 2005; O’Hara & Swain, 1996). La depressione post-partum ha effetti molto gravi sulla mamma e sulle sue relazioni, sulla sua capacità di lavorare e funzionare negli altri ruoli sociali, nonché sulla sua capacità di prendersi cura del proprio infante(Logsdon, Wisner, Hanusa, & Phillips, 2003; Wisner, Parry, & Piontek, 2002).

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SMETTERE DI FUMARE: QUALI LE TECNICHE PIù EFFICAci

Partiamo dall’esposizione di una vignetta relativa ad un diffuso problema di ordine clinico. Una donna di 45 anni, sovrappeso, con una storia di depressione visita spesso il proprio medico di base a causa di ricorrenti ed acute bronchiti. Ha iniziato a fumare a 15 anni ed ora fuma dalle 10 alle 15 sigarette al giorno. Ha provato a smettere diverse volte, una delle quali utilizzando i cerotti alla nicotina, ma ha avuto sempre una ricaduta ed ha sempre ripreso a fumare dopo poco. Ora è infastidita dal costo eccessivo delle sigarette ed è timorosa rispetto agli effetti del fumo sulla propria salute e su quella dei propri figli. Tuttavia, è riluttante rispetto alla prospettiva di smettere, anche per paura di non riuscirci. Cosa si potrebbe consigliare in questo caso?

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TRATTARE LA DEPRESSIONE IN PAZIENTI AFFETTI DAL MORBO DI PARKINSON[1]

La malattia di Parkinson è uno dei disturbi neurodegenerativi più frequenti dopo l’Alzheimer, coinvolgendo una percentuale che va dall’1 al 4% delle persone ultraottantenni[2]. Nonostante esso venga definito sulla base di segnali motori, i sintomi che risultano maggiormente invalidanti per i pazienti – e per chi li accudisce – sono quelli psicologici, tra i quali emerge un umore depresso[3].

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I figli di genitori affetti da depressione maggiore spesso sono a rischio relativamente allo sviluppo di un disturbo depressivo, d’ansia, un deficit dell’attenzione o un disturbo dell’iperattività e l’abuso di sostanze (1,2).

L’elevata prevalenza di questi disturbi in bambini con genitori depressi si può spiegare in parte in termini genetici, ma anche altri fattori, come ad esempio il vivere con una persona depressa o essere esposto frequentemente ad eventi negativi, posso essere osservati in famiglie con conflitttualità, difficoltà socioeconomiche o abuso, e possono aumentare il rischio di una psicopatologia nei bambini.

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Negli ultimi anni la ricerca in ambito clinico si è concentrata sul riconoscimento dei primi segnali indicanti il possibile esordio psicotico o di un disturbo psichiatrico.
Sintomi psicotici attenuati (Attenuated Psychotic Symptoms) sono stati segnalati come potenziali predittori di un elevato rischio (UHR) di un primo episodio psicotico dal gruppo clinico del PACE (Personal Assessment and Crisis Evaluation)[1].
Anche altri termini vengono utilizzati per indicare sintomi relativi ad un potenziale esordio psicotico: ARMS (a rischio di disturbo mentale), CHR (elevato rischio clinico) o PLEs (esperienze simil- psicotiche).

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donna con sigarettaIl presente articolo approfondisce gli ultimi risultati di studi condotti sulla popolazione di fumatori affetti da disturbi psichiatrici, evidenziando una correlazione tra il fumo e l’aggressività di tali soggetti.
 
Nel presente articolo viene descritto una ricerca realizzata da Allen e coll. In cui essi hanno condotto uno studio randomizzato sull’efficacia della Terapia di Sostituzione della Nicotina al fine di ridurre i livelli di agitazione in fumatori affetti da schizofrenia. Lo studio è stato realizzato in un reparto di psichiatria d’emergenza all’Ospedale dell’Università di Ginevra, un contesto in cui l’agitazione risulta un problema comune.

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 Il presente articolo fornisce un quadro della relazione tra dolore fisico e sensibilità al rifiuto sociale in pazienti affetti da disturbo bipolare o depressione maggiore, sulla base di quanto emerso fino ad oggi in letteratura.
 
La relazione tra dolore fisico e sensibilità al rifiuto sociale in pazienti con disturbo bipolare:
Ad oggi si sa ancora poco circa gli aspetti correlati al dolore fisico nel disturbo bipolare. Alcuni studi recenti hanno mostrato l’esistenza di un’evidenza epidemiologica della prevalenza di emicrania nei soggetti affetti da disturbo bipolare[1] così come un’evidenza clinica che nei pazienti bipolari rispetto al gruppo di controllo compaiono diverse condizioni di dolore fisico[2].

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 Il presente articolo si propone di tracciare un quadro dei principali disturbi mentali caratteristici della vecchiaia, con particolare focus all’evoluzione della demenza senile ed alla sua diffusione tra gli ultraottantenni.
Aumento della demenza senile tra la popolazione anziana
Si prevede che la popolazione anziana di età superiore agli 80 anni aumenti fino ad arrivare ad essere circa il 50% della popolazione globale entro la fine del 2020[1] e questo fa sì che gli anziani ultra ottantenni sia il gruppo di età con la crescita più veloce. Se gli anziani sono in crescita significa anche che sono sempre più diffuse le malattie che riguardano la tarda età, quali ad esempio la demenza senile.

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cervello L’esposizione all’Acido Chinurenico predispone a deficit della memoria

L’acido chinurenico (KYNA) è un prodotto del metabolismo triptofano, il quale è sintetizzato e rilasciato nel cervello attraverso gli astrociti. Il KNYA agisce come antagonista sia dei recettori nicotinici (nAChRs) che di quelli glutammati, i quali giocano entrambi un ruolo centrale nel determinare la plasticità neurale così e nel regolare le attività di apprendimento e di memorizzazione .

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 schizofrenia-decadimento-cognitivoNegli ultimi 20 anni due sono stati gli aspetti maggiormente approfonditi nelle ricerche in ambito clinico relativamente al trattamento della schizofrenia: il decadimento cognitivo[1], soprattutto relativo alla memoria esecutiva ed a breve termine, e la disregolazione metabolica associata a tale disturbo. Il declino cognitivo può essere già osservato diversi anni prima dell’esordio dei primi sintomi psicotici ed è caratteristico della sindrome anche nella popolazione giovane. Relativamente alla cattiva regolazione metabolica in soggetti con schizofrenia, sono stati studiati soprattutto l’aumento ponderale, l’iperglicemia e la dislipidemia[2].

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psicodrammaLO PSICODRAMMA

La psicoterapia non individuale può essere suddivisa in:

 

  1. Psicoterapia DI gruppo, rivolta a tutti i suoi membri,
  2. Psicoterapia IN gruppo, rivolta ad un individuo circondato da un gruppo silente,
  3. Psicoterapia ATTRAVERSO il gruppo, rivolta ad un individuo circondato da un gruppo che viene usato come strumento di cambiamento.

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abbandonoLa sindrome dell’abbandono: che cosa significa essere sensibili al rifiuto percepito

La sensibilità al rifiuto consiste nella tendenza ad essere eccessivamente destabilizzati dalla percezione di qualsiasi forma di rifiuto sociale, sia in contesti di relazioni di coppia ce gruppale. Nell’articolo sono esposte le caratteristiche di questa propensione di alcune persone ed eventuali modalità per riorganizzare il proprio pensiero in modo più funzionale.

Il costrutto di “rejection sensitivity” o sensibilità al rifiuto indica una condizione psicologica caratterizzata da un’ipersensibilità al rifiuto. Essa, nei casi più gravi, potrebbe manifestarsi associata a un disturbo di personalità, quale ad esempio il disturbo borderline, risultando anche nelle situazioni meno compromesse comunque debilitante per chi ne soffre.

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Infanticidio e Figlicido

Quando una madre uccide il proprio figlio suscita sicuramente orrore ma anche emozioni diverse, forti legate all’immagine di fragilità del bambino che da lei dipende e che invece in lei trova la morte. Certo notizie del genere colpiscono.  In parte l’effetto è sicuramente dovuto alle modalità che i media hanno di proporre l’argomento.

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ipnosi-milanoCHE COS’E’ LA TRANCE IPNOTICA?

L’ipnosi è uno stato naturale che può coincidere con la possibilità di indurre in un soggetto un particolare stato psicofisico che permette di influire sulle condizioni psichiche, somatiche e viscerali del soggetto stesso, per mezzo del rapporto creatosi tra questi e l’ipnotizzatore; è uno stato alterato di coscienza: quando ci sembra che un film duri pochissimo o un dolore ci passa mentre facciamo una cosa bella o ci innamoriamo e sosteniamo ritmi di vita pazzeschi senza sentire alcuna sensazione negativa. La trance è una condizione nella quale compaiono fenomeni di intenso monoideismo suggestivo ideoplastico capaci di modificare la reattività organica e psichica (Granone, 1989).

 

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dipendenza internetInternet dipendenza

Quando internet rischia di “ucciderti”

Quando si parla di dipendenza si fa riferimento in genere ad un gruppo di sintomi cognitivi, comportamentali e fisiologici indicativi che il soggetto continua a far uso di una determinata “sostanza” nonostante la presenza di problemi significativi correlati all’uso della stessa. Nel caso in questione la “sostanza” incriminata è internet.

“…Sembra innocuo, in realtà ti soffoca senza che te ne accorgi. All’inizio è divertente, stando connessi si può fare di tutto; poi però passi intere giornate davanti al pc e non puoi più farne a meno. La difficoltà maggiore è rendersi conto del problema…”

Questa è una delle tante testimonianze che accomunano i ragazzi affetti dalla cosidetta Sindrome da Dipendenza da Internet, nota anche col nome di Internet Addiction Disorder, una “malattia” che colpisce soprattutto adolescenti tra i 13-20 anni e adulti tra i 25-40, aventi un buon livello di alfabetizzazione informatica e che nella maggior parte dei casi vivono in zone rurali e svolgono lavori notturni.

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meteoropatia

Ecco che cosa ha portato il clima negli ultimi mesi: pollini, piogge improvvise e torrenziali, freddo persistente seguito da caldo afoso e l’organismo si adatta, o quanto meno cerca di trovare un proprio adattamento in un ambiente dal clima sempre più imprevedibile. Come può il clima influire sul nostro sistema immuno endocrino  e causare alterazioni del tono dell’umore note come meteoropatia?

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psicoterapiaCHE COS’E’ LA PSICOTERAPIA?

Con il termine psicoterapia si fa generalmente riferimento ad una serie di processi che inducono un cambiamento nell’individuo. Tra i vari approcci esistenti quelli attualmente più conosciuti ed utilizzati sono:

–   L’approccio Cognitivo-Comportamentale;

–   L’approccio Psicodinamico;

–   L’approccio Sistemico-Relazionale;

–   L’approccio Interazionista.

 

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suicidio-metodi

 Il suicidio è l’atto auto lesivo estremo con cui una persona nega il proprio diritto alla vita e si manifesta con particolare frequenza in soggetti affetti da depressione maggiore grave o con disturbi della personalità di tipo psicotico. Ma si può prevedere il suicidio?Quali sono i così detti campanelli di allarme? A queste domande si cerca di fornire una risposta coerente con i principali studi condotti a livello mondiale negli ultimi anni.

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ormoni_post_partumE’ risaputo che l’apporto insufficiente o eccessivo di alcuni ormoni può comportare rilevanti cambiamenti del comportamento cognitivo ed emotivo, come ad esempio delle variazioni nel tono dell’umore. Durante la gravidanza si assiste ad un innalzamento nei livelli sanguigni e urinari di alcuni tipi di ormoni, come ad esempio estrogeni e progestinici, e ad un loro calo repentino a pochi giorni dal parto che li riporta gradualmente ai livelli pre-gravidanza; l’ipotesi è che questi sbalzi nei livelli di alcuni particolari ormoni come estrogeni, progesterone, cortisolo, ACTH, ormoni tiroidei e prolattina, possano portare a delle variazioni nel tono dell’umore della neo mamma e allo sviluppo di una depressione postpartum. Va sempre e comunque ricordato il ruolo fondamentale svolto dai fattori di rischio psicosociale nella genesi di tale depressione.

 

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parafilie

All’interno del  DSM-IV-TR (Manuale Statistico Diagnostico dei Disturbi Mentali 4° edizione) sono pochissimi i disturbi psichiatrici intrisi di toni moralistici come lo sono le parafilie. Determinare la devianza di un individuo, in questo caso nell’area sessuale, implica stabilire una chiara norma di comportamento che delinei la normalità; ma a chi spetta stabilire tali norme? Forse stando al pensiero del senso comune la psichiatria un giorno non molto lontano diventerà il guardiano morale del comportamento umano in tutte le sue forme ed espressioni…

L’uomo da sempre teme ciò che non conosce e non sa spiegare e per ovviare a ciò crea nomi ed etichette che servono a riportare l’ignoto a categorie note che lo faranno dormire la notte. Sulla stessa linea la società costruisce delle norme di comportamento “giusto” che vanno rispettate e chi non le segue viene etichettato come diverso o deviante rispetto alla normalità.

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Cocaina e Anfetamine: effetti

cocaina-anfetamine-effetti

Cocaina e anfetamine sono psicostimolanti naturali o di sintesi, sostanze euforizzanti energizzanti e socializzanti il cui uso e abuso aumenta sempre più trasversalmente tra le varie fasce d’età e classi sociali. Queste droghe possono produrre vari disturbi psichiatrici secondari quali disturbi psicotici, delirium da intossicazione e disturbi dell’umore, oltre che vari rischi per la salute (eventi cardiaci e cerebrovascolari, crisi comiziali, perforazione del setto nasale).

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test-depressione-postpartum

Quando si parla di test e inventari per misurare determinati sintomi e patologie bisogna pensare al fatto che non sempre e non tutti evidenziano un quadro giusto della situazione. Nell’ambito della depressione postpartum i test self-report (test di auto somministrazione, che includono una checklist di sintomi) valutano un ventaglio molto ampio di sintomi che non sono sempre specifici del disturbo depressivo ma che si possono ricondurre alla condizione generale della persona; quindi non ci si deve mai basare solo sui risultati di un questionario per poter fare una diagnosi ma bisogna sempre utilizzare altri metodi come le interviste, i colloqui o l’osservazione per giungere ad una diagnosi più certa e affidabile.

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Personalità ad alta Novelty Seeking

Tra i diversi approcci allo studio della personalità e delle differenze individuali riveste particolare interesse il modello di Cloninger. Egli individua in particolare tre dimensioni quantitative del temperamento ereditabili geneticamente e influenzate dai neurotrasmettitori cerebrali, e tre tratti del carattere dipendenti dalle esperienze vissute. Un nuovo studio statunitense suggerisce che le persone alla continua ricerca di novità e sensazioni forti abbiano un’anomalia nella regolazione del rilascio di dopamina, trasmettitore attivato in situazioni legate al piacere, come l’assunzione di cibo, l’attività sessuale ed anche l’assunzione di stupefacenti come la cocaina.

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L’efficacia della terapia cognitivo – comportamentale per il trattamento del Disturbo Post-traumatico da Stress (PTSD) conseguente ad abuso sessuale, è stata ampiamente confermata dalla letteratura scientifica; questi risultati però, per quanto promettenti, presentano dei problemi di generalizzabilità rispetto una popolazione di pazienti particolare, coloro cioè che sono stati vittime di abuso sessuale in età infantile. La questione non è oziosa, infatti, per quanto le violenze lascino ad ogni età parecchi segni sulla psiche della vittima, l’abuso sessuale infantile si configura come più dannoso, poiché colpisce l’individuo in età evolutiva, causando, citando le parole dell’autrice di un recente articolo apparso su “Psychotherapy,Theory, Research, Training”, Jaqueline N. Cohen, dell’università di New Brunswick, la “distruzione del normale processo di sviluppo”.

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Cosa sono la depressione stagionale e la meteoropatia? E’ possibile una cura per questi disturbi?
Il benessere psicofisico di una persona è determinato da una complessa rete di fattori. Manipolando ciascuno di essi andiamo ad intaccare la nostra condizione, migliorandola o peggiorandola. Ogni volta che seguiamo un determinato regime alimentare, o apportiamo delle modifiche al nostro stile di vita, siamo inevitabilmente responsabili della possibile rottura di un preciso equilibrio che si era assestato in precedenza.
Eventi esterni, indipendenti dalla nostra volontà, possono toccarci allo stesso modo. Parliamo di accadimenti naturali quali l’alternarsi delle stagioni, o la luce presente nell’ambiente.

Alcuni soggetti sono più influenzabili di altri da parte di questi fenomeni. Ecco allora il disturbo comunemente definito meteoropatia, che consiste proprio nel soffrire a livello organico per l’influenza di fenomeni meteorologici.
I fattori climatici che più spesso sono responsabili dei sintomi della meteoropatia sono sicuramente l’umidità e il vento: ad esempio, un caldo intenso e umido si associa a  problemi nella concentrazione, calo delle prestazioni fisiche e intellettuali.


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Manie di persecuzione

Manie di persecuzioneIl deliro di persecuzione, spesso indicato impropriamente come mania di persecuzione, è un delirio in cui il soggetto ritiene che tutto e tutti siano contro di lui, che tutto sia fatto e detto per sfavorirlo.

“Mi pare sempre assai strano che si abbia questa parola che, in effetti, significa che qualcuno ha la sensazione di essere perseguitato allorché le persone che lo perseguitano non lo ritengono tale. Ma invece non abbiamo una parola per la condizione in cui si perseguita qualcuno senza rendercene conto, condizione che avrei ritenuto seria quanto l’altra e certamente non meno comune”. (R.D.LAING)

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Di Sonia Pasquinelli 

Oggi si parla tanto di depressione, includendo nella definizione anche casi lievi o addirittura deflessioni dell’umore non patologiche. Il termine, entrato nel linguaggio comune in senso ampio, dà spesso adito a fraintendimenti. Parliamo propriamente di depressione quando intendiamo una vera patologia del tono dell’umore, nella quale una serie di sintomi (affettivi e cognitivi, ma anche fisiologici e comportamentali) compromettono il “funzionamento globale” della persona, alterando il suo modo di ragionare, raffigurarsi e interpretare il mondo, e ne rendono difficoltoso l’inserimento in ambienti sociali.

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di Sonia Pasquinelli

  L’identità di un uomo consiste nella coerenza di ciò che fa e di ciò che pensa.

C.S. Peirce

Un uomo entra in una farmacia e si comporta come se fosse il farmacista piuttosto che l’avventore. Si comporta come fosse un prete tra i preti, e dottore tra i dottori.

È questa la storia alla base del film “Zelig” di Woody Allen. Il protagonista, un insicuro cronico, per un interiore incoercibile bisogno di sentirsi accettato dagli altri si trasforma in un

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di Mauro Cavarra

Questa criptica sigla, PTSD, sta per Post Traumatic Stress Disorder ed indica un disturbo estremamente invalidante cui vanno incontro soggetti che sono stati esposti a violenti eventi traumatici. Uno dei primi ad occuparsi di questo tipo di disturbi fu il padre della psicanalisi, Sigmund Freud, che ebbe occasione di visitare in qualità di psichiatra i veterani della prima guerra mondiale, che , pur apparendo del tutto sani prima della guerra, in seguito alle azioni di combattimento, in cui non necessariamente rimanevano feriti, sviluppavano un disagio psicologico che li portava a rivivere il trauma anche per periodi considerevolmente lunghi.

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Di Sonia Pasquinelli

“Il signore e la signora A., pensionati, abitano in una villetta della banlieue parigina. Quel giorno la coppia sta pranzando in cucina. La signora A. chiede a suo marito di passarle la caraffa. Lui assume un’aria perplessa, esita un momento mormorando «caraffa, caraffa»… e tende alla moglie una forchetta. Questo è troppo! Il giorno stesso la signora A. prende appuntamento con un neurologo per suo marito.

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Di Sonia Pasquinelli 

Cercare la controprova biologica di una sospetta sindrome di autismo in tracce di urina o  nella saliva. Questo è ciò che propongono Massimo Castagnola, Fiorella Gurrieri e Maria Giulia Torrioli, ricercatori della Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica di Roma, dando il via ad un progetto sperimentale finanziato da un bando biennale Telethon per lo studio di questa patologia.

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Cos’è l’ADHD?  Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività.

A differenza di altre forme di disabilità, un disturbo dell’apprendimento è un handicap “nascosto”.  Infatti un disturbo dell’apprendimento non lascia quei segni visibili che possano consentire alle persone che ruotano intorno al bambino di comprendere il problema e di offrire il proprio aiuto.

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di Sonia Pasquinelli

Stupro e violenza sessuale

Secondo i dati ISTAT di pochi anni fa ogni giorno in Italia sono almeno sette le donne che subiscono una violenza sessuale. Questi dati si riferiscono ovviamente solo ai casi che denunciati alle autorità, e alcuni studi suggeriscono che questi rappresentino solo l’8% degli effettivi episodi di stupro nel nostro Paese (il restante 92% delle vittime, dunque, deciderebbe per vergogna di non denunciare l’abuso alla polizia).

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di Sonia Pasquinelli

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità la depressione rappresenta la maggiore causa di invalidità nel mondo. Nonostante molti pazienti trovino giovamento in una varietà di trattamenti che spaziano dalla psicoterapia, ai farmaci, alla terapia elettroconvulsiva, il tasso di suicidi tra coloro che risultano refrattari ad ogni tentativo terapeutico arriva al 15%.

Su questa malattia si sono recentemente pronunciati i ricercatori della Cleveland Clinic, Brown University, e Massachusetts General Hospital presentando i risultati di uno studio effettuato da un gruppo multidisciplinare costituito da neurochirurghi, psichiatri e psicologi su 15 pazienti, gravemente depressi sui quali non aveva avuto successo alcun tipo di terapia.

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Sonia Pasquinelli e Mauro Cavarra
La depressione potrebbe essere definita la malattia del ventunesimo secolo, non solo per i dati epidemiologici della stessa, ma anche per l’attenzione che le si riserva, per lo spazio che trova sui mezzi di comunicazione. Ma cosa è la depressione?
Viene inclusa in una classe diagnostica più vasta, i disturbi dell’umore, che comprende tra gli altri la mania ed il disturbo bipolare. Parlando di depressione ci si riferisce in genere alla cosiddetta depressione maggiore, patologia nella quale il paziente avverte un peggioramento del proprio funzionamento, non solo a livello psichico difficoltà a “pensare”, deflessione del tono dell’umore e sensazione di mancanza di forze, ma anche a livello somatico, cicli sonno-veglia alterati, notevole riduzione dell’appetito e del desiderio sessuale. Ma cosa ci consente di dire che la depressione sia effettivamente una malattia e non un semplice “sentirsi giù”?

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Disturbo bipolare
Il Disturbo Bipolare consiste in un disturbo mentale che causa rapide ed estreme oscillazioni dell’umore, dell’energia e del funzionamento della persona.
L’articolo evidenzia le differenze cliniche tra uomini e donne che soffrono di disturbo bipolare e analizzare le diverse modalità in cui i due generi rispondono al trattamento farmacologico.

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Simpson in panico
I fattori che contribuiscono allo sviluppo di un Disturbo d’Ansia: possibili legami con le relazioni di attaccamento

Il presente articolo espone gli ultimi ritrovati della ricerca relativa ai disturbi di ansia, sottolineando un potenziale legame tra la sintomatologia ansiosa e le prime relazioni di accudimento sperimentate dal bambino. Questo permette di pensare ad una potenziale correlazione non solo genetica di tali disturbi, mettendo in risalto l’importanza giocata in questo senso anche dall’ambiente.

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L’eziologia della depressione infantile e giovanile è molto complessa e ad oggi ancora non del tutto chiara. I disturbi depressivi possono essere la risultante dell’interazione tra fattori neurobiologici, genetici, psicosociali e sociali. Variabili ambientali e genetiche possono giocare un ruolo fondamentale nello sviluppare questo tipo di disturbi.

E’ stato stimato negli ultimi anni un notevole incremento del consumo di caffeina tra i giovani  e una percentuale pari al 75-98% consuma almeno un caffè al giorno[1]. Tuttavia, solo pochi studi empirici sono stati orientati a determinare un eventuale legame tra il consumo di caffeina e lo sviluppo di disturbi del comportamento e dell’umore tra i giovani[2]. Oltre alle solite bibite contenenti caffeina, si sta sviluppando un ampio mercato di “drink energetici” che sono in grado di stimolare il sistema nervoso centrale e periferico.

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La depressione post partum dei padri (DPP) ha ricevuto negli ultimi anni un’attenzione via via crescente.
La nascita di un figlio è un momento di grande gioia, ma comporta anche un cambiamento importante delle proprie abitudini di vita e come tale in alcuni casi può essere vissuta come evento stressante che può compromettere l’equilibrio psicologico di chi è già più vulnerabile. Per questo motivo ho ritenuto interessante evidenziare i dati di una ricerca condotta sui neo papà, che testimoniano come la depressione post partum non sia solo femmina e anzi tenda a manifestarsi nel 4% dei neopapà.
Sono stati ipotizzati alcuni fattori di rischio per la PPD, tra cui una bassa classe sociale e la disoccupazione, una storia passata di depressione ed il fatto di avere un partner con sintomi depressivi. 

 

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Negli ultimi 20 anni numerosi studi hanno evidenziato come variazioni strutturali del genoma umano, specialmente  nel numero di copie delle sequenze di DNA, siano importanti fattori causali per la schizofrenia e nei disturbi ad essa correlati[1].
L’identificazione del cambiamento del numero di copie delle sequenze di DNA ha permesso di mettere in luce i meccanismi del funzionamento di alcuni disturbi e delle loro correlazioni genetiche[2], ad esempio nel caso del disturbo bipolare grave, nell’autismo, nel ritardo mentale e nell’epilessia. Relativamente a tale argomento, Ingason et al.[3]hanno apportato nuovi dati a conferma del fatto che condizioni neuropsichiatriche, tra loro prima intese come slegate, possano invece condividere fattori causali legati a cambiamenti strutturali non direttamente visibili nel cariotipo standard.

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personalità borderline

Il disturbo borderline corrisponde ad una patologia la cui sintomatologia consiste in instabilità dell’umore, dei rapporti con gli altri, dell’immagine di sé e del proprio modo di comportarsi e percepirsi. Si tratta di un disturbo molto frequente, in forte aumento e per questo è importante poter individuare quali sono le terapie maggiormente efficaci nel trattare tale disturbo.
  
Diversi tipi di psicoterapia si sono dimostrati efficaci nel trattamento del disturbo di personalità borderline:
·        Terapia dialettico-comportamentale (DBT), sviluppata da Marcia Linehan, è un trattamento cognitivo-comportamentale che interviene sui comportamenti suicidi ari e su altri comportamenti pericolosi e destabilizzanti.

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bottiglie Il presente articolo prende in considerazione la letteratura più recente relativa alla sindrome di Korsakoff al fine di darne un’immagine il più chiara e rappresentativa possibile, spiegando quali sono i suoi tratti distintivi, la sua incidenza nella popolazione generale e le modalità con cui essa viene diagnosticata.
La sindrome di Korsakoff: dalle caratteristiche cliniche alla diagnosi
Un recente rapporto commissionato dalla Società dell’Alzheimer ed elaborato dagli accademici della London School of Economics e dall’Istituto di Psichiatria del London King’s College ha stimato che ad oggi ci sono circa 700.000 persone con demenza negli Stati Uniti, circa l’1.1% della popolazione generale (Alzheimer’s Society, 2007).

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L’alcol è una delle droghe più pericolose per la salute. La sua elevata capacità di indurre dipendenza fisica ed abuso ha effetti su tutto l’organismo (Nutt et al., 2007), causando serie conseguenze ai sistemi digerente, nervoso centrale e cardiovascolare.
In alcuni gruppi della popolazione il consumo di alcolici costituisce un rischio per la salute ancora maggiore, come ad esempio accade per i giovani adolescenti, a causa sia della loro scarsa capacità di metabolizzare l’alcol e la loro suscettibilità ad essere influenzati nell’acquisizione di comportamenti che possono danneggiare la loro salute, mantenendoli anche da adulti.

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anziana con bambolaDiazossido efficace per l’Alzheimer?

A volte le medicine utilizzate per un determinato disturbo finiscono per portare benefici dopo diversi anni dall’assunzione, relativamente ad un altro disturbo di cui la persona è affetta. Questo pare proprio il caso, ad esempio, del farmaco denominato diazossido rispetto alla pressione sanguigna.
I farmaci che attivano il potassio nei canali neuronali possono risultare effettivamente efficaci nel trattare la malattia di Alzheimer, aspetto che recenti ricerche hanno per l’appunto messo in evidenza.

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La prevenzione nei disturbi di ansia: come intervenire sui giovani
 
La prevenzione costituisce un nodo cruciale nella tutela del disturbo mentale, così come in altre aree della medicina. Tuttavia, studi longitudinali con trial di soggetti strutturati sulla prevenzione sono estremamente difficili da realizzare. Questo risulta particolarmente vero nel caso di studi realizzati su una popolazione giovane, nella quale molti cambiamenti avvengono in maniera rapida a causa dello sviluppo, dell’influenza ambientale e sulla quale pare difficile orientare progetti di interventi mirati alla prevenzione del disagio.

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Nel 2012 il mondo non finirà. Ma tutti avremo un’altra personalità

L’American Journal of Psychotherapy[1] giudica il DSM-IV come eccessivamente categorico e definisce i disturbi di personalità come “varianti estreme della personalità normale”. La soluzione? Il DSM-V che uscirà nel 2012. La fine di un’era o l’inizio di una rivoluzione? Intanto il dibattito è più che mai acceso.

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mamma_dimmmi_che_mi_vuoi_beneMamma, dimmi che mi vuoi bene! 

Raramente può capitare di sentire un figlio o una figlia dire queste parole alla propria madre, molto più spesso la richiesta di amore alla mamma viene formulata tramite il cosiddetto “non verbale”, ovvero principalmente dei comportamenti messi in atto con lo scopo –più o meno conscio- di trasmettere un messaggio che riesce difficile verbalizzare.

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Attualmente vengono utilizzate diverse modalità di intervento al fine di ridurre i sintomi della depressione negli anziani, che includono l’ approccio psico-educazionale, quello farmacologico, la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia psicodinamica e quella interpersonale. Oltre a tali tecniche, già ampiamente consolidate, oggi l’attenzione si sta focalizzando sulla terapia della reminescenza, che ben si adatta alla naturale tendenza dell’anziano a ricordare la sua vita e a volerla raccontare

La depressione negli anziani consiste in una problematica di seria entità con spesso prognosi infausta. La Depressione Maggiore si manifesta in circa 1,8 % della popolazione mondiale al di sopra dei 55 anni e nel 9,8 % si tratta di depressione di lieve entità[1]. Questo comporta la necessità di individuare adeguate modalità di intervento.

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quando-lasciarsiCe l’ho fatta: l’ho lasciato. Ma adesso sto peggio di prima.

Sonia è una donna giovane e di bell’aspetto. Ha conosciuto il suo attuale marito quando ancora era minorenne e lui le era sembrato fin da subito il principe azzurro che tanto si descrive nelle favole. Era uscita di casa compiuti i 18 anni e si erano sposati.

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pensieri emozioniQuando il pensiero diventa emozione.

Gli eventi di ogni giorno impattano su di noi, scatenando le nostre emozioni. Ma è veramente così? Siamo davvero così impotenti di fronte alla nostra emotività?

Marco e Franco sono compagni di banco. Un giorno la maestra assegna ad entrambi una poesia da imparare a memoria. Qualche giorno dopo vengono interrogati entrambi: Marco, sicuro e tranquillo, si guadagna facilmente un ottimo voto tra gli applausi dei compagni; Franco, impaurito, arrossisce, abbozza qualche parola alla rinfusa e –stremato e madido di sudore- torna al posto senza essere riuscito nel compito.

Eppure la situazione è uguale per entrambi: una poesia da imparare a memoria, che viene assegnata allo stesso modo ai due ragazzini; le due reazioni che però scatena sono praticamente opposte: Marco è tranquillo, sicuro e deciso, mentre Franco è impacciato, ansioso ed intimorito. Perchè? La risposta sta proprio in ciò che intercorre tra la situazione (o evento) e la reazione (o emozione).

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masturbazione compulsiva e problemi di coppia: caso clinico

Il paziente è un uomo di 33 anni, rivoltosi ad un Centro Psicosociale dopo esserne venuto a conoscenza tramite internet.

Contatta telefonicamente il Centro e riferisce di avere problemi di masturbazione compulsiva che avrebbero causato difficoltà nella relazione con la propria moglie.

Si presenta prima di Natale. E’ un uomo alto, di corporatura massiccia, dall’espressione giovanile e riservata.

Il padre viene descritto dal paziente come un uomo anaffettivo, che gli ha sempre rimproverato di essere inconcludente ed incapace.

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ansia_esameL’ansia da esame è una condizione psicologica che comporta stress prima, durante o dopo un esame e può causare un basso rendimento o interferire con il normale processo di apprendimento. Essa è un particolare tipo di ansia da prestazione che insorge in quelle situazioni in cui ci si sente valutati dagli altri.

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psiconcologiaLa psiconcologia è quella disciplina che si pone come ponte di connessione tra l’area dell’oncologia e quella della psicologia al fine di affiancare il paziente, la famiglia e l’equipe medica nell’approccio alla malattia del cancro.

Essa si rivolge agli aspetti psicologici, sociali, comportamentali ed etici del cancro, indagando le due principali dimensioni psicologiche di questa malattia: le risposte individuali del paziente nelle diverse fasi di evoluzione del disturbo e quelle della famiglia o di chi si prende cura del malato; e gli aspetti sociali e comportamentali che possono avere un’influenza sulla malattia.

Questa disciplina ha obbiettivi che possono essere identificati nella prevenzione e nella diagnosi precoce del cancro, nell’individuazione delle conseguenze della malattia e nel loro trattamento e nella formazione del personale medico che entrerà a contatto con i pazienti.

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depressione-anzianiLa depressione è particolarmente frequente negli anziani, quando eventi quali malattie croniche, lutti e perdita della propria autonomia agiscono come fattori di rischio nello sviluppo di depressione.

L’invecchiamento è un processo fisiologico che modifica le abilità fisiche e cognitive dell’individuo, costituendo una parte normale del percorso di sviluppo biologico dell’organismo. Esso ha propriamente inizio dopo il raggiungimento della maturità riproduttiva ed al termine dello sviluppo del soggetto, quando l’organismo raggiunge il massimo delle sue potenzialità funzionali.

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Il FACS è uno dei numerosi metodi utilizzati per misurare i movimenti facciali che caratterizzano le espressioni del volto. Il volto è, infatti, l’area di maggiore interesse per lo studio dell’espressione delle EMOZIONI.

Il FACS, pubblicato nel 1978, è il frutto di una lunga ricerca portata avanti da Paul Ekman, Professore di Psicologia al Dipartimento di Psichiatria dell’Università della California, e dal suo collega psicologo Fallace Friesen.[1]

Questo metodo ha l’intento di andare a studiare in che modo le contrazioni dei muscoli facciali, singolarmente o in combinazione con altri muscoli, modificano le sembianze di un viso.

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Paura della Scuola

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Molti di noi, adulti e per cui la scuola risulta ormai solo un vago e lontano ricordo, avranno tuttavia memoria di qualche mattina in cui svegliarsi e prepararsi per andare a lezione risultava uno sforzo davvero impegnativo. Le scuse erano delle più svariate: mal di testa, mal di pancia, a volte si riuscivano ad architettare perfino accurate simulazioni di un’influenza o di una febbre particolarmente debilitante. Non sempre però i genitori si facevano convincere e, scettici, alla fine ci spedivano comunque in classe obbligandoci a rispettare il nostro dovere.

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LE EMOZIONI NEL POST PARTUM

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Buona parte delle donne durante la gravidanza e dopo la nascita del figlio soffrono di vari disagi psicologici come l’ipocondria, depressione e ansia; infatti vari studi presumono che l’evento gravidanza comporti una sorta di “shock biografico” secondario ad un cambiamento totale nel sistema di relazioni, nel senso della propria identità e nelle competenze di ruolo. Inoltre durante la gravidanza si verificano importanti picchi nella produzione di alcuni ormoni (come gli estrogeni e il progesterone) che crescono fino a poche ore prima del parto per poi crollare nei giorni successivi portando alcune donne allo sviluppo di sintomi depressivi di varia intensità e gravità.

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Dipinto della timidezzaE’ molto importante distinguere un quadro di fobia sociale (ansia sociale) da uno di semplice timidezza. La ricerca non è ancora concorde se ritenere l’ansia sociale come un’espressione estrema della timidezza (e quindi considerare le due condizioni lungo un continuum, differenziate solo da fattori quantitativi) oppure se considerare ansia sociale e timidezza come due condizioni diverse con aree di sovrapposizione ed in particolare intendere la timidezza come un costrutto più ampio della fobia sociale.
Un recente studio ha analizzato le differenze tra le due condizioni, mostrando le minor performance sociali dei soggetti con ansia sociale, in particolar modo nel parlare in pubblico.

Ma ecco un esempio di come appare la vita di una persona affetta da disturbo da ansia sociale:

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Due spettatori nella sala di un museo d'arte rinascimentale
Nella vita di tutti i giorni parliamo spesso di sofferenza fisica e psichica, affidandoci semplicemente a quello che sappiamo grazie al senso comune, senza soffermarci ad indagare i meccanismi complessi e specifici che sono alla base di quello che chiamiamo “dolore”.
Il dolore è definibile come un’insieme di sensazioni somatiche associate ad un danno potenziale o ad un effettivo danneggiamento in atto. Il fatto che si tratti di un meccanismo difensivo basato sulle vie del sistema limbico conferisce al dolore una consistente base emozionale, ed è proprio per questo che la sua percezione risulta davvero molto soggettiva.
Le vie nervose e quelle biochimiche sono attivate dalle sensazioni dolorifiche, e coinvolte in una serie di risposte molto complesse e articolate che attivano a loro volta altre vie del sistema endocrino e del sistema immunitario.

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La paura di guidare può configurare un disturbo chiamato amaxofobiaPaura di guidare ? Il sogno di Henry Ford sembra essersi quasi avverato. Ormai gran parte della popolazione occidentale possiede un’automobile e, col passare del tempo, questa diventa sempre più indispensabile, sempre più presente nelle nostre vite. Sopratutto in città trafficate, come i grandi centri Italiani, il tempo passato nelle nostre scatole a quattro ruote aumenta sempre di più. Il rischio di incidenti stradali, le spese per l’acquisto, la manutenzione, l’amministrazione dell’auto, sembrano non essere sufficienti ad allontanarci da quest’oggetto che diventa sempre più raffinato, sempre più sofisticato, sempre più a misura d’uomo. Siamo talmente attaccati a questi marchingegni, che adesso non sono più semplicemente dei mezzi che ci consentono di spostarci con relativa indipendenza da un punto A ad un punto B; diventano Status Symbol, oggetti di tendenza, dimostrazione di stile e buongusto. Molteplici sono i livelli in cui siamo stati influenzati e cambiati da questa invenzione.
Immaginate dunque cosa voglia dire essere impossibilitati ad usarla.

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Gli ormoni del bullismo

di Sonia Pasquinelli
 
 Bullismo, mobbing nell’età evolutiva, violenza tra i banchi di scuola, tra adolescenti “difficili”.
Quante volte sentiamo dibattere a proposito di questi temi?

Il concetto di bullismo, ad oggi, non ha ancora ricevuto una definizione tecnica precisa, nonostante la parola ricorra continuamente sulla bocca di magistrati, sociologi e insegnanti, per indicare quell’insieme di comportamenti violenti, persecutori, spesso immotivati, messi in atto dai giovani a discapito di soggetti solitamente più calmi, deboli e sensibili.

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Di Sonia Pasquinelli

Tutti i bambini devono – presto o tardi – confrontarsi con la morte.
È difficile riuscire ad arrivare all’età adolescenziale senza essere mai stati messi davanti alla fine della vita di un anziano parente, di un conoscente o anche solo di un animaletto domestico.
Poiché si tratta di un’esperienza che può verificarsi all’improvviso, diventa importante per i genitori sapere come affrontare quella che per un bambino è la prima irreparabile rottura con il mondo ovattato della prima infanzia, in cui la sicurezza familiare appare come un muro incrollabile, una protezione consolidata e incondizionata.

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 Di Sonia Pasquinelli

“E’ entrato in casa mia che era già buio: che faccia tosta, come se fosse stato a casa sua! Dopo avermi salutata, ha sistemato i pacchi della spesa in cucina. Ha spiegato che avrebbe mangiato con me   e mi ha chiesto di preparargli la cena. Ho fatto come se niente fosse… Ho preparato la cena e ha cominciato a parlarmi mentre mangiavamo. Io facevo finta di ascoltarlo, ma dentro di me pensavo: aspetta pure, mio caro, continua la tua scenetta e vedrai!

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di Mauro Cavarra

Nessuno di noi credo ignori cosa sia l’anoressia. Si tratta di una vera e propria malattia che si manifesta prevalentemente in giovani ed adolescenti, che li porta a rifiutare il cibo con insistenza ed ostinazione. Di solito la restrizione verso i cibi è progressiva: essendo le calorie il problema, il paziente anoressico comincerà a rifiutare prima i lipidi- i cibi grassi, dunque carne, formaggi uova- poi i carboidrati- come pasta, pane e simili- fino a ridurre la propria dieta a pochi alimenti in genere dallo scarso contenuto energetico. Nei casi più gravi, per evitare la sensazione di gonfiore, possono giungere al rifiuto dei liquidi (le pazienti smettono di bere) con conseguenze devastanti per l’organismo: dopo due giorni di privazione di liquidi, sopraggiunge la morte in quanto le cellule non riescono più a promuovere le reazioni chimiche fondamentali per mantenere l’omeostasi.

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di Mauro Cavarra

L’uso di cannabis nel mondo occidentale è indubbiamente un argomento molto controverso che ha scatenato discussioni accese anche nell’arena politica, discussioni che si incentrano in genere sulla seguente domanda: La cannabis è o non è una droga? C’è stato chi ha tentato di aggirare il quesito definendola una droga leggera, come in effetti è, entro certi limiti di dosaggio, se paragonata ad eroina, cocaina, o ecstasy. Ma siamo sicuri che il giudizio  di leggerezza debba essere un giudizio relativo alle altre droghe? Non dovremmo cercare un criterio più assoluto, certo, scientifico?

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“I cannot think of any need in childhood as strong as the need for a father’s protection.”

Sigmund Freud

Lo chiamano baby blues, ed è un momento passeggero, ma anche un vero e proprio malessere. Accade semplicemente che una sorta di malinconia spesso immotivata si insinui improvvisamente nella vita del 70% delle neomamme. Dato il suo carattere transitorio, non è nemmeno da considerarsi una vera e propria malattia.

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Di Mauro Cavarra

 

Forse la somiglianza tra  il detto “non ci vedo più dalla fame” e l’espressione “ essere ciechi di rabbia”, non è del tutto casuale. Sappiamo bene che dopo una giornata in cui non si è mangiato o si è mangiato in fretta, magari il solito tramezzino, il nervosismo imperversa rendendoci la croce dei nostri amici e colleghi. La fame ci rende aggressivi e scontrosi e se fino ad ieri avremmo potuto attribuire questa co-occorrenza al semplice stato di disagio che si prova ad avere la pancia vuota, adesso i ricercatori dell’università di Cambridge hanno trovato la vera ragione dell’irritabilità da fame.

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“Dopo aver eliminato l’impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità”

Sherlock Holmes

 Accade non di rado che i media ci mettano a contatto con quelli che sembrano essere fenomeni cosiddetti “paranormali”. In questo campo, imbroglioni e truffatori sono all’ordine del giorno. Ma ancora più spesso è facile imbattersi in persone che credono in buona fede di possedere facoltà paranormali, pur non essendosi mai sottoposti ad seria verifica, e che semplicemente illudono sè stessi.

 Come dobbiamo affrontare di volta in volta queste “notizie”, e ancor prima l’atteggiamento di coloro che si affidano completamente a quello che viene loro raccontato?

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Di Sonia Pasquinelli

 

 

 Se valutiamo l’efficacia di una psicoterapia, ossia il rapporto tra il “costo” della terapia stessa e i benefici a cui essa porta, è evidente come sia davvero vantaggioso l’impiego di tecniche legate alla realtà virtuale. Con “costo” intendiamo non soltanto la spesa economica, o il tempo dedicato alla cura, ma anche l’impegno emotivo del soggetto che ne fa esperienza. I benefici saranno tanto più “validi” quanto più coincideranno con l’obiettivo che ci si era prefissati, e saranno raggiunti in breve tempo. In che modo la realtà virtuale oggi “accelera” questo processo e rende vantaggioso lo scambio costi-benefici nella psicoterapia moderna?

 

 

Principalmente in due modi:


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“… altro non siamo se non un fascio o un accumulo di sensazioni diverse,

che si susseguono con inimmaginabile rapidità, e sono in perpetuo flusso e movimento”

David Hume

di Sonia Pasquinelli


Tra le molteplici definizioni di coscienza, ce n’è una che pone l’accento sulla continuità di rapporto fra Io, mondo esterno e tempo. Secondo Hume, ma anche nel pensiero di molti altri filosofi, la memoria è necessaria a dare un senso alla nostra esistenza. Ma siamo proprio sicuri che la nostra “umanità” sia legata a questa funzione? O a prescindere da essa siamo ancora in possesso della nostra volontà, sentimento, sensibilità, e coscienza morale?

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Dr. Lorenzo MAGRI

Psicologo

Via Vittor Pisani 13 D – 20124 Milano

Iscrizione Ordine degli Psicologi della Lombardia n 10184

Partita IVA: 01628230995

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