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una strada alternativa alla depressione nell’anziano

Attualmente vengono utilizzate diverse modalità di intervento al fine di ridurre i sintomi della depressione negli anziani, che includono l’ approccio psico-educazionale, quello farmacologico, la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia psicodinamica e quella interpersonale. Oltre a tali tecniche, già ampiamente consolidate, oggi l’attenzione si sta focalizzando sulla terapia della reminescenza, che ben si adatta alla naturale tendenza dell’anziano a ricordare la sua vita e a volerla raccontare

La depressione negli anziani consiste in una problematica di seria entità con spesso prognosi infausta. La Depressione Maggiore si manifesta in circa 1,8 % della popolazione mondiale al di sopra dei 55 anni e nel 9,8 % si tratta di depressione di lieve entità[1]. Questo comporta la necessità di individuare adeguate modalità di intervento.

Il primo ad enfatizzare l’uso della terapia della reminescenza sugli anziani è stato Butler[2]. Egli aveva infatti osservato che gli anziani hanno la naturale tendenza a rivalutare il loro percorso di vita man mano che passano gli anni. Egli aveva considerato l’attività della reminescenza come una naturale espressione di un processo universale che riflette l’esigenza di fare il punto della propria vita una volta che si percepisce l’approssimarsi della sua stessa fine.

A partire dalle osservazioni formulate da Butler, un ingente numero di clinici e scienziati hanno mostrato un vivido interesse per la teoria della reminescenza, come fenomeno sociale e come metodo di trattamento della depressione negli anziani.

La tecnica della reminescenza integrata è quella maggiormente utilizzata e conosciuta e consiste nella rivalutazione del proprio percorso di vita al fine di accettare gli eventi negativi, di risolvere conflitti del passato, di identificare una continuità tra il passato ed il presente ed eventualmente, trovare il senso della propria vita[3].

Alcuni autori utilizzano il termine Reminescenza e quello di Life-Review in modo interscambiabile, anche se esse consistono in due modalità di intervento differenti. La prima infatti consiste in un intervento psicosociale che si concentra sulle memorie positive e può essere strutturata o non strutturata, individuale o di gruppo. La finalità di tale tipo di intervento è quella di migliorare la qualità di vita del soggetto e le sue capacità di adattamento al presente[4]. La  Life-Review consiste in un approccio strutturato, da utilizzare in particolari fasi della vita del soggetto, che conduce il paziente a riflettere sulla propria storia di vita al fine di rielaborare sensi di colpa, risolvere conflitti intrapsichici, riconciliare le relazioni e trovare i significati delle precedenti esperienze. Questo processo coinvolge una rivisitazione dell’intera vita della persona che può essere condiviso a livello verbale o non verbale, con la finalità di rintracciarne il significato. Spesso risulta utile in momenti di crisi o per preparare alla morte.

Diversi studi hanno dimostrato che un aumento nell’autotrascendenza è inversamente correlato alla depressione e direttamente correlato al benessere psico-fisico[5]. Questo avverrebbe perché la capacità di trascendere dal proprio presente darebbe significato alle proprie esperienze personali.

Prima del 1960, la reminescenza veniva vista come sintomo del deterioramento delle abilità cognitive della persona ed era vivamente sconsigliata come metodo di intervento da rivolgere agli anziani. Butler aveva quindi rivoluzionato gli atteggiamenti delle persone circa la reminescenza. Erikson aveva invece sottolineato l’importanza dell’integrità dell’Io, che poteva essere conquistata soltanto con uno sguardo rivolto al proprio passato[6]. Secondo Butler tale processo doveva muoversi secondo una impostazione analitica e strutturata. Egli formulò quindi il concetto di Life Review, che egli descrisse come un processo mentale cosciente, caratteristico delle persone anziane, che avrebbe permesso loro di collocare gli eventi della loro vita secondo la giusta prospettiva e lavorare al fine di risolvere i conflitti. La Life Review avveniva grazie al processo della reminescenza.

Sulla base delle concettualizzazioni di Butler e di Erikson, è stato quindi formulato un modello di intervento che consiste nel rivedere aspetti positivi e negativi del proprio passato, incoraggiando la partecipazione individuale all’interno di un contesto strutturato.

In uno studio di Strinson e Kirk sono stati indagati gli effetti della reminescenza in gruppo sulla depressione e sull’autotrascendenza negli anziani al fine di valutare se la depressione negli anziani diminuisse dopo la partecipazione a tale gruppo e se parallelamente aumentasse la capacità di auto trascendenza.5                 

In tale studio, i soggetti sperimentali avevano dai 72 anni ai 96 ed erano stati divisi in due gruppi,uno di controllo e l’altro di reminescenza. I gruppi si svolgevano in base a due incontri settimanali di un’ora ciascuno, per sei settimane. I partecipanti allo studio sono stati testati (GDS e STS) all’inizio dello studio, dopo tre settimane e dopo sei settimane. Grazie a questo protocollo di ricerca, Strinson e Kirk hanno evidenziato una correlazione positiva tra la partecipazione al gruppo di reminescenza e la depressione ed una relazione inversamente proporzionale tra la depressione e la capacità di auto trascendenza.

Pot, Melenhorst e Bohlmejier hanno invece indagato la correlazione esistente tra sintomi della depressione e sintomi ansiosi, percezione di soddisfazione per la propria vita, stili di reminescenza e qualità di vita[7]. La finalità di questo studio è stata quella di individuare i sintomi della depressione ed agire in termini preventivi ed i risultati sono stati molto promettenti rispetto all’efficacia dell’utilizzo della reminescenza come metodo di intervento finalizzato a risolvere i primi sintomi della depressione nell’anziano.

di Gaia del Torre



[1] Beekman ATF, Copeland JR, Prince Mj, Review of Community Prevalence of Depression in later life, Br J Psichiatry 1999, 174:307-311.

[2] Butler RN: The life review: an interpretation of reminescenze in the aged, Psychiatry 1963, 26:65-76.

[3] Wong PT, Watt LM: What types of reminescenze are associated with success full aging?, Psych Aging 1991, 6:272-279.

[4] McCloskey & Bulechek, Nursing Interventions Classifications, 2nd edn., Mosby and Co., St. Louis, MO., 1996.

[5]  OLder People, Structured Reminescence: an intervention to decrease depression and increase self-trascendence in older women, Kellam Strinson C., Kirk E., 23 June 2005.

[6] Eriskson EH,Childhood and Society, Norton, 1950.

[7] BioMed Central, Pot M., Melenhorst A., Bohlmejier E., Cost Effectiveness of life review for Older Adults: of a randomized controlled trial, 13 June 2008.

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