Home » Psico Blog » Psicologia Clinica e Patologie » Terapia di coppia: quando la vita a due soffre

Terapia di coppia: quando la vita a due soffre

terapia_di_coppiaLa terapia di coppia è un intervento dello psicologo finalizzato ad aiutare i coniugi/conviventi in difficoltà a superare i momenti critici che incontrano nel loro cammino insieme.

È un elemento di sostegno della coppia che mira ad individuare i problemi relativi al rapporto, a trovarne le cause e a proporre percorsi terapeutici di soluzione, sia all’interno della seduta, che nelle fasi successive.

È uno spazio di riflessione per trovare gli strumenti di risoluzione dei conflitti.

Le difficoltà incontrate possono essere di diverso tipo a seconda della fase del ciclo vitale della famiglia (coppia senza figli, nascita del primo figlio, crescita e distacco dai figli, pensionamento ecc): ad esempio problemi nella sessualità, difficoltà di comunicazione, divergenze nelle modalità genitoriali, conflitti, tradimenti.

Attraverso un confronto con il terapeuta, la coppia viene indotta a sperimentare nuove forme di rapporto e a gestire i propri conflitti in maniera consapevole ed efficace.

Al termine del trattamento, la coppia ridefinisce le proprie dinamiche interne, ritrovando così uno spazio comune di intesa e di ascolto reciproco.

Sulla coppia

Secondo la Psicologia dell’Evoluzione, la coppia serve per indurre il maschio umano a investire nella dimensione genitoriale, in modo che il cucciolo d’uomo abbia due genitori solidali a farlo crescere.

Per quanto riguarda i rapporti di coppia, possiamo ricavare due notizie, una buona e una cattiva: la buona è che gli esseri umani sono geneticamente destinati ad innamorarsi. Ci si innamora anche con il naso, grazie ai feromoni, messaggi chimici che la persona che ci fa innamorare emette.

La cattiva notizia è che le coppie non sono necessariamente destinate a restare unite, o a durare eternamente. E’ naturale arrivare a perdere interesse per il partner, trovarlo poco attraente e accompagnarsi a un’altra persona.

Sternberg, professore di psicologia e pedagogia a Yale, ha teorizzato un concetto di amore completo, sulla base di tre componenti fondamentali:

  • l’impegno come componente cognitiva,
  • l’intimità come componente emotiva e
  • la passione come componente motivazionale dell’amore. Si può visualizzare l’amore come un triangolo in cui quanto maggiori sono impegno-intimità-passione, tanto più grande è il triangolo e più intenso l’amore.

 

Nelle ricerche statistiche si è visto tuttavia che col tempo, tutto, all’interno della coppia, tende a diminuire.

Nelle coppie studiate calano: le capacità di comunicare, l’attrazione fisica, il piacere di stare insieme, gli interessi comuni, la capacità d’ascoltare, il rispetto reciproco, il trasporto romantico, tutti dati che Sternberg ha rilevato come naturalmente orientati ad esaurirsi, se non si fa qualcosa. E’ importante dunque sapere cosa aspettarsi col tempo, avere prospettive realistiche, circa quello che si potrà avere.

La vita di coppia segue un percorso di alcune fasi, con molti alti e bassi. Una coppia si separa quando non riesce a correggere le aspettative irrealistiche. Il partner, quello reale, non quello idealizzato, non può soddisfare i nostri bisogni, così si inizia a giudicarlo come limitante la nostra realizzazione, come persona di poco valore: ogni motivo è buono per litigare, anche la vita sessuale diventa insoddisfacente.

Il modello “a spirale” dell’intimità

psicoterapia-di-coppia

Gli studiosi Cusinato e L’Abate (1992)[1] hanno messo a punto un modello teorico a spirale dell’intimità che comprende sei fattori tra loro interdipendenti che formano un circolo dinamico, una spirale ricorsiva, così che ciascuno di essi alimenta il successivo ed è dagli altri alimentato .

Tale modello considera l’intimità in termini molto concreti e operativi. Infatti, uno degli aspetti lodevoli e apprezzabili del lavoro dei due psicologi è dato dal fatto che l’intimità non viene considerata semplicemente come un fattore intrapsichico, ma è vista principalmente come un qualcosa che può tradursi in comportamenti concreti, e quindi come un qualcosa che può essere arricchito e migliorato.

L’intimità non è considerata come un qualcosa di scontato, dato una volta per tutte sulla base del fatto che ci si vuole bene, ma viene considerata come un aspetto della relazione di coppia che, per essere mantenuto, richiede impegno e riflessione e soprattutto, come aspetto della relazione che può essere migliorato.

I fattori di questo modello sono:

Capacità dei partner di comunicarsi reciprocamente i propri valori personali

Capacità di rispettare i sentimenti personali dell’altro

Accettazione reciproca dei limiti personali

Valorizzazione reciproca delle rispettive potenzialità

Capacità dei partner di condividere i dolori e il timore di essere feriti

Capacità di perdonare e tollerare gli sbagli dell’altro

Sulla terapia di coppia 

In questi ultimi anni la terapia di coppia è diventata un’esigenza sempre più comune: molte persone si sentono paralizzate da tutta una serie di problematiche, presenti all’interno della loro relazione, che conferiscono un profondo stato di malessere ad entrambi e a cui, da soli, per quanti sforzi si facciano, non riescono a trovare una soluzione efficace.

In Italia le coppie difficilmente si rivolgono allo psicologo e, quando lo fanno, la crisi è molto profonda.

Al contrario, negli USA, questo intervento è più diffuso e richiesto quando la coppia ha ancora molte potenzialità.

La coppia può essere paragonata ad un essere vivente. Essa cresce, cambia e si sviluppa, incontra e scambia affetto e informazioni, genera e produce altra vita. Affinché i partner possano continuare a trovare soddisfazione e piacere nella vita di coppia c’è bisogno di un impegno costante che il più delle volte è piacevole e comunque portatore di ricchezze per entrambi. In alcuni momenti, però, solo un intervento esterno può restituire la libertà ad una coppia imbrigliata dalle sue limitanti regole.

Una terapia di coppia interviene permettendo alle energie vitali della coppia di rifluire liberamente verso la soddisfazione e la crescita.

La terapia di coppia, infatti, è un percorso in cui i partner si incontrano congiuntamente e costituiscono uno spazio di pensiero, alla presenza del terapeuta, in un luogo specifico ed in un contesto lontano dalla quotidianità.

Tale sospensione dalla vita di tutti i giorni e dalla routine rappresenta un’importante occasione per riconoscere e comprendere le complesse emozioni in gioco ed il vortice di comportamenti che ne derivano.

L’incontro con la coppia rappresenta un’occasione privilegiata per poter accedere all’intimità che si crea tra due individui in un modo che nessun altro formato clinico permette. Nelle terapie individuali e di gruppo le difficoltà della coppia vengono affrontate in uno scenario che non contempla l’osservazione diretta, nelle terapie familiari il focus è centrato prevalentemente sulle dinamiche che vedono protagonisti i membri del nucleo familiare e la

rete delle relazioni parentali. Il terapeuta che lavora con la coppia avvicina un ambito molto privato, facendo ingresso nell’intimità della relazione che diventa l’oggetto del percorso terapeutico.

La crisi di coppia può manifestarsi in diversi modi, attraverso forti conflitti, incomprensioni reciproche, mancanza di comunicazione, coinvolgimento dei figli nei propri conflitti, disturbi psicologici (depressione, ansia, dipendenze, disturbi psicosomatici, ecc.) presenti in uno o in entrambi i partners, difficoltà legate a diverse fasi della vita (nascita dei figli, malattia, perdita di figure importanti, trasferimenti, perdita del lavoro, problematiche manifestate dai figli), tradimenti.

La modalità di relazionarsi dei due partners può diventare sempre più aggressiva e litigiosa o sfocia in una progressiva forma di allontanamento che ha come risultato l’indifferenza, nell’illusione che quest’ultima ci permetta di soffrire di meno. Ogni piccolo gesto o parola diventa fonte di malcontento o un pretesto di litigio e la quotidianità, in tutte le sue manifestazioni, comincia a trasformarsi in disagio, intolleranza, insoddisfazione, conflitto di coppia.

Le problematiche che si possono affrontare con la terapia sono svariate, ad esempio possono essere sia del singolo come depressioni, attacchi di panico, fobie o disturbi alimentari, sia di entrambi come difficoltà sessuali, incapacità di comunicare, problematiche legate al concepimento dei figli, o alla loro gestione, e difficoltà rispetto alla separazione.

La terapia di coppia è indicata quando entrambi i coniugi/conviventi sono motivati a rendere la loro relazione più soddisfacente, il conflitto tra i coniugi/conviventi e’ distruttivo e logorante, il rischio di coinvolgere i figli nel conflitto di coppia e’ elevato, manifesto disagio di uno o entrambi i coniugi/conviventi, per sostenere il partner/convivente in un momento di grossa difficoltà (malattia, perdita del lavoro, stress acuto, disagio psicologico, ecc.), nel caso in cui il conflitto cronico nella coppia crea un disagio psicologico nei figli.

Accade frequentemente che uno dei due partners, prima di arrivare a proporre una terapia di coppia, abbia tentato di risolvere il proprio disagio attraverso un percorso individuale ma, nonostante questa esperienza possa aver prodotto una qualche forma di consapevolezza rispetto alla situazione, non è riuscita a risolvere le difficoltà  inerenti alla coppia e la crisi che attraversa.

Questo è spiegabile con il fatto che il “luogo” migliore per lavorare sulla relazione e sulla crisi di coppia è proprio la coppia, ovvero la presenza, in terapia, di ambedue gli individui coinvolti nel rapporto, poiché sono proprio loro due che danno vita a quel tipo di legame: sono loro due che possono elaborare insieme la crisi e recuperare il rapporto. La richiesta d’aiuto congiunta o di coppia costituisce un segno della volontà di arginare un processo degenerativo in corso all’interno della relazione.  La soluzione interpersonale ad un malessere della coppia diventa senza ombra di dubbio la strada più adatta ed efficace.

di Federica Del Po


[1]            Cusinato, M., L’Abate, L. (1994). A spiral model of intimacy. In: S.M. Johnson, L.S. Greenberg (Eds.), The hearth of the matter. Perspectives on emotion in marital therapy. New York: Brunner/Mazel, 108-123.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dr. Lorenzo MAGRI

Psicologo

Via Vittor Pisani 13 D – 20124 Milano

Iscrizione Ordine degli Psicologi della Lombardia n 10184

Partita IVA: 01628230995

Le ultime news