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Smettere di fumare

SMETTERE DI FUMARE: QUALI LE TECNICHE PIù EFFICAci

Partiamo dall’esposizione di una vignetta relativa ad un diffuso problema di ordine clinico. Una donna di 45 anni, sovrappeso, con una storia di depressione visita spesso il proprio medico di base a causa di ricorrenti ed acute bronchiti. Ha iniziato a fumare a 15 anni ed ora fuma dalle 10 alle 15 sigarette al giorno. Ha provato a smettere diverse volte, una delle quali utilizzando i cerotti alla nicotina, ma ha avuto sempre una ricaduta ed ha sempre ripreso a fumare dopo poco. Ora è infastidita dal costo eccessivo delle sigarette ed è timorosa rispetto agli effetti del fumo sulla propria salute e su quella dei propri figli. Tuttavia, è riluttante rispetto alla prospettiva di smettere, anche per paura di non riuscirci. Cosa si potrebbe consigliare in questo caso?

Negli Stati Uniti il numero di fumatori si è drasticamente ridotto negli ultimi anni, passando da una percentuale pari al 42% negli anni ’60 fino al 20% ai giorni d’oggi[2].

Tuttavia, rimangono molti i fumatori abituali soprattutto tra coloro che hanno anche problemi di ordine psichiatrico.

Molti non sono abbastanza motivati per smettere di fumare, ma ci sono diversi tipi di interventi che possono spingere a smettere di fumare e che si sono dimostrati di grande successo. Uno di questi consiste nell’intervista clinica, in cui viene proposto un percorso di counselling finalizzato a risolvere l’ambivalenza del fumatore circa lo smettere o meno, incoraggiando quelle scelte che vanno a favore dei suoi stessi obbiettivi di salute. Diversi studi hanno infatti dimostrato che, rispetto agli avvertimenti ed ai consigli abitualmente dati dal medico di base, colloqui motivazionali specifici possono incoraggiare a smettere di fumare nel 30% dei casi dopo 6 mesi[3].

Nello specifico, il counselling si focalizza sulle ragioni più rilevanti e personali per cui si vorrebbe smettere di fumare, sui rischi associati al continuare a fumare e sui benefici dello smettere di fumare, focalizzandosi poi sui casi di successo.

Un altro approccio si concentra sull’incoraggiare ed istruire i fumatori che vogliono smettere di fumare a ridurre in maniera persistente e costante il numero di sigarette consumate al giorno, mentre vengono sostituite con altri sistemi di assunzione di nicotina (gomme o cerotti alla nicotina ed inalatori)[4].

Diversi studi hanno dimostrato come circa un quinto dei fumatori che non hanno smesso di fumare, hanno tuttavia ridotto del 50% il numero di sigarette quotidiane grazie a tale tipo di trattamento[5].

Gli studi hanno inoltre evidenziato come il rendere tale tipo di trattamento accessibile, riducendo le difficoltà di accesso al trattamento stesso, comportasse un incremento dell’accettazione al trattamento. Nello specifico, ad esempio se il trattamento viene posticipato è stato dimostrato che solo il 10% dei fumatori lo ha iniziato, mentre un terzo dei pazienti ha iniziato subito con successo il trattamento se esso era immediatamente accessibile

 

[6]. Il successo di un trattamento viene inoltre favorito quando questo viene offerto ripetutamente nel tempo, in quanto spesso i fumatori sono stimolati dalla possibilità di smettere di fumare in maniera rapida.

 

Numerose ricerche si sono mostrate a favore del trattamento di counselling e farmacologico, da soli o in combinata, dimostrando la loro efficacia nel portare a smettere di fumare coloro che erano già sufficientemente motivati a smettere[7].

Secondo una metanalisi di 35 trials randomizzati, un’astinenza prolungata di 6 mesi era correlata all’incremento dei minuti di counselling a cui il fumatore aveva partecipato (alcuni studi hanno incluso anche la farmacoterapia oltre al counselling, di conseguenza anche i farmaci hanno contribuito ai risultati finali). Uno degli effetti positivi del counselling risulterebbe proprio il fatto di personalizzare i rischi ed i costi dell’assunzione di tabacco ( ad es. correlandoli alla salute del paziente, al suo stato economico e alla sua situazione familiare). Il counselling consiste anche in un’occasione utile per mostrare al paziente gli eventuali ostacoli relativi allo smettere di fumare e incoraggiarlo ad utilizzare adeguate strategie di coping ( tecniche per far fronte alle situazioni stressanti) e resistere alle tentazioni. Il counselling deve essere condotto in maniera empatica e supportiva, non deve essere solo un modo di confrontarsi col paziente sulle tematiche connesse al fumo. Dato che spesso i pazienti accettano mal volentieri di venir coinvolti in sessioni multiple, può essere utile proporre un percorso breve e orientato specificatamente a risolvere le problematiche connesse al fumo.

Concludendo, è importante innanzitutto valutare la reale motivazione del fumatore a smettere di fumare. E’ quindi possibile condurre colloqui orientati a comprendere meglio quali sono le ragioni più rilevanti per quella persona a smettere di fumare, evidenziando i rischi connessi al fumo e i benefici ottenibili dallo smettere di fumare. E’ possibile associare diverse tecniche per smettere di fumare, combinando quindi gli effetti prodotti da gomme-cerotti o inalatori alla nicotina con un adeguato counselling.

 Dott.ssa Gaia del Torre

 

 


[1] The New England Journal of Medicine, Treating Smokers in the Health Care Setting Michael C. Fiore, M.D., M.P.H., M.B.A., and Timothy B. Baker, Ph.D.  N Engl J Med 2011; 365:1222-123, September 2011.

[2] Department of Health and Human Services, Centers for Disease Control and Prevention, National Center for Health Statistics. Health, United States, 2009–2010.

[3] Lai DT, Cahill K, Qin Y, Tang JL. Motivational interviewing for smoking cessation. Cochrane Database Syst Rev 2010

[4] Wennike P, Danielsson T, Landfeldt B, Westin A, Tonnesen P. Smoking reduction promotes smoking cessation: results from a double blind, randomized, placebo-controlled trial of nicotine gum with 2-year follow-up. Addiction 2003;98:1395-1402

[5] Moore D, Aveyard P, Connock M, Wang D, Fry-Smith A, Barton P. Effectiveness and safety of nicotine replacement therapy assisted reduction to stop smoking: systematic review and meta-analysis. BMJ 2009;338:b1024-b1024

[6] Lichtenstein E, Hollis J. Patient referral to a smoking cessation program: who follows through? J Fam Pract 1992;34:739-744

[7] Rose JE. New findings on nicotine addiction and treatment. Nebr Symp Motiv 2009;55:131.

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