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Psicologo e Pet Therapy nella cura del disagio psicologico

Bambina allegra con cane affidabileNel pensare alle potenziali tecniche da utilizzare per ridurre lo stress in coloro che soffrono di disagio psichico, una strategia molto utile anche se spesso poco gettonata risulta la Pet Therapy. E’ stato lo Psicologo Carl Rogers, nel 1970, uno dei primi a proporre una cornice concettuale rispetto all’intervento della Pet Therapy. A suo avviso, un campo energetico consiste in un corpo, in una mente, nelle emozioni e nell’ambiente circostante. I campi energetici sono dinamici ed in continua interazione con l’ambiente.  Quando un animale viene introdotto nel campo energetico del paziente, l’esperienza è in grado di cambiare la vita di quella persona.

Nello studio condotto da Coakley e Manhoney, i feedback dei pazienti e degli infermieri dell’ospedale oggetto della ricerca hanno confermato una diminuzione dello stress quando veniva impiegata la Pet Therapy. I pazienti stessi presentavano inoltre una visione più positiva della permanenza in ospedale. Quando i pazienti si sentono meno stressati e si sentono meglio rispetto alla loro permanenza in ospedale, ci si aspetta che si verifichino anche cambiamenti che avranno un impatto positivo sulla loro capacità di ripresa.

La Psiconeuroimmunologia (PNI) fornisce una chiave di lettura per comprendere meglio il legame tra lo stress e il suo superamento e supporta l’idea di una correlazione tra fattori psicologici e comportamentali con i fattori fisiologici che possono essere influenzati dalla Pet Therapy. Ad esempio, la PNI suggerisce che le variabili psicologiche hanno un effetto diretto sugli ormoni che regolano lo stress e che in risposta a ciò possono modulare la funzione immunitaria e il benessere psicologico. Il tema principale della teoria della PNI è che lo stress interferisca con la capacità di ripresa. Terapie complementari possono modulare questo legame riducendo lo stress e aumentando le capacità di coping. Diversi studi supportano in questo senso la Pet Therapy come tipologia di intervento utile da applicare.

Secondo la letteratura degli ultimi dieci anno, la Pet Therapy è stata utile ai pazienti in contesti quali quelli pediatrici, nelle cure intensive e negli anziani. Le risposte dei pazienti a questo tipo di intervento includono il sentirsi felici, più calmi e meno soli dopo essere stati messi a contatto con un animale, nonché una diminuzione dell’ansia, della pressione arteriosa e dei livelli di epinefrina e norepinefrina. Uno studio in un contesto di cure pediatriche ha verificato come la Pet Therapy sia in grado di distrarre i bambini dalla percezione di dolore e possa attivare pensieri di conforto relativi al sentirsi sostenuti e alla casa. Infatti la Pet Therapy è in grado di fornire conforto creando un legame con qualcosa di soggettivamente familiare . La letteratura riporta che questa cura sia in grado di ridurre la percezione di solitudine ed isolamento. Alcuni studi dimostrano come gli animali possano influire sul miglioramento dell’umore e sul rilassamento

Va quindi sottolineata la possibilità di impiegare tale tecnica di intervento, con la supervisione di uno Psicologo, in contesti dove si vada ad agire direttamente sull’umore e sul senso di solitudine del paziente, impiegando potenzialmente diversi animali ( animali domestici, cavalli ed in alcuni casi persino delfini), con finalità, educative, psichiatriche (trattamento della depressione, dell’ansia) e riabilitative.

Comment

  • salvatore Arcidiacono

    OK! Non solo Pet Therapy e Terapia del sorriso. Lo psicologo, in quanto professionista sanitario, deve occuparsi – previa specifica formazione -di “Cure Complementari”(Yoga, reiki, meditazione, psicoalimentazione,Fiori di Bach etc.). Deve tentare di recuperare il terreno perduto da quanto si è concentratosulle psicoterapie e sulla malattia. E’ ora che si occupi di salute e benessere e le “cure complementari” hanno un repertorio assai interessante. Io le integro da oltre un trentennio (in perfetta solitudine)nell’ambito della psicologia della salute. Auspico che i giovani colleghi possano interessarsi all’approccio complementare e che facciano in fretta. Altre figure professionali (o pseudo tali) stanno occupando il nostro spazio, approfittando del disinteresse dei colleghi… impegnati a curare i malati….
    Un caro saluto

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Dr. Lorenzo MAGRI

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