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La depressione post partum nei padri

La depressione post partum dei padri (DPP) ha ricevuto negli ultimi anni un’attenzione via via crescente.
La nascita di un figlio è un momento di grande gioia, ma comporta anche un cambiamento importante delle proprie abitudini di vita e come tale in alcuni casi può essere vissuta come evento stressante che può compromettere l’equilibrio psicologico di chi è già più vulnerabile. Per questo motivo ho ritenuto interessante evidenziare i dati di una ricerca condotta sui neo papà, che testimoniano come la depressione post partum non sia solo femmina e anzi tenda a manifestarsi nel 4% dei neopapà.
Sono stati ipotizzati alcuni fattori di rischio per la PPD, tra cui una bassa classe sociale e la disoccupazione, una storia passata di depressione ed il fatto di avere un partner con sintomi depressivi. 

 

Spesso i disturbi dello spettro bipolare ( mania, ipomania e stati misti) sono stati scarsamente considerati nello studio della psicopatologia paterna perinatale.
L’obbiettivo dello studio presentato in questo articolo è quello di descrivere nei padri la prevalenza di disturbi dell’umore e la loro sintomatologia, incluso quello depressivo, ipomaniacale, maniacale ed episodi misti, nei seguenti momenti: tra la 28esima e la 34esima settimana dalla gravidanza (T1), tra i 30 ed i 60 giorni dopo il parto (T2) e nel dodicesimo mese di vita dell’infante (T3). Lo studio è stato condotto in Brasile ed ha coinvolto partecipanti dai 18 anni in su e le visite domiciliari sono state fatte a tutti e tre i T precedentemente riportati. E’ stata usata la Mini International Neuropsychiatric Inverniew (MINI) per indagare nelle madri e nei padri un eventuale disturbo dell’umore e sono stati raccolti i dati anagrafici dei partecipanti allo studio (età, stato civile e condizione socioeconomica). Dei 739 padri che sono stati ritenuti avere tutti i criteri per prender parte allo studio, 726 (il 98,2%) sono stati valutati al T1, 707 ( il 95,7%) al T2 e 655 (88,6%) al T3. La prevalenza di depressione postpartum nei padri coinvolti nella ricerca è stata del 4,5%, percentuale che rientra nell’intervallo di significatività emerso anche dagli altri studi. Nello specifico, è stata del 5% al T1, del 4.5 % al T2 e del 4.3% al T3. Gli episodi maniacali registrati sono stati rispettivamente pari al 2.1%, 3.4% e 3.5%, mentre i sintomi ipomaniacali sono comparsi nel 4.7%, 3.3% e 0.9% dei soggetti. Gli episodi misti hanno coinvolto il 61.1% dei padri al T1, l’137.5% al T2 e lo 21.4% al T3.
Gli autori hanno evidenziato come episodi depressivi nei padri fossero significativamente associati ad episodi maniacali ed ipomaniacali durante la gravidanza o nel periodo successivo al parto, mentre tale legame non è risultato evidente nei 12 mesi dopo la nascita del bambino. Inoltre, lo studio ha messo in luce un’elevata prevalenza di episodi legati ad un disturbo bipolare,  soprattutto di stati misti, che può essere giustificata tenendo presente che questo particolare periodo della propria vita può agire da fattore stressogeno che va ad agire su una già presente vulnerabilità genetica, aumentando il rischio dell’ereditarietà delle diverse forme di disturbo dell’umore.Va inoltre considerato come in altri studi, in cui erano utilizzati altri strumenti diagnostici quali ad esempio la Composite International Diagnostic Interview (CIDI), sono state rintracciate delle percentuali inferiori di disturbi dell’umore.
Dato che parrebbe che non ci siano associazioni significative tra gli episodi di oscillazione del tono dell’umore antecedenti al periodo della gravidanza e quelli successivi al parto, essi dovrebbero essere trattati come fenomeni distinti. Per quanto concerne i primi, essi sono stati evidenziati come significativamente associati alla sintomatologia depressiva o maniacale solo al T3.
Concludendo, i risultati dello studio qui esposto hanno suggerito come sia importante valutare l’eventuale presenza di disturbi dell’umore nei padri che presentano una sintomatologia di tipo depressivo, soprattutto durante una gravidanza.

Dott.ssa Gaia Del Torre

Leggi anche: Baby Blues per i neo papà

 

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