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INFORMARE LE NEO MAMME SULLA DEPRESSIONE POST PARTUM

INFORMARE LE NEO MAMME SULLA DEPRESSIONE POST PARTUM: NUOVI ORIZZONTI PER PROMUOVERE IL BENESSERE E LA SALUTE DELLE MAMME[1]

Circa il 13% delle neo mamme fanno esperienza di un episodio depressivo nell’arco del primo anno di vita successivo al parto e tra i fattori predittivi possono essere rintracciati un basso livello socio-economico, uno scarso supporto sociale e lo stress (Beck, 2008; Gaynes et al., 2005; O’Hara & Swain, 1996). La depressione post-partum ha effetti molto gravi sulla mamma e sulle sue relazioni, sulla sua capacità di lavorare e funzionare negli altri ruoli sociali, nonché sulla sua capacità di prendersi cura del proprio infante(Logsdon, Wisner, Hanusa, & Phillips, 2003; Wisner, Parry, & Piontek, 2002).

Non appena viene diagnosticata una depressione, è fondamentale intervenire subito. Un ritardo in questo senso comporta una maggior durata dell’episodio depressivo (England, Ballard, & George, 1994). Interventi efficaci sono sia la psicoterapia che gli antidepressivi, soprattutto gli inibitori del reuptake della serotonina (Wisner et al., 2002), anche se sono molte le mamme che purtroppo non ricevono nessun trattamento.

Alcune barriere ad un precoce intervento includono sia lo stigma nei confronti di una malattia mentale(Edwards & Timmons, 2005), che una scarsa conoscenza della depressione post-partum stessa e di quello che essa comporta ( sintomi, tipologie di trattamento possibili, incertezza diagnostica) (Logsdon, Hines-Martin, & Rakestraw, 2009; McCarthy & Mahon, 2008).

Spesso le necessità di conoscere come gestire il proprio figlio non sono prese in considerazione e le mamme possono sentirsi poco preparate al nuovo cruciale ruolo che spetta loro una volta arrivate a casa (George, 2005). Per questo diventa molto importante per le infermiere e gli educatori prendersi cura di educare le neo mamme e riconoscere i sintomi di una depressione post-partum e su come possa essere curata.

Uno studio condotto su un gruppo di neo mamme ha verificato che il 97% di loro hanno avuto un qualche problema legato alla gestione del figlio; tuttavia, solo il 32% di loro ha collegato tali problemi ad un possibile episodio depressivo e solo il 12% ha poi parlato dei suoi sintomi con un referente medico(Garg, Morton, & Heneghan, 2005).

Lo studio che viene presentato nel seguente articolo è stato condotto sulla base della teoria della self-efficacy di Bandura(Bandura, 1977, 1986, 1995). La self-efficacy consiste nella percezione della propria capacità di raggiungere il successo (Bandura, Pastorelli, Barbaranelli, & Capara, 1999, p. 258). Essa dirige il comportamento attraverso le emozioni e la motivazione. Ovviamente, risulta essere soggetta all’influenza di una bassa autostima, alla persuasione da parte di altri, alle esperienze e al pregiudizio. La self-efficacy ha un impatto sul proprio comportamento anche in ambito lavorativo e le infermiere perinatali sono anch’esse influenzate dalla self-efficacy nella loro pratica professionale. Il loro comportamento infatti si basa sulle loro credenze e aspettative, sull’osservazione del comportamento degli altri e sulla reazione prodotta da tale osservazione.

L’obbiettivo dello studio condotto da Logsdone e colleghi è stato quello di descrivere la relazione tra la self-efficacy e le modalità con cui il personale infermieristico istruisce le neo mamme circa il disturbo della depressione post-partum. Sono state considerate variabili socio-demografiche, di autostima, personali e familiari. Il campione era composto da 43 infermiere del reparto neonatale a cui sono stati somministrati i seguenti strumenti testali: the Rosenberg (1965) Self-Esteem Scale; the Attitudes Toward Seeking Professional Psychological Help Scale (Fischer & Farina, 1995); the Stigma Scale for Receiving Psychological Help (Komiya, Good, & Sherrod, 2000); and descriptive questions related to the Self-Efficacy Theory.

Dato che coloro che lavorano nell’ambito della promozione della salute sono influenzati nel loro comportamento dalla loro self-efficacy(Cabana et al., 2004; Ozer et al., 2004), quest’ultima potrebbe determinare il loro comportamento nell’educare circa la problematica della depressione post partum. Per questo, è raccomandabile ricordare agli infermieri l’importanza nel promuovere una seria educazione sulla depressione post-partum. Inoltre è raccomandabile incoraggiare il personale infermieristico nel riconoscere la propria responsabilità circa il riconoscere le proprie attitudini e disposizioni mentali sul disturbo psichiatrico e muoversi ad agire su qualsiasi attitudine negativa.

Lo studio ha messo in evidenza come la propria esperienza nell’educare sulla depressione post-partum, l’osservare gli altri colleghi e la persuasione sociale fossero tutti correlati al comportamento educativo dell’infermiere stesso. Insegnare ad una neo mamma a riconoscere la depressione post-partum è quindi influenzato dalla self-efficacy di quell’infermiere, dalla sua autostima,dalle sue aspettative e dalle sue esperienze. Questo studio quindi porta l’attenzione su come sia importante identificare correttamente quali siano le persone più adatte a condurre l’educazione sulla depressione post-partum, facendo attenzione alle variabili personali che possono  influenzare tale pratica. Insegnare a riconoscere la depressione post-partum può aiutare le mamme a superare gli impedimenti circa il trattamento della depressione e il personale che si occupa della prima assistenza alle neo mamme riveste in questo senso un ruolo cruciale.

Gaia Del Torre


 

[1] Self-Efficacy and Postpartum Depression Teaching Behaviors of Hospital-Based Perinatal Nurses. M. Cynthia Logsdon, PhD, ARNP, FAAN, Melissa Pinto Foltz, PhD, James Scheetz, PhD, and John A. Myers, PhD

 

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