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Effetti della cocaina

Effetti dell’assunzione della cocaina a livello cerebrale: Il presente articolo intende mettere in luce il legame tra la struttura genetica dell’organismo e la vulnerabilità alla dipendenza da droghe, esaminando un recente studio condotto su una popolazione di ratti e dimostrando che esiste un legame tra componenti genetiche e proteiche in grado di agire a favore dello sviluppo di una maggiore vulnerabilità alla dipendenza dalle droghe.

Gli scienziati hanno scoperto un’importante interazione tra alcune componenti genetiche ed una proteina della struttura cerebrale comunemente associata alla Sindrome di Rett (ritardo mentale nelle donne). Entrambi gli elementi sembrano infatti agire a favore dello sviluppo di una maggiore vulnerabilità alla dipendenza dalle droghe.
Alcune recenti scoperte circa una proteina del cervello dei ratti chiamata Methyl CpG (MeCP2) hanno permesso di comprendere meglio il meccanismo sottostante la dipendenza. Infatti, uno studio pubblicato nell’agosto di quest’anno su Nature Neuroscience, condotto dai ricercatori dello Scripps Research Institute di Jupiter, ha dimostrato che tale proteina è in grado di incentivare i ratti all’autoregolazione dell’assunzione di cocaina e di interagire con le componenti genetiche che invece producono l’effetto contrario nel regolare l’assunzione di una droga e la dipendenza. I ratti che avevano avuto libero accesso per un lungo periodo alla cocaina (sei ore al giorno per una settimana) mostravano più elevati livelli di MeCP2 nella parte dorsale della struttura cerebrale rispetto ai ratti che avevano avuto un accesso controllato alla droga (un’ora al giorno per una settimana). Ad un aumento dei livelli di MeCP2 corrispondeva un incremento della propensione dei ratti ad auto-gestire l’assunzione della cocaina.
I mutamenti genetici dovuti alla MeCP2 sono responsabili dello sviluppo di un disturbo neurologico chiamato Sindrome di Rett, che risulta una delle principali cause del ritardo mentale nelle donne.
Nello stesso studio, Paul Kenny e colleghi hanno inoltre scoperto che la proteina MeCP2 è in grado di interagire anche con alcune componenti genetiche denominare microRNA, che regolano e controllano l’assunzione di cocaina.
I risultati della ricerca suggeriscono che la proteina MeCP2 gioca un ruolo centrale nell’orientare l’aumento della motivazione al consumo della droga determinando lo sviluppo di una dipendenza.
Al fine di definire il ruolo della MeCP2 nel regolare l’assunzione della cocaina, Kenny e colleghi hanno creato un virus in grado di ridurre i livelli di MeCP2 nel cervello di due gruppi composti da sei ratti ciascuno. Ad altri due gruppi di controllo, anch’essi di sei ratti ciascuno, veniva iniettato un virus che invece non era in grado di alterare i livelli di MeCP2.
Tra i ratti che avevano ricevuto il virus in grado di bloccare lo sviluppo della proteina MeCP2, ad un gruppo era permesso l’accesso alla cocaina per sei ore al giorno per 10 giorni, mentre all’altro gruppo era permesso di accedere alla cocaina per un’ora al giorno per 10 giorni. La stessa suddivisione in accesso prolungato/accesso ridotto è stata fatta per i ratti del gruppo di controllo.
I ricercatori hanno scoperto che tra i ratti che avevano un accesso ridotto alla cocaina (1 ora al giorno), i livelli di assunzione di droga risultavano gli stessi sia per i ratti con il virus in grado di bloccare la proteina MeCP2 che tra i ratti che avevano un normale sviluppo di tale proteina nel cervello. Tuttavia, tra i ratti a cui era consentito un accesso prolungato alla cocaina, coloro che ricevevano l’iniezione bloccante l’ MeCP2 mostravano una diminuzione del livello di assunzione della droga rispetto a coloro che avevano assunto il placebo.
In sostanza, la proteina MeCP2 è un importante regolatore della plasticità neuronale. La dipendenza da cocaina è comunemente vista come un disturbo di plasticità neuronale e lo studio analizzato in questo articolo ha permesso di verificare il ruolo della proteina MeCP2 nel controllare l’assunzione di cocaina. Essa infatti regola l’assunzione di tale sostanza attraverso interazioni omeostatiche con il microRNA-212 (miR-212) così da controllare gli effetti della cocaina sui livelli del fattore neurotropico (BDNF) nel cervello. Le interazioni omeostatiche tra la MeCP2 e il miR-212 possono essere quindi cruciali nel determinare la vulnerabilità alla dipendenza da cocaina.

di Gaia del Torre

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