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Decadimento cognitivo e disturbi cardiovascolari nella schizofrenia: due faccie della stessa medaglia

 schizofrenia-decadimento-cognitivoNegli ultimi 20 anni due sono stati gli aspetti maggiormente approfonditi nelle ricerche in ambito clinico relativamente al trattamento della schizofrenia: il decadimento cognitivo[1], soprattutto relativo alla memoria esecutiva ed a breve termine, e la disregolazione metabolica associata a tale disturbo. Il declino cognitivo può essere già osservato diversi anni prima dell’esordio dei primi sintomi psicotici ed è caratteristico della sindrome anche nella popolazione giovane. Relativamente alla cattiva regolazione metabolica in soggetti con schizofrenia, sono stati studiati soprattutto l’aumento ponderale, l’iperglicemia e la dislipidemia[2].

Tali disturbi possono aumentare il rischio di malattie a livello cardiovascolare e portare ad un’elevazione del rischio di mortalità.

Nello studio pubblicato recentemente da Friedman[3], l’autore ha voluto verificare qualora fattori di rischio a livello vascolare possano influenzare il declino cognitivo nella schizofrenia e qualora il loro effetto prodotto nella popolazione psichiatrica sia diverso rispetto a quello prodotto in persone che non soffrono di alcun disturbo mentale. Per fare ciò, egli ha messo a confronto 100 pazienti con schizofrenia e 53 soggetti appartenenti al gruppo di controllo, sottoponendoli ad un test di valutazione cognitiva e valutando l’associazione tra i risultati testali ed alcuni parametri metabolici ( elevato indice di massa corporea e ipertensione).

I risultati dello studio hanno mostrato un significativo effetto negativo sul processa mento cognitivo e la memoria in entrambi i gruppi sperimentali. I soggetti con schizofrenia e ipertensione sono stati influenzati negativamente nelle prove di riconoscimento mnestico, mentre il gruppo di controllo non ha riportato gli stessi risultati. Un indice di massa corporea superiore a 25 si è poi dimostrato correlato ad effetti negativi sul ritardo della memoria in entrambi i gruppi.

I risultati dello studio di Friedman implicano che i due outcome nella schizofrenia ( decadimento cognitivo e mortalità elevata a causa di disturbi caridovascolari legati ad obesità ed ipertensione) potrebbero essere correlati.

Concludendo, partendo dalla considerazione di come soggetti con schizofrenia hanno una maggiore prevalenza di rischio cardiovascolari rispetto al resto della popolazione e che ricevono scarsi trattamenti al fine di ridurre tale problema, agire su tali fattori di rischio potrebbe portare ad un miglioramento del rendimento dei pazienti nelle prove di funzionamento cognitivo e memoria.

 Gaia Del Torre



[1] Freedman R: Schizophrenia. N Engl J Med 2003; 349:1738–1749

[2] Meyer JM, Nasrallah HA: Medical Illness and Schizophrenia. Washington, DC, American Psychiatric Publishing, Inc, 2009.

[3] Joseph I. Friedman, Sylvan Wallenstein, Erin Moshier, Michael Parrella, Leonard White, Stephanie Bowler, Stephanie Gottlieb, Philip D. Harvey, Thomas G. McGinn, Lauren Flanagan, and Kenneth L. Davis ,The Effects of Hypertension and Body Mass Index on Cognition in Schizophrenia, Am J Psychiatry 2010 167: A34.

 

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