Home » Psico Blog » Psicologia Sociale » Attenzione congiunta e sviluppo della competenza sociale

Attenzione congiunta e sviluppo della competenza sociale

attenzione_congiunta

L’ATTENZIONE CONGIUNTA e lo sviluppo della competenza sociale 

Grazie alla direzione dello sguardo, ai gesti di indicazione e alle posture gli esseri umani sono in grado di coordinare con un partner l’attenzione verso certi oggetti o eventi in un determinato momento (G. Doneddu, R. Fadda).

La competenza sociale rappresenta la principale capacità umana per regolare l’attenzione e la reattività emotiva nel flusso dinamico dell’interazione sociale; inoltre consente di monitorare, relazionare e integrare il proprio comportamento con quello altrui ed esprimere comportamenti pro sociali. Capire come si sia sviluppata questa capacità umana (Bruner fu uno tra i primi studiosi ad interessarsene nel 1975) è di grande importanza poiché la competenza nelle interazioni sociali contribuisce allo sviluppo di una vasta gamma di abilità sia nei bambini che negli adulti: linguaggio, capacità di apprendimento, competenze sociali.

I comportamenti di attenzione congiunta (AC) si possono suddividere in:

  1. Iniziare l’AC: mostrare eventi interessanti, condividere interessi o esperienze piacevoli con gli altri (supportata dal sistema attentivo anteriore)
  2. Rispondere all’AC: capacità di seguire la direzione dello sguardo e i gesti altrui per condividere un punto comune di referenza (supportata dal sistema attentivo posteriore, che si sviluppa per primo) (Mundy, 2003).

Tali comportamenti non sono presenti fin dalla nascita ma si sviluppano durante il primo anno di vita; entro  primi 6 mesi i bambini producono scambi persona-persona (diadici) nei quali il contatto oculare è usato esclusivamente per elicitare e mantenere l’interazione vis-a-vis con l’altra persona.  E’ tra i 6 e i 9 mesi d’età che l’interazione sociale è caratterizzata da scambi persona-oggetto-persona (triadici) che implicano l’interazione tra gli infanti e i loro caregiver centrata su oggetti o eventi condivisi (Striano, Reid, 2006). L’emergere dell’AC costituisce una pietra miliare nello sviluppo infantile e segna l’inizio di un nuovo livello delle interazioni tra infante e caregiveer che facilita l’apprendimento sociale e un più rapido apprendimento del linguaggio. L’apprendimento delle prime regole avviene spesso in situazioni non strutturate e incidentali nelle quali un genitore si riferisce ad un nuovo oggetto; i bambini in queste situazioni devono riconoscere quale tra le decine di potenziali referenti il genitore intende segnalare (seguendo la direzione dello sguardo e i gesti del proprio genitore). Nell’apprendimento del linguaggio l’AC svolge un ruolo indispensabile nel favorire il processo di elaborazione dell’informazione.

La ricerca clinica recentemente ha applicato il modello socio-cognitivo dell’AC allo studio della psicopatologia dell’età evolutiva, nello specifico ha contribuito a definire le caratteristiche sociali di disturbi neuro evolutivi quali l’autismo. L’autismo è caratterizzato da deficit qualitativi della capacità di relazione sociale reciproca e dalla mancanza di ricerca spontanea delle condivisione di gioie, interessi o obiettivi con altre persone (DSM-IV, deficit di sviluppo dell’AC). Precisamente gli individui che soffrono di autismo hanno difficoltà nell’iniziare l’AC piuttosto che nella risposta all’AC, inoltre le differenze individuali nell’AC sono correlate all’intensità degli stimoli sociali, alla risposta all’intervento riabilitativo e agli out come sociali a lungo termine.

L’AC viene indagata da un ampia varietà di ambiti disciplinari. Gli psicologi dello sviluppo studiano la sequenza evolutiva e i precursori della capacità di AC; i ricercatori che si interessano all’eziologia e alle manifestazioni dei comportamenti dei disturbi evolutivi si focalizzano sui deficit di AC; i filosofi della mente si interessano all’AC quale precursore della Teoria della Mente, ovvero la capacità di “leggere” la mente dell’altro; i primatologi si focalizzano sull’evoluzione di questa abilità nei primati non umani; infine altri ricercatori si sono avvicinati allo studio dell’AC nella prospettiva della costruzione di robot umanoidi.

L’interesse per l’attenzione congiunta apre quindi scenari insospettabili sulla comprensione del comportamento sociale e delle sue origini; costituisce anche un importante occasione di confronto e di scambio tra ambiti disciplinari diversi uniti dall’intento comune di comprendere meglio la natura sociale dello sviluppo umano.

Di Claudia Negretto

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dr. Lorenzo MAGRI

Psicologo

Via Vittor Pisani 13 D – 20124 Milano

Iscrizione Ordine degli Psicologi della Lombardia n 10184

Partita IVA: 01628230995

Le ultime news