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Psicologia Clinica e Patologie

Paura di guidare: l’amaxofobia

News - Psicologia Clinica e Patologie

La paura di guidare può configurare un disturbo chiamato amaxofobiaPaura di guidare ? Il sogno di Henry Ford sembra essersi quasi avverato. Ormai gran parte della popolazione occidentale possiede un’automobile e, col passare del tempo, questa diventa sempre più indispensabile, sempre più presente nelle nostre vite. Sopratutto in città trafficate, come i grandi centri Italiani, il tempo passato nelle nostre scatole a quattro ruote aumenta sempre di più. Il rischio di incidenti stradali, le spese per l’acquisto, la manutenzione, l’amministrazione dell’auto, sembrano non essere sufficienti ad allontanarci da quest’oggetto che diventa sempre più raffinato, sempre più sofisticato, sempre più a misura d’uomo. Siamo talmente attaccati a questi marchingegni, che adesso non sono più semplicemente dei mezzi che ci consentono di spostarci con relativa indipendenza da un punto A ad un punto B; diventano Status Symbol, oggetti di tendenza, dimostrazione di stile e buongusto. Molteplici sono i livelli in cui siamo stati influenzati e cambiati da questa invenzione.
Immaginate dunque cosa voglia dire essere impossibilitati ad usarla.

Esiste un disturbo che porta all’evitamento di tutte le situazioni in cui, la persona affetta, potrebbe trovarsi a guidare un’auto o un motoveicolo, questo disturbo è detto amaxofobia. I soggetti affetti provano un fortissimo disagio all’idea di guidare, e, se prevedono di doverlo fare, manifestano una evidente ansia anticipatoria. I sintomi però non sono solo psichici o comportamentali. Troviamo le  manifestazioni somatiche tipiche delle fobie, come aumento del battito cardiaco, dispnea, sudorazione, nei casi più gravi, persino svenimenti o attacchi di panico.
Le manifestazioni sintomatologiche inoltre sembrano variare di intensità in base alla prossimità della situazione ed in base a quanto sia necessario affrontarla. Inoltre, qualora il soggetto si trovasse costretto a guidare, percepirà in maniera più intensa la paura in contesti in cui potrebbe risultare difficoltoso fermare la macchina, ad esempio in prossimità di gallerie, curve, in autostrada ecc…
Nonostante spesso nella storia di queste persone si trovino cause ambientali scatenanti, come incidenti stradali, la gravità di questi non sembra essere correlata con l’insorgere del disturbo; spesso infatti si manifesta anche in seguito a banali tamponamenti e tuttavia provoca conseguenze estremamente invalidanti.
 
Una conseguenza di questo disturbo è la demoralizzazione della persona, che, in genere, più spesso va incontro a situazioni stressanti connesse alla guida, più difficilmente sarà disposta a sopportare l’ansia, il disagio e la vergogna provati.
 
Per combattere le fobie, lo strumento terapeutico d’elezione è la terapia cognitivo comportamentale, nella quale il soggetto viene addestrato da un terapeuta a controllare le sue reazioni ansiose. Questa terapia si rifà alla teoria behaviorista della fobia come risultato di un condizionamento: una reazione adattiva scatenata da un oggetto pericoloso, viene poi generalizzata ad oggetti simili che pericolosi non sono, nel caso specifico le automobili. È vero che guidare a velocità sostenuta, imprudentemente è un comportamento pericoloso, ma non lo è altrettanto il guidare coscienziosamente. L’obiettivo della terapia è quindi scindere la reazione di paura dallo stimolo innocuo. Questo viene fatto grazie all’allestimento di setting terapeutici atti a presentare al paziente lo stimolo pauroso in condizioni controllate.
Si può procedere secondo due modi alternativi: attraverso il Flooding, in cui lo stimolo pauroso viene presentato al soggetto e la somministrazione continua finché la paura non si placa. Oppure attraverso la desensibilizzazione sistematica, decisamente più adatta nella paura di guidare, in cui il soggetto viene inizialmente addestrato al rilassamento e  stila poi una lista di situazioni, che vanno dalla più alla meno paurosa. Esse verranno gradualmente affrontate fino alla completa desensibilizzazione con la supervisione del terapeuta.
Questa procedura può anche essere accompagnata da tecniche di modellamento, nelle quali il paziente osserva un altro soggetto avere a che fare con lo stimolo.
 
Efficace nel trattamento delle fobie si è rivelata anche l’ipnosi che, utile nell’indurre stati di rilassamento profondi, può agire anche attraverso suggestioni post-ipnotiche, cioè istruzioni date al paziente in seduta che verranno eseguite nelle situazioni fobiche e che lo aiuteranno ad affrontare lo stimolo in maniera più sicura.
Nei casi più gravi, attraverso la terapia della regressione, l’ipnoterapista fa ritornare la mente del soggetto all’evento scatenante della fobia. Una volta compresa l’origine può essere più semplice eliminare il sintomo.
 
Per le fobie specifiche, in genere, non vengono prescritti farmaci. Solo nelle situazioni in cui la fobia provochi grosse limitazioni si possono temporaneamente prescrivere ansiolitici o alcuni tipi di antidepressivi, che certamente non insegnano ad affrontare in maniera più razionale il problema.
 
Ma cosa succede al nostro cervello quando abbiamo paura di qualcosa?
I ricercatori hanno identificato nel cervello sostanzialmente due vie che veicolano l’informazione di stimoli potenzialmente pericolosi e quindi paurosi: una che va dalle aree deputate alla percezione fino all’amigdala (una tra le aree più filogeneticamente antiche di tutto l’encefalo) ed una seconda, più lenta, che, prima di raggiungere l’amigdala, passa dalle cortecce superiori. In esperimenti condotti con il paradigma del backward masking, si è osservato che l’amigdala si attiva sia in caso di presentazione di stimoli connessi alla fobia del soggetto, che nel caso di stimoli paurosi generici se questi vengono presentati per un tempo tanto breve da impedire che lo stimolo raggiunga la coscienza. In caso di stimoli presentati per tempi lunghi, si è visto che l’amigdala si attiva solo per stimoli connessi alla fobia. Questo dimostra che esiste una funzione di inibizione della risposta paurosa che opera sopprimendo l’attivazione dell’amigdala, e che è localizzata nelle cortecce d’ordine superiore, dove vengono elaborati i processi mentali consci.
 
Mauro Cavarra
 
 
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Commenti
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Sara  - La paura   |2009-07-27 17:45:57
Salve,
ho trovato il suo articolo molto interessante. Io ho cominciato ad
avere paura di guidare all'improvviso, è anche vero che in quel periodo
soffrivo di depressione, ma nonostante sia guarita dalla depressione questa
paura mi è rimasta. Se è proprio necessario guido, però comincio ad agitarmi
ore prima o a fare addirittura incubi. Il punto però sul quale vorrei
soffermarmi è quando nell'articolo dice:"È vero che guidare a velocità
sostenuta, imprudentemente è un comportamento pericoloso, ma non lo è
altrettanto il guidare coscienziosamente". Io guido benissimo, il mio
problema sono gli altri, motorini che passano a destra e sinistra, macchine che
ti tagliano la strada, chi passa con il rosso e via dicendo....in questi casi
che devo fare?non mi paralizzo non ho malori, ma di certo sento un forte stress,
paura e battito accellerato.
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5 0
Dr. L. Magri   |2009-08-02 22:46:41
Sulla strada, così come in molti altri contesti, si trovano pericoli reali che
comportano, per poter essere affrontati, l’accettazione di un margine di
rischio da valutare attentamente. Certamente i veicoli di ogni genere che
schizzano in qualunque direzione rendono molto impegnativo rilassarsi alla
guida. Va anche considerato, tuttavia, che nessuno ha l’obiettivo di andare
addosso a nessuno, anzi tutti fanno il possibile per evitare incidenti, anche
quando stanno procedendo un po’ troppo veloce. Spesso è utile e sufficiente
utilizzare alcuni meccanismi di rilassamento e modalità di pensiero realistiche
rispetto a quanto avviene intorno a se. La terapia cognitiva può fornire i
mezzi utili per raggiungere questi obiettivi, soprattutto in termini di gestione
dell’ansia acuta e dello stress. Evidentemente, però, nessuno può mettere
definitivamente al riparo da un piccolo rischio di incidente ogni volta che si
guida.
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2 0
Dr. L. Magri   |2009-08-02 22:54:32
La forte ansia anticipatoria che compare prima di previsti episodi di guida
meriterebbe di essere studiata nelle sue cause ed in particolare nelle modalità
con cui si è manifestata all’esordio, valutando attentamente i fattori
situazionali di allora e confrontandoli con quelli attuali. Un obiettivo
importante è infatti quello di dare un significato al sintomo e alla sua
comparsa. Ciò è spesso di grande aiuto per apportare modifiche utili a ridurre
di molto l’occorrenza dei sintomi ansiosi.
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1 0
daniela  - Paura di guidare   |2009-08-25 18:06:42
Buonasera,
guido tranquillamente e quotidianamente, ma sono terrorizzata ogni
volta che devo prendere una strada veloce tipo tangenziale o autostrada,
sopratutto in presenza di camion. E questo problema è invalidante per il mio
lavoro. Come posso fare
Rispondi | Cita
8 0
Angelo  - Voglio guarire, per mia figlia   |2009-09-06 18:53:49
Gent.mo dott, è da anni che soffro di amaxofobia, ma inizialmente circa 13 anni
fà era nata dalla paura di guidare sull'autostrada (genova ventimiglia tutta
sopraelevata e di parecchi metri senza grosse protezioni ai lati strada), poi
piano piano anche su strade normali affinchè dopo terapia psicologica sembrava
essere in parte attenuata escluso l'autostrada (GE-VENTIMIGLIA): Negli anni non
Le nascondo che la miglior terapia era un goccetto d'alcol prima di guidare, ma
attualmente nemmeno o in parte se non abbastanza sbronzo mi elimina il problema.
Quando mi vengono gli attacchi di panico sudo e tremo e la prima cosa che faccio
e telefonare ad un amico altrimenti la mia testa mi ordina di fermarmi....e poi
chi mi aiuta!!! Io per lavoro abito a Milano mentre mia moglie e mia figlia
abitano a Brescia, come mi potrà capire il fine settimana per me è diventato
un incubo più che un piacere di abbracciare le persone che tanto voglio bene
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4 0
Francesca  - Domanda   |2009-09-21 13:30:12
Salve Dott. Magri,
ho trovato il suo articolo sull\' amaxofobia davvero
molto interessante.
Io sono laureata e specializzata in psicologia clinica e
volevo chiederle un parere ad un professionista come lei. Mi sono incuriosita a
questo argomento da quando un mio caro amico mi ha parlato del suo disagio a
mettersi alla guida dell\' automobile o anche solo semplicemente
all\'idea di dover prendere l\'auto o guidare,riferendomi anche che il
solo starci all\'interno non come conducente ma come passeggero lo
infastidisce e difatti cerca in tutte le maniere di evitare di prendere
l\'autovettura, preferendo spostarsi a piedi. Questa situazione, lo limita
un po\' nella vita quotidiana poichè si trova a dipendere da altri per
spostarsi. Inoltre lui mi ha riferito che questa sua ansia non sa proprio
spiegarsi a cosa sia dovuta, non ha mai subito traumi in macchina o fatto
incidenti in prima persona o nei quali siano state coinvolte persone a lui care.
Però mi ha colpito fortemente una cosa...ovvero che questa sua ansia e questo
suo disagio non si manifestano se al posto di guidare un\'auto, guida invece
la moto...
Lei come vede questa situazione... può aiutarmi a capire meglio?

Accetto volentieri i suoi consigli.
La ringrazio anticipatamente =)
Rispondi | Cita
1 0
Francesca   |2009-09-21 13:37:28
nei quali siano state coinvolte persone a lui care.

Però mi ha colpito
fortemente una cosa...ovvero che questa sua ansia e questo suo disagio non si
manifestano se al posto di guidare un\\\'auto, guida invece la
moto...
Lei come vede questa situazione... può aiutarmi a capire meglio?

Accetto volentieri i suoi consigli.
La ringrazio anticipatamente =)
Rispondi | Cita
1 0
Dr. L. Magri  - risposta   |2009-09-21 13:40:22
Salve Francesca.
Riguardo all’assenza di traumi precedenti va considerato
che le esperienze che lasciano il segno in auto non sono necessariamente
incidenti o altre situazioni di palese valenza traumatica. A volte emergono
fatti apparentemente banali, ma significativi solo dopo alcune sedute di
ricostruzione.
Va considerato, tuttavia, che la paura di andare in auto, a
seconda dei casi, può essere concettualizzata non solo nell’ottica di una
fobia semplice ma anche, e forse ciò accade più spesso, come espressione di
una tematica agorafobica. Entrano quindi in gioco fattori che si muovono dai
temi di senso di costrizione/desiderio di libertà e paura/desiderio di
protezione, e di controllo relazionale della distanza da figure significative.
Possono pertanto essere rilevanti anche il contesto e gli scopi per cui l’auto
viene utilizzata.
Riguardo alla moto, essa è in genere associata a un maggior
senso di libertà personale rispetto all’auto. Inoltre non genera alcuni dei
timori tipici come quello di rimanere bloccati in una coda, peggio se su un
viadotto o in galleria, o di non poter accostare senza creare disagio ai veicoli
che seguono.
Rispondi | Cita
3 0
marco  - paura di guidare   |2009-09-29 13:36:33
Ho 33 anni e al sabato e alla domenica dovrò andare a trovare la mia nuova
ragazza che è andata a vivere da sola; abita a 30 km da me non è una distanza
esagerata me ne rendo conto, potrei arrivare da lei tagliando per paesi ma
amaramente devo fare qualche Provinciale ove talune auto corrono mentre io ho
una guida tranquilla. Soffro di ansia e panico ma il bello è che se ho qualcuno
al mio fianco in auto non ho problemi a guidare, vado in qualunque posto
serenamente non avvertendo nessun sintomo di ansia e panico. Invece guidare da
solo per me è fonte di stress, ansia e panico difatti dopo un pò che sono da
solo alla guida mi sento stringere la testa, mi sento di svenire e spesso vedo
nero e mi sento soffocare e sudo e tremo. Ho avuto incidenti in passato non
gravi tranne uno ove una moto mi è quasi entrata nella portiera del mio posto
di guida. La mia ragazza sa del mio problema mi dice di stare tranquillo che ha
fiducia in me e che mi può guidare a casa sua parlandomi col vivavoce che ho
installato in auto da poco. Ho da poco iniziato una psicoterapia e il terapeuta
mi ha detto di fare piccoli pezzi con l'auto per arrivare dalla ragazza e di
accostare ogni tanto per poi rimettermi alla guida ma io sono terrorizzato già
solo dall'idea di partire per andare dalla mia ragazza che voglio andare a
trovare perchè l'amo molto ed è da molto che non la vedo. Cosa posso fare ?,
voglio poter andare in auto dalla mia ragazza ma è più forte la paura di
soffocare e stare male in auto. Chiedo un consiglio pratico. Premetto che non ho
asma ma spesso fatico a inspirare e sento dell'acido in bocca ma da una
gastroscopia non è emerso nulla.

Grazie, Marco
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1 0
Dr. L. Magri   |2009-09-30 00:11:16
L’indicazione che le ha dato il suo terapeuta di procedere a piccoli passi è
in linea di massima corretta. In alcuni casi è sufficiente l’idea di potere
accostare e non si sente il bisogno di metterla in atto. Riguardo al terrore
suscitato dalla sola idea di mettersi in macchina è necessario lavorare sul
piano cognitivo, valutando i pensieri connessi alla paura, e sul piano
comportamentale, apprendendo le utili tecniche per la gestione dei sintomi
fisici dell’ansia, tra cui quelli respiratori. Entrambi gli interventi vanno
condotti da uno Psicologo esperto nelle procedure cognitivo comportamentali. Nel
suo caso specifico potrebbe anche essere utile valutare bene l’elaborazione
emotiva dei traumi causati dagli incidenti che ha subito. Ulteriori indicazioni
sono possibili solo a seguito di un colloquio clinico anamnestico approfondito
che valuti più a fondo l’evoluzione del disturbo anche in relazione ad altri
eventi di vita.
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0 0
elena  - paura di guidare   |2009-10-14 14:17:14
salve
sono una ragazza di 23 anni,
non son mai stata una super guidatrice
diciamo che nel mio piccolo mi arrangiavo... da febbraio 2009 ho un blocco,
tutto è iniziato cosi\'.... stavo percorrendo una statale e mi son sentita
male probabilmente un calo di pressione... son riuscita a fermarmi... poi con
calma ho raggiunto il primo piazzale e mi son fatta poi accompagnare a casa da
mio padre..
da quella volta ho una grade paura di guidare da sola... inizio a
tremare sudare e ho senso di svenimento non sento piu\' i piedi nei pedali e
le mani nel volante cosa orribile per una ragazza cosi\' giovane...questa
cosa mi sta\' proprio distruggendo... vorrei superare il tutto...mi
puo\' dare qualche consiglio???grazie
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1 0
Dr. L. Magri  - risposta   |2009-10-14 14:24:05
buongiorno, la paura di poter avere un altro episodio simile è in genere
sufficiente a generare i sintomi che descrive tutte le volte che ci si trova in
una situazione simile, cioè, nel suo caso, alla guida. Non so se lei soffra
frequentemente di cali di pressione, ma è anche possibile che in realtà il
primo sia stato un attacco di panico cosidetto spontaneo (cioè non scatenato da
una situazione specifica) e, anche in questo caso, il timore che si ripresenti
genera un’ansia che è sufficiente a facilitare lo sviluppo di altri attacchi.
Il consiglio che posso darle in questa sede è di provare a riprendere a guidare
in maniera molto graduale, facendo dapprima percorsi molto brevi e allungandoli
progressivamente. Quando l’ansia è molto forte può fermarsi e attendere con
pazienza che passi per poi riprendere la guida. Se in questo modo la paura non
è gestibile è invece consigliabile fare alcune sedute di desensibilizzazione
sistematica da uno Psicologo che insegni anche tecniche di rilassamento e
respirazione.
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1 0
alessia  - paura di cadere dalla strada   |2009-10-29 21:45:09
ieri percorrrendo una strada statale rialzata cioè sulll'argine del Piave, ho
provato una paura immensa con la paura di poter cadere dalla strada e non sono
stata in grado di portare a casa la macchina,e ha guidato mia sorella,non avevo
mai guidato su quella strada, ma percorrendola in macchina con mio marito, ho
sempre pensato che mi faceva paura, poi ieri l'ho percorsa e le mie paure si
sono concretizzate, mannaggia
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1 0
Anna  - Paura quando guidano gli altri, ma anche quando gu   |2009-11-26 01:27:00
Buona sera Dottore,

è ormai più di un anno che quando sono in macchina con
qualcun\'altro mi faccio prendere dall\'ansia, ho paura se guidano
troppo veloce, se stanno troppo vicino alla macchina che precede. Inizio a
sudare freddo ed i battiti del cuore aumentano. Ho provato con i fiori di Back
per l\'ansia, un pò mi tranquillizzano, ma la paura rimane.
Ho sempre
avuto una guida spericola e ora invece mi ritrovo ad aver sempre paura di fare
incidenti.
Uso giornalmente lo scooter e anche con questo la paura rimane.Con
quest\'ultimo ho avuto una brutta esperienza, un bus per evitare una
macchina passata col rosso mi stava venendo addosso e si è fermato praticamente
toccando la mia ruota anteriore. Certo non rinuncio mai ad usarli, ma il mio
modo di guidare è fortemente cambiato, vado più lentamente ed ho sempre paura.
Cosa posso fare?
Grazie
Anna
Rispondi | Cita
1 0
Dr. L. Magri  - Risposta paura della guida propria e altrui   |2009-11-26 01:31:47
Buongiorno Anna,
ritengo che nel suo caso potrebbe essere adottata una procedura
di desensibilizzazione sistematica che, attraverso una gamma coerente tecniche
di rilassamento ed esposizione, le può consentire di salire in macchina più
tranquilla e sicura di se, acquisendo un progressivo senso di “mastery”
(padronanza della situazione). Naturalmente questo tipo di lavoro non prescinde
da un’anamnesi che metta in luce tutte le principali esperienze significative
in auto e scooter e da un’analisi preliminare dei significati personali che
lei attribuisce a queste esperienze di spostamento con entrambi i mezzi.
Quanto
sopra esposto va naturalmente messo in atto da uno Psicologo abilitato che abbia
avuto modo di approfondire le specifiche tecniche citate.
Rispondi | Cita
0 0
Cinzia  - E' un limite che non posso più tollerare   |2009-12-28 22:56:36
Buonasera Dottore,
mi consola sapere Che non sono l'unica ad Avere questa
fobia.
Ho preso la patente in tempi brevi, ormai 10 anni fa .. con l'istruttore
mi sentivo tranquilla e non avevo nessuna paura ma Dopo la scuola guida ho usato
la mia macchina 3-4 volte con mia madre al fianco. Agli incroci mi si spegneva
l'auto, il conducente Nella macchina dietro immancabilmente suonava il clacson
.. E io scendevo e facevo Guidare MIA MADRE Che nel frattempo Aveva già perso
la pazienza. Ho smesso subito e mi sono sempre fatta accompagnare dovunque
oppure ho usato i mezzi. Anche se altri guidano "Vado in crisi",
accelera il battito e mi manca il respiro se siamo fermi in un ingorgo oppure se
la velocità è troppo Elevato O ADDIRITTURA se il guidatore si Mette ad inveire
contro altri conducenti per qualsivoglia motivo. Mi sento stupida imbranata ed e
sono vincolata NEGLI Spostamenti. Non posso andare avanti così .. Mi serve
aiuto ...
Rispondi | Cita
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daniele  - paura di guidare   |2010-01-10 11:26:48
Buongiorno dottor Magri
Ho trovato molto interessate il suo articolo, pero
volevo esporre il mio problema. A me l\'ansia viene prima di giudare piu che
altro sensto come una sorta di insicurezza nel prendere l\'auto in mano, ma
una volta alla giuda sono molto piu rilassato e tranquillo, sopratutto se ho una
persona affianco,sebbene permanga un po di timore. Volevo gentilmente sapere
cosa ne pensava lei.

Grazie
Rispondi | Cita
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Dr. L. Magri  - risposta   |2010-01-10 11:41:56
Generalmente in casi come il suo si sono verificati uno o più episodi in cui
alla guida si ha effettivamente avuto paura. Questo è sufficiente per
alimentare l’ansia al solo pensiero di apprestarsi a guidare. Quando si inizia
a guidare, poi, spesso ci si rende conto che si riesce a padroneggiare la
situazione in maniera normale, quindi il timore si attenua. Tuttavia quando si
smette di guidare la paura legata al ricordo profondo degli episodi in cui si è
stati in difficoltà può prevalere sul ricordo delle situazioni recenti nelle
quali si è guidato senza particolare timore.
La diminuzione della paura con
una persona a fianco può dipendere dal fatto che spesso una delle motivazioni
alla base della paura è quella di non poter chiedere aiuto a nessuno in caso di
bisogno. Va notato altresì che in alcune persone la paura aumenta nella
situazione inversa, cioè proprio quando ci sono passeggeri a bordo. Questo di
solito è causato dal timore di fare una brutta figura mostrando la propria
paura alla guida.
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0 0
Chiara  - sto tentando di fare la patente.....una fifa!!!!   |2010-01-17 16:13:30
Buon giorno,
mi chiamo Chiara 35 anni docente di scuola primaria. A 18 anni ho
tentato di prendere la patente B della macchina, sono stata bocciata all'esame
di teoria, poi promossa. Ho iniziato a fare guida, ma avevo un grosso terrore,
scoordinata nei pedali e nelle manovre, stato di ansia altissimo! Ho rinunciato
e mi sono sempre sentita molto al sicuro usando i mezzi pubblici. Dopo 17 anni
la voglia di riprovare. Sono entrata nella scuola guida dell'altra volta,
panico. Mi sembrava di andare al patibolo. Mi sono reiscritta, fatto l'esame di
teoria, bocciata con 6 errori. Ritornata a fare l'esame, promossa! Ho cominciato
a guidare....il terrore di nuovo nonostante un istruttore paziente e molto
buono. Sono molto rigida al volante, ritorna la stessa situazione di 17 anni fa!
Pazzesco! Prenoto le guide, ne faccio 2 alla settimana sebbene ne prenoti 6,
trovo sempre qualche scusa per non andarci. Sta notte mi sono sognata che
scappavo da scuola guida. Mi sono svegliata sudata. Premetto di essere una che
soffre di ansia da prestazione. Mia madre è una donna molto ansiosa, ha la
patente e non guida. Io non voglio essere il suo ritratto, ma è più forte di
me. Mio padre guida con disinvoltura da anni, ha 67 anni ma per legge non mi
può aiutare alla guida e a superarare certe difficoltà. Sono alta 1m55 la
macchina di scuola guida è la Punto nuova della fiat. Non vedo la strada bene e
a fare le svolte, se non ho il mio istruttore che mi da una sterzata al volante
finisco su per qualche muro. Non so come vincere queto disagio. Attribuisco
molto il valore della patente ad avere un fidanzato, soffro di depressione per
mancanza di affetto di un uomo, sono figlia di separati e mio padre vive con
un'altra. I contatti con mio padre sono stati nulli per 10 anni, dopo un suo
incidente alla testa ci siamo ricongiunti, ma non riesco a dirgli del terrore
che provo tutte le volte che accendo la macchina. Fingo di essere disinvolta
quando vado dritto, ma il resto lasciamolo perdere! In più per motivi di lavoro
faccio le guide alla sera con il buio, e sono soldi che partono, capisce? Io
sola con il mio stipendio, devo raggiungere anche questo traguardo, non ce la
faccio, vorrei chiedere aiuto a qualcuno ma a chi? Le strade che percorro non le
conosco, sono un rebus! Ho il posto in ruolo vicino a casa.....ma l'agguato di
un traferimento è sempre lì. Che fare? Essere onesti e gettare la spugna? Le
mi colleghe aspettano con ansia di vedermi al volante e io a mia volta mi carico
di ansia perché so che è un mio limite. Non sono disperata, ma quasi. Se mi
trovo un uomo e sa che non ho la patente rischio di sicuro l'abbandono! Che
faccio rinuncio alla vita vera?
Grazie
Chiara
Rispondi | Cita
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Dr. L. Magri  - Risposta   |2010-02-19 22:39:02
Buongiorno Chiara,
il “grosso terrore” e l\\\'ansia che accusa
quando è alla guida è auspicabile che vengano approfonditi nelle loro cause,
soprattutto ponendo particolare attenzione all\\\'esordio dei
sintomi stessi. Infatti, un obiettivo molto importante è quello di dare un
significato all\\\'ansia che prova, valutando i pensieri che
emergono in relazione alla guida. Lo scopo è quello di comprendere
l’eventuale conflitto che genera i sintomi in modo da riuscire ad affrontarli
e padroneggiarli. Un ulteriore aiuto è offerto dall\\\'uso di
tecniche comportamentali, orientate alla gestione dello stress e
dell\\\'ansia.
Va anche considerato che l’emergere della paura
è, in molte situazioni, reso più probabile da uno stato emotivo negativo
preesistente, di tipo ansioso o depressivo. E’ possibile che una terapia
psicologica che analizzi alcuni degli aspetti problematici da lei riferiti
(ansia da prestazione, mancanza di affetto, dialogo difficile con suo padre,
etc.) la renda globalmente più serena. Successivamente potrebbe concentrarsi
sulle lezioni di guida con una migliore predisposizione emotiva e ottenere
risultati positivi.
Rispondi | Cita
0 0
marco  - sto troppo male   |2010-01-27 00:01:55
la mia non so se e' da annoverarsi tra i vari casi di amaxofobia su indicati. La
mia paura di guidare risale a circa ormai 14 anni fa. La mia paura e' quella di
condurre l'auto e mettere sotto i pedoni circostanti senza prendere atto
dell'accaduto e di conseguenza scaturire in conseguenze legali tipo l'omissione
di soccorso,pregiudicando o meglio segnando la mia vita.Mi sento indifeso e
sconfitto sempre di piu' da questo problema. Sono ormai alla frutta. Ho provato
anche a fare un consulto presso il Policlinico di Napoli ma con scarsi
risultati. aiutatemi....mi sembra a volte di impazzire....gli attacchi di panico
sono molto frequenti e mi sento come un extraterrestre,un pesce fuor d'acqua,un
uomo di un'altra dimensione,incompreso da tutti...ciao
Rispondi | Cita
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Dr. L. Magri  - Risposta   |2010-01-27 00:15:50
Il problema qui descritto, sebbene si presenti alla guida, non rientra nella
categoria dell’amaxofobia. La paura di poter fare del male agli altri per non
aver prestato abbastanza attenzione o più in generale la preoccupazione di
essere responsabili di qualche avvenimento terribile viene classificata come
ossessione. Spesso questo timore porta a controllare più o meno di frequente di
non aver fatto del male o di stare per fare del male a qualcuno e ciò si
manifesta come compulsione, ovvero come spinta irresistibile o comunque molto
forte. Chiaramente se questi sintomi si manifestano prevalentemente o solo alla
guida possono determinare paura di guidare, ma l’approccio terapeutico è
differente rispetto a quello dei casi più tipici di amaxofobia. I trattamenti
per questo genere di sintomatologia sono quelli in uso per il disturbo
ossessivo- compulsivo ovvero, in primis, la Psicoterapia. Gli approcci per cui
esistono maggiori prove di efficacia sono quelli della terapia comportamentale e
cognitiva.
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Ilaria  - Limite da superare   |2010-01-30 15:27:50
Buongiorno, ho quasi 26 anni e una folle paura di guidare. Ho tentato di
prendere la patente a 18 anni, ho passato la teoria la primo colpo e sono stata
bocciata 2 volte alla pratica.. per ansia! Credo di aver capito il meccanismo
della guida, ma l'ultima volta mi hanno bocciata perchè l'ansia ha prevalso su
di me e non capivo quello che facevo. Tremavo talmente che non riuscivo a
schiacciare la frizione, il cuore pensavo mi esplodesse. Ora, a qualche anno di
distanza il mio grande desiderio è riuscirci, mi rendo conto di quanto sia
limitativo non avere la patente, credo che prendendola potrei stare meglio con
me stessa (apprendendo di potercela fare!) e sentirmi meno vincolata agli altri
(a quante cose ho rinunciato a causa del fatto che non posso spostarmi
autonomamente!). Soffro però di sporadici attacchi di panico e sono una persona
ansiosa di carattere, vorrei tanto farcela ma sono convinta che non ce la farò
MAI. Solo l'idea di rifare l'esame di pratica.. mi accelera il battito al solo
pensiero. Come faccio? Mi iscrivo a scuola guida a muso duro? o secondo lei
dovrei farmi aiutare da uno psicologo? me ne sa consigliare uno a Torino?
Grazie, a presto.
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Dr.ssa Del Po   |2010-02-19 22:41:03
Carissima,
mi sembra di capire che lei ponga un collegamento tra il fatto di
possedere la patente e il desiderio di una maggiore indipendenza e di un senso
di libertà.
Allo stesso tempo accusa stati ansiosi che non le permettono, di
fatto, di conseguire i suoi obiettivi e di conquistare questa libertà.
A mio
avviso, nel suo caso, occorrerebbe andare a scoprire che cosa esattamente le
provoca quest'ansia, andando a valutare, ad esempio, i fattori situazionali
presenti all'esordio dei sintomi e confrontando questi ultimi con quelli
attuali. Il fine di questa indagine è quello di cercare di comprendere la causa
del sintomo, ovvero il perchè della sua presenza, di modo da riuscire a
contenerlo e a saperlo gestire in futuro.
La pratica presso una scuola è
sempre consigliabile e consente l’apprendimento di regole e procedure per la
guida, ma la gestione dell’emotività e, a maggior ragione, del panico, vanno
affrontati con uno Psicologo. Uno Psicologo cognitivo-comportamentale può
esserle d'aiuto agendo sia sul piano cognitivo, andando cioè ad analizzare i
pensieri che sono connessi allo stato ansioso; sia sul piano comportamentale,
che comprende una serie di tecniche per implementare l'autocontrollo emotivo e
la gestione della fobia stessa.

Cordiali saluti
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Sfantonella  - paura da passegera.   |2010-02-02 13:52:48
Salve dottore,io non credo di soffrire di questa fobia,credo di avere un
problema un pò diverso. L'anno scorso ho fatto (da passeggera) un piccolo
tamponamento ad inizio anno; a metà anno mi hanno investita in bici,ma mi sono
solo distorta una caviglia, e da lì ho cominciato ad essere agitata in macchina
(sempre da passeggera), a fine anno ancora un altro tamponamento (da
passeggera); e da allora cerco di evitare il più possibile di stare in macchina
col mio povero fidanzato.Mi agito,mi sudano le mani,sto in tensione per non
parlare se mi passano vicino mezzi un pò più grandi, furgoni, camion, ecc. Io
ho la patente,ma nn capita da almeno 2 anni di guidare;quindi fino ad ora non mi
sono posta il problema di cosa succederebbe se dovessi provarci.E non so cosa
fare per risolvere la situazione prima che diventi veramente di impedimento.Non
so proprio cosa fare. Mi può aiutare?
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Dr.ssa Del Po   |2010-02-19 22:42:29
Carissima,
valutando la sua storia personale il consiglio che mi sento di darle
è quello di consultare uno Psicologo che possa guidarla nell'elaborazione
emotivo-affettiva dei traumi da lei riferiti che comprensibilmente, possono
averla portata a sviluppare la sua paura di stare in auto. Spesso possono
bastare alcuni incontri per riuscire a sbloccare quel circolo vizioso che si
trova alla base della paura che le impedisce sia di guidare, sia di fare da
passeggera.

Cordiali saluti
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Gecko   |2010-02-09 17:18:23
Buonasera Dottore,
finalmente ho scoperto che esiste anche un nome per la mia
fobia e che -purtroppo- è anche relativamente diffusa. Ho 31 anni e ho
manifestato la paura praticamente da subito, appena patentato. Probabilmente mi
è stata "trasmessa" da mio padre, ne soffre anche lui. In genere riesco
a guidare tranquillamente in zone che conosco e non ho particolari problemi. Ma
quando mi devo spostare in posti nuovi e soprattutto se c'è il rischio di
trovare situazioni di particolare confusione, allora mi nasce lo stato d'ansia
e di preoccupazione. Infatti, vivo a Roma da circa 4 anni ed il solo pensiero di
mettermi in auto fra questo caos di macchine e strade mi terrorizza! E continuo
a dipendere dai mezzi. Sono sicuro che in situazioni di traffico più ordinato e
regolare forse qualche passo avrei cominciato a farlo. Comunque credo che, così
com'è stato per i primi tempi, la soluzione sia mettersi in macchina nonostante
tutto e ridimensionare la paura rendendo familiari le varie situazioni che si
possono presentare.
Saluti
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Dr.ssa Del Po   |2010-02-20 01:23:34
Carissimo,
a mio modo di vedere penso che, in realtà, una risposta sia già
riuscito a trovarla o quanto meno ha individuato una valida strategia per
contenere la sua ansia. Il fatto di provare e riprovare a spostarsi in macchina,
magari inizialmente in modo molto graduale, ritengo che sia una delle possibili
soluzioni efficaci. Dapprima potrebbe provare a percorrere tragitti brevi per
poi allungarli progressivamente.
Nel suo caso uno Psicologo potrebbe aiutarla
migliorare il suo senso di autoefficacia consentendole di acquisire una maggior
padronanza della situazione (“mastery”), per esempio con l’apprendimento
di modalità atte sostituire i pensieri ansiogeni con pensieri più realistici
rispetto al compito che vuole affrontare.

Cordiali saluti.
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Ernesto  - Paura di guidare... una storia di anni   |2010-02-11 20:40:30
Salve dottore, ho 34 anni e ho sofferto di attacchi di panico per 5 anni.
Finalmente, cambiando medico, mi hanno dato una cura antidepressiva grazie alla
quale ora riesco a mangiare bene e riesco anche a guidare. Il problema però
sussiste nei tragitti che superano i 15 km circa; inizia una sorta di tensione
che man mano mi invade fino al punto di somatizzare la paura. Improvvisamente la
mente si offusca, cerco continuamente di concentrarmi, rilassarmi, pensare ad
altro e stare attento ma non ci riesco. Più lungo si fa il tragitto e più
intensi diventano i sintomi. Mi potrebbe spiegare i termini "cognitivo"
e "comportamentale" citati più volte nelle sue risposte. Preciso che
sono stato anche da uno psicoterapeuta e per questo vorrei concretizzare questi
termini; vorrei cercare di sviscerare i problemi e farcela.
Grazie
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Dr. L. Magri   |2010-02-19 22:45:54
In questo caso il primo passo riguarda la comprensione e la ricerca di
significato del sintomo riferito, tramite la ricostruzione della dinamica di
comparsa del disagio e, più in generale, del suo contesto di vita in quel
periodo.
I termini cognitivo e comportamentale, si riferiscono al livello a cui
si agisce per implementare un cambiamento terapeutico. Il livello cognitivo, è
strettamente correlato ai nostri pensieri e alle nostre credenze, che possono
essere analizzati e ristrutturati in una direzione più razionale e funzionale;
quello comportamentale riguarda i cambiamenti stimolati da procedure
“concrete” attuate tramite l’adozione di determinati comportamenti
(l’utilizzo di tecniche di rilassamento, le tecniche respiratorie e
l'esposizione graduale alla situazione temuta sono solo alcune delle
possibilità terapeutiche in questo senso).
All’aumentare della lunghezza del
tragitto corrisponde spesso un accentuarsi della paura, soprattutto se il
percorso comporta un allontanamento da casa o da luoghi ben conosciuti. Ciò
avviene in molti casi per il timore, più o meno consapevole, di non poter
ricevere aiuto o tornare rapidamente in un luogo “sicuro” in caso di paura o
situazioni di pericolo.
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Erica  - Non ho più paura di guidare ma ho il blocco quando   |2010-03-08 01:05:52
Anche io appena presi la patente avevo un blocco psicolgico e una forte paura
nel guidare, che mi paralizzava, infatti nei primi mesi preferivo farmi
accompagnare e rimandavo sempre la guida, trovando sempre mille scuse, ma questo
non mi tranquillizzava anzi,mi faceva ancora più sentire in colpa con un
"magone" che mi veniva nello stomaco ogni volta che vedevo che gli altri
guidavano e io no.
Nella mia testa però c'era la ferma volontà di
guidare,così, gradualmente mi sono convinta a guidare, fissando piccoli
obiettivi nel tempo fino ad oggi, che guido quasi ovunque; mi è rimasta però
la paura di prendere auto che non conosco,stranemente,anche se so guidare è
come se il cervello si azzerasse di nuovo e dovessi ricomiciare da capo e mi
ritrovo nella condizione della principiante.
Perché mi succede questo se ormai
sono tanti anni che guido?
Questo mi penalizza perché mi capita per lavoro di
dover prendere altre auto e ogni volta ho l'ansia giorni prima e mi vergogno a
dire che ho paura.
aiutatemi!
Grazie!
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Dr. L. Magri  - Risposta   |2010-03-08 01:07:46
Dalla sua storia personale emerge sia la paura iniziale di guidare, sia la
notevole determinazione per riuscire nell'intento, magari scaturita anche da
quel “magone” che provava ogni volta che vedeva gli altri che guidavano
senza difficoltà.
La strategia per piccoli passi che ha adottato può essere
utile e le ha consentito di poter gestire una buona parte
dell'ansia.
Certamente ogni modello di auto ha le sue particolarità e
necessita di un po’ di tempo per prenderci confidenza, ma un compito di guida
semplice, che non consista, quindi, nel portare al limite un’auto sportiva in
pista, può richiedere al massimo qualche minuto per abituarsi.
La presenza del
sintomo, legata a questo preciso fattore situazionale, meriterebbe di essere
indagata nelle sue varie manifestazioni allo scopo di portare a comprensione un
eventuale conflitto generatore della paura.
Una delle possibili ipotesi è che
sia presente un senso di responsabilità così elevato da far si che lei non si
consenta l’eventualità di poter creare un danno a un’auto che non è la
sua. Ciò sarebbe coerente con l’imbarazzo che prova nel comunicare la sua
insicurezza alla quida, che in caso di danneggiamento di una macchina non sua
potrebbe essere inevitabile.
Tramite una serie di colloqui ad orientamento
cognitivo-comportamentale sarà possibile, ad esempio, analizzare i pensieri
connessi allo stato ansioso, promuovere un’analisi accurata della situazione
reale, e controllare le manifestazioni ansiose ponendola nelle condizioni che le
consentano di affrontare al meglio l'evento temuto.
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Chiara  - Paura di guidare...   |2010-03-08 00:45:23
Salve dottore...
Ho 18 anni e poco dopo averli compiuti , mi sono iscritta a
scuola guida con delle amiche. Ho passato senza problemi la teoria e ho iniziato
a guidare con l\'istruttore. Prima di guidare sento una terribile ansia, lo
stomaco mi si chiude, il battito cardiaco aumenta...Ho fatto moltissime ore di
guida, ho provato a dare l\'esame di pratica, ma come previsto mi hanno
bocciata...Non riuscivo a muovermi, era come se non avessi più la capacità di
controllare i miei movimenti ; ero spaesata, con la testa completamente assente.
Ancora non ho riprovato a guidare, ma al solo pensiero mi sento male! Le mie
amiche ce l\'hanno fatta, mentre io nonostante tanti sforzi sono al punto di
partenza...Inoltre mio padre mi sgrida, dicendomi che sono un\'incapace e
che non è possibile che io non ci riesca.
Come posso affrontare questo
problema?
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Dr.ssa Del Po   |2010-03-08 00:47:44
Carissima,
nei primi tempi l\'ansia che si prova quando ci si mette al
volante è comune provarla.
Quando, però, questo vissuto comincia a diventare
un impedimento, che non permette di raggiungere gli obiettivi prefissati
(passare l\'esame di guida), sarebbe d\'ausilio cercare di affrontarlo
per capire essenzialmente il suo significato e il motivo della sua presenza.
La
figura dello Psicologo potrebbe agire in tale senso attraverso, ad esempio, un
intervento atto ad implementare l\'autocontrollo emotivo e a potenziare la
percezione di autoefficacia, al fine di apprendere un metodo utile a gestire la
paura e i pensieri connessi ad essa.

Cordiali saluti.
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Maya86  - ho paura di avere paura...   |2010-03-08 00:40:03
Salve,
sono una ragazza di 23 anni, ho trovato il suo articolo molto
interessante e spero lei possa rispondermi. Ho preso la patente a 18 anni, ero
felicissima di non dover più prendere l'autobus che mi stancava troppo, e
gestire gli impegni da sola. Ho guidato per ben 4 anni senza problemi, con una
vecchia 500 anche in mezzo a tir e pullman, in autostrada per recarmi
all'università, guidavo in ogni situazione, ma ovviamente mi lamentavo per il,
fatto di non avere un'auto facile da guidare, che mi rendeva complicata la guida
quando pioveva, grandinava o faceva troppo caldo. Nel 2007 ho conosciuto anche
un ragazzo con cui ho ancora adesso un rapporto tormentato, ma che non ho mai
avuto il coraggio di lasciare, forse per paura di rimanere sola. dopo due mesi
di rapporto e varie liti, tornando a casa dall\'università, ho trovato un
traffico assurdo per via di uno sciopero di tir, quindi sono stata 2 ore in
macchina e sentivo salire l\'ansia e la rabbia, dovuta alla stanchezza. Ho
cercato di prendere la corsia d\'emergenza per arrivare prima e quando ho
superato il blocco mi sono ritrovata in autostrada, ma avevo il cuore a mille,
ero sudata, tremavo e sentivo freddo. Non ho sentito più le gambe e sentivo
paralizzarmi a metà. Mi sono fermata e in preda al panico mi sono butatata
sulla prima auto che mi veniva incontro chiedendo aiuto. Non sono mai svenuta,
ma avevo la sensazione d'impazzire, tremavo...mi hanno portata in ospedale e mi
hanno dato delle gocce. I tentativi successivi di prendere l'auto erano un
disastro, avevo paura di salire in macchina anche se a guidare erano altri. Il
mio umore peggiorava e una neurologa mi ha prescritto il Seroxat e lo Xanax. La
cura non l'ho portata a termine perchè il Seroxat mi dava delle sensazioni
strane e avevo sonnolenza. Poi ho avuto un attacco di panico a casa, e così ho
paura, adesso, di stare da sola in qualsiasi situazione, sono costretta ad
uscire anche se non m'interessa pur di non trovarmi da sola. Questo mi sta
rovinando la vita, non riesco più a recarmi all'università, nemmeno se prendo
i mezzi pubblici , ma ho paura anche di non trovare un bravo psicologo che mi
aiuti. So che molte mie paure derivano dal mio passato burrascoso: ho sofferto
di linfoma e ho dovuto fare chemio e radioterapia. Ma voglio guarire, voglio
riprendermi la mia vita. Vorrei sapere però a che figura devo rivolgermi, se un
neurologo, uno spicoterapista o altro. Grazie.
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Dr.ssa Del Po  - Risposta   |2010-03-08 00:43:06
Carissima,
il suo racconto è ricco di elementi che richiederebbero un
approfondimento in sede di seduta, tramite colloqui anamnestici svolti da uno
Psicologo/Psicoterapeuta.
Un primo argomento che, a mio avviso, potrebbe essere
affrontato riguarda, ad esempio, la sua storia di sofferenza connessa
all'insorgere del linfoma e i suoi vissuti emotivo-affettivi legati
all\'impatto con la diagnosi e poi lungo tutto il decorso della
malattia.
Un altro punto su cui far luce è legato al rapporto sentimentale con
il suo ragazzo, che definisce come tormentato e che non ha mai valuto troncare
per paura di rimanere sola.
Il timore di restare in solitudine riappare nel suo
racconto quando narra l'episodio di attacco di panico avvenuto a casa. Questa
paura verosimilmente potrebbe essere collegata a tale attacco di panico e, in
questi casi, viene chiamata ansia anticipatoria, in quanto si teme l'avvento di
un nuovo attacco. Di conseguenza, si verifica la messa in atto di comportamenti
di difesa (l'uscire fuori di casa per incontrare qualcuno) che consentano la
gestione della paura stessa.
Nel suo caso, bisognerebbe capire le cause
dell'insorgenza di tale attacco di panico in modo da fornire un significato al
sintomo e alla sua presenza.
Ritornando alla paura di guidare, andrebbero
approfondite le circostanze relative al momento in cui si è verificato il
malessere alla guida ed è altresì necessario ricercarne le cause.
Operando in
questo modo si semplifica il controllo e la gestione del problema, allo scopo di
eliminare quell'ansia anticipatoria, di cui le parlavo prima, che le arreca
difficoltà a salire in auto e, in generale, di condurre una vita
serena.

Cordiali saluti.
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andrea  - paura di guidare   |2010-03-14 10:39:16
Mi chiamo Andrea, ed ho 38 anni. Ho la patente da circa 20 anni. Da cira
un\'anno e mezzo ho paura di guidare anche per piccoli spostamenti.
Questo
dopo due fatti molto similari, un ciclista ed un pedone mi hanno tagliato la
strada in due casi diversi. In nessuno dei due episodi non si sono verificate
conseguenze.
Quando guido perdo la concentrazione, ed ho sempre paura di non
essere attento. Molte volte questa paura, mi rende ansioso, facendomi perdere il
sonno.
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sara  - aiuto   |2010-03-14 10:39:32
Salve, ho 25anni.
Ho preso la patente a 19anni dopo aver fatto una ventina di
lezioni di guida, La mia istruttrice certo non mi metteva a mio agio, urlando
come una pazza. La mia lentezza non so da cosa derivasse, sicuramente oltre
all’impaccio c’è anche la questione vista: ho dei difetti pesanti e la
visione 3D non è ottima. Alla prima prova pratica mi hanno bocciata perché
facendo una curva in una via molto stretta sono passata un po’ troppo vicina
ad un furgoncino parcheggiato. La seconda per fortuna è andata bene, ma da
allora la macchina non l’ho mai presa in mano. Qualche anno fa ho provato a
prenderla in mano una domenica mattina per andare in palestra
ma…disastro:appena messo in moto mi ha preso un’ansia incredibile, facevo
fatica a respirare e nel fare un cavalcavia vicino a casa, in quel momento
controsole, non vedevo più bene e ho preso il marciapiede con la ruota, bucando
la ruota e il cerchione.
Da allora mai più presa. Purtroppo nell’estate 2007
ho iniziato ad avere un problema cronico di vertigini/disequilibrio, piuttosto
debilitante, perciò per un po’ di tempo venivo accompagnata in macchina per
qualsiasi cosa e non mi ponevo troppo il problema della guida. Tuttavia da
quest’estate frequento un ragazzo di una città diversa dalla mia.
All’inizio del nostro rapporto stavo ancora male, perciò non ci pensavo, ma
poi sono stata meglio e incoraggiata da lui, dopo altre 3 lezioni di guida, ho
iniziato a riprendere con mia mamma e mia sorella a mio fianco. La settimana
scorsa il mio ragazzo ha insistito perché guidassi la sua macchina fino a un
paese a 20km da casa mia….vista l’insistenza ho ceduto..tutto
tranquillo….resta il fatto che solo il pensiero di prenderla in mano da sola
mi tormenta,anche se mi rendo conto sia una paura stupida, anche perché per me
sarebbe molto importante per il lavoro nel prossimo futuro. Cosa posso fare?
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Silviasilvia  - Paura di guidare   |2010-03-21 13:49:45
Buongiorno Dottore, ho trovato interessantissimo il suo articolo, soprattutto
per aver fatto luce su un problema che non pensavo fosse cosi diffuso!. Ho 23
anni. ho preso la patente da tre anni ma ora ho abbandonato completamente ogni
speranza. Appena presa la patente mi esercitavo e non avevo troppa paura, credo
la normale insicurezza che provano tutti all\'inizio. Una sera decido di
accompagnare il mio fidanzato e mio fratello con il nostro cane a circa mezz ora
di strada da noi. E impprtante dire che abito in centro a milano e che quel
giorno le strade eranodavvero trafficate, ma tuttavia ero mediamente tranquilla.
Fino al punto in cui il mio fidanzato che era seduto a fianco a me, decide di
farmi lo scherzo di mettere in folle e tirare il freno a mano, mentre ero ferma
in coda. Lui e mio fratello ridevano, e io sobo scoppiata a piangere e sono
andata nel panico, tanto che sono uscita dalla macchina e mi sono rifiutata di
andare avanti. Ho provato altre volte a guidare, sia con il mio fidanzato ( che
ovviamente si e scusato) sia con mio papa, mia mamma etc. Ma inizio ad avere un
fortissimo batticuore e non sento piu le gambe. Peggio di quando devo dare gli
esami all universita! Non so proprio come fare. Da piccola ho anche fatto mini
incidenti tranne uno in cui mio papa ha quasi perso la gamba, ma eravamo in
moto. Una volta in mptprino sono pire finita nella fiancata di un suv, facendomi
male allo sterno! Pur tuttavia in motorino ci vado senza nessun problema. Gli
altri mi fanno pesare il fatto che non guido e a me dispiace. Come faccio a
superare questo trauma? Grazie per il suo aiuto prezioso
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flora  - paura di guidare   |2010-04-19 01:54:48
Ogni tanto ho paura di andare in macchina sopratutto quando c'è traffico.Quello
che ho osservato e che mi trema il piede sulla frizione.
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luigins  - amaxofobia   |2010-04-30 18:30:44
Egregio dottore

io ho una paura folle di guidare.le premetto che sono
disabile e da settembre dovrò fsre 20km 3volte la settimana e solo a pensarci
vado in ansia cosa devo fare? I miei non capiscono questa mia paura.Le dico che
io sono stata costretta a iscrivermi a scuola guida mi hanno iscritto i miei
famigliare. come posso fare per guarire.attendo una cortese risposta. porgo
distinti saluti
luigina rossi
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Dr.ssa Del Po  - Risposta   |2010-05-05 10:45:19
Carissima,
da quello che posso solo intravedere dalla sua breve descrizione del
problema, mi sento di consigliarle, in primo luogo, di parlarne apertamente e in
tutta sincerità con i suoi genitori. Il fine è quello di instaurare una
comunicazione di libero scambio, in cui lei si senta essenzialmente libera di
esprimere le sue paure e difficoltà incontrate nel guidare.
Allo stesso tempo,
si potrebbe ipotizzare un intervento focalizzato a comprendere il significato
della presenza di questa sua ansia e ad insegnarle come poter agire per cercare
di contenerla.
La consulenza di uno Psicologo può essere utile per cercare di
perseguire questi obiettivi che le ho in breve esplicitato.

Cordiali saluti.
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Giovanni  - episodi di stress e confusione alla guida   |2010-05-05 10:46:08
Salve sono un ragazzo di 31 anni,
Da diversi anni ormai soffro di episodi di
forte stress mentre guido, non riesco a respirare bene e spesso mi confondo e
non riesco a prendere bene le distanze e ho una forte paura di poter fare
qualche incidente, sopratutto con la gente che ti suona da dietro, schooter che
ti passano davanti a razzo, gente che cammina in mezzo alla strada pensando che
si tratti di marciapiede (in sicilia succede questo e altro) ecc.
Continuo
comunque a guidare anche perche non posso farne a meno ma questo mi causa un
forte stress anche parecchio tempo dopo che ho terminato la guida e mi limita
pesantemente nella vita di tutti i giorni.
Ho provato in diversi modi a
superare questo problema, (anche attraverso sedute di ipnosi e pnl) ma non sono
mai riuscito a superarlo definitivamente.
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raffaele  - ennessimo tamponamento   |2010-05-09 16:45:57
Buonasera...
oggi dopo tanto tempo mi sono fatto coraggio e ho provato a
riprendere l'auto putroppo la paura mi ha mandato in confusione e ho tamponato
un auto...
la patente l'ho presa da diversi hanni ma ho raramente
guidato...
credo che la paura mi sia stata trasmessa dai miei genitori, che
sono sempre state persone insicure e mi hanno sempre protetto...
non scorderò
mai cosa mi disse mio padre il giorno che presi la patente...
bene e ora vedi
di non ammazzare nessuno.,la cosa mi terrorizzò abbastanza...
come posso
superare ciò? avevo pensato di prendere nuove lezioni guida
grazie
Raffaeò
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Silvia  - dall'amore al terrore in un solo giorno   |2010-05-18 14:20:38
Buongiorno Dottore, ho trovato questo suo articolo e, non sapendo nemmeno che
esistesse questa patologia, mi sono rivista perfettamente.

Ho sempre amato
guidare la macchina e da circa 5 anni guido anche la moto con immensa passione e
divertimento. Tanto che in questo periodo particolarmente difficle per me era
diventata l'unico motivo di "tenere duro", l'unica ragione per
sorridere.
Mi è capitato di avere paura in alcune circostanze come credo sia
normale, ma in generale ho una guida prudente.
Domenica scorsa però mi è
successa una cosa inaccettabile.
Stavo facendo una gita in moto e mi sono resa
conto che non riuscivo a guidare, che mi spaventava qualsiasi cosa, anche le
curve tanto cercate e amate mi terrorizzavano al punto da farmi frenare
bruscamente, non solo sulle strade mai percorse ma anche sulle strade fatte
tante volte, ad esempio la strada che porta verso casa mia.
L'unico mio svago
adesso mi terrorizza, non so se riuscirò a guidare ancora la moto e di
conseguenza non so se riuscirò a sopportare ancora questo periodo tanto
difficile per me.
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1 1
milly  - ansia,paura ma voglia di vincere me stessa   |2010-05-24 19:40:28
salve dottore,dico che ho voglia di vincere me stessa,perchè sono io il mio
problema più grosso!Ho preso la patente a 20 anni,senza problemi all'esame.poi
non ho più sentito la necessità di guidare.mi hanno regalato la macchina
quando avevo 22 anni,mai una volta che di mia volonta l'avessi presa.se ero
obbligata a guidare,stavo male già la notte prima,al momento di mettermi in
auto,sudavo e mi tremavano mani e piedi.mi sentivo(e ancota mi ci
sento)un'impedita,nella mia famiglia guidano tutti e tutte senza problemi.io non
capisco perchè ho questo problema.adesso cambio casa,sarò quindi obbligata ad
andare a lavoro da sola,lo voglio fare,ma l'idea mi terrorizza.oggi ho vinto me
stessa obbligandomi a prendere l'auto e farmi 1 giro del quartiere(dove ci sono
strade a 3 corsie larghissime,e poco trafficate)so di guidare bene,ma l'ansia è
troppa.spero di riuscire a farcela,come c'el'ho fatta oggi pomeriggio a guidare
e parcheggiare..
Rispondi | Cita
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gianluca   |2010-07-28 20:20:44
Gentile Milly,

anzitutto mi congratulo con Lei per essere riuscita a vincere
sé stessa facendo il giro del quartiere. Si è soffermata a pensare al
risultato che ha ottenuto o il Suo pensiero è andato direttamente all'ansia che
ha provato e al timore di affrontare la strada il giorno dopo?
I meccanismi
dell'ansia spesso portano a minimizzare i risultati ottenuti, portando chi ne
soffre a pensare sempre e soltanto alla prossima "sfida", peraltro
sempre rappresentata come insormontabile. Il risultato che invece ha ottenuto è
lodevole, ma è necessario che Lei stessa acquisisca la consapevolezza di
ciò.

La saluto cordialmente e ancora complimenti.

Dott. G. Franciosi
Rispondi | Cita
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stefania  - fobia di guidare la macchina   |2010-05-26 00:28:16
Caro dottore sono una ragazza di 26 anni, ho una pazzesca paura di guidare
la macchina,diciamo che ho lo stesso problema degli altri e
vorrei riuscire a toglirla per essere indipendente,premetto che a me
guidare piace ma solo al pensiero di mettermi in strada...vorrei tanto
fammela passare ma senza un aiuto dal psicologo e vorrei sapere da lei se
si può e come?grazie in anticipo
Rispondi | Cita
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gianluca   |2010-07-28 20:12:59
Gentile Stefania,

molto spesso le persone si trovano di fronte alla diffusa
convinzione secondo cui "chiedere aiuto è segno di debolezza". Tuttavia
molti non pensano che la vera forza stia nel riuscire a comprendere di avere
bisogno di aiuto e, di conseguenza, nel chiederlo.
Ho la sensazione che Lei sia
-in un certo senso- esattamente nel mezzo di queste due posizioni: vorrebbe
"farcela da sola", ma chiede aiuto per sapere come fare.
Le lancio una
provocazione: se dovesse rompersi un braccio, cercherebbe di ingessarselo da
sola, o andrebbe in ospedale da un medico?
Ognuno di noi ha capacità diverse
e, come avrà letto in altri post su questa pagina, qualche persona è riuscita
(magari solo parzialmente o temporaneamente) a trovare una "soluzione"
al problema; altri invece hanno riconosciuto la necessità di un aiuto esperto.
Da quanto mi scrive mi sembra di comprendere che, quantomeno al momento, non
riesca a trovare una "soluzione". Le faccio io una domanda: cosa La
spaventa di più nell'idea di rivolgersi ad uno psicologo?

La saluto
cordialmente,

Dott. G. Franciosi
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Natalie  - ansia alla guida   |2010-06-03 16:20:02
Salve dottore,
le scrivo chiedendogli semplicemente come posso fare a
togliermi razionalmente dalla testa questo problema di investire i pedoni e
pensare che non me ne accorgo..Ne soffro da un mese di questo problema
sopraggiunto cosi senza un particolare motivo;premetto che mi piaceva molto
guidare e non ho mai avuto problemi da 5 anni che ho la patente(ora ne ho 23).Mi
stressa parecchio visto che ci penso e ci ripenso al fatto che magari posso
avere qualcuno sulla coscienza.Ora andrò da uno psicoterapeuta, ma volevo
comunque un consiglio da lei per poter iniziare ad affrontare il problema già
da sola.Secondo lei è possibile investire qualcuno e non accorgersene?Si
possono avere vuoti di memoria in quei momenti e non ricordarsi cosi se è
avvenuto o meno? ma anche se si va molto piano,rimangono dei segni evidenti
sulla macchina se s'investe un pedone?La ringrazio per la sua disponibilità.
Distinti saluti.
Natalie.
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gianluca   |2010-07-28 20:00:39
Gentile Natalie,

le mie eventuali rassicurazioni alle domande che mi pone
sarebbero inutili, come del resto presumo Le siano state inutili le
rassicurazioni di amici e parenti.
La decisione di recarsi da uno
psicoterapeuta è un ottimo passo: con lui/lei riuscirà a "togliere dalla
testa questo problema".

Le saluto cordialmente,

Dott. G. Franciosi
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massi°  - paura dei camion   |2010-06-06 14:16:04
salve...
ho sempre guidato con disinvoltura su tutte le strade e in tutte le
situazioni. un paio di anni fa in autostrada mentre superavo un camion mi è
parso che stesse sbandando. ho avuto un attacco di panico...ora fatico a fare
l'autostrada..se la faccio cerco di non superare camion e pullman in genere. son
preoccupato...vorrei guarire da quest'ansia...
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Gianna  - paura e non solo di guidare   |2010-06-14 11:30:21
Buongiorno a tutti, io ho paura di guidare.
Ma la mia paura comincia ancora
prima, ho 27 anni, e non ho la patente. Ci ho pravato 2 volte, ma non arrivo
nemmeno all'esame teorico. Mi terrorizza l'idea.
A 14 anni ho rifiutato il
motorino che mio padre mi ha regalato. Non ne ho mai guidato uno.
A 18 anni ho
rifiutato la macchina nuova che mi stava regalando quando ha saputo che mi ero
iscritta a scuola guida (e mi sono iscritta che ne avevo ancora 17!).
Oggi sono
passata per iscrivermi di nuovo. Io ci voglio provare, ma ho già paura...ho
paura da sabato, da quando ho deciso di farlo.
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Stefano  - Paura di guidare fuori città   |2010-06-14 11:43:15
Salve, da qualche anno, ho il terrore di guidare o viaggiare fuori città, sia
da conducente che da passeggero, addirittura ore prima della partenza ho
sensazione di ansia e di disagio. Spesso sono costrettoa rifiutare passaggi o
inviti a cena con i miei amici, e io rispondo che non posso andare con loro per
scuse inventate sul momento. QUando devo affrontare viaggi extraurbani sono
sempre costretto a stare alle dipendenze del mezzo pubblico. L'unica persona che
non crea in me l'ansia è mio padre, però esclusivamente quando sono io il
passeggero. Penso che tutto ciò sia dovuto al fatto che in questi ultimi anni
ho perso diversi amici e conoscenti per colpa di incidenti automobilistici o in
moto. A me piace guidare, però quando penso di affrontare anche percorrenze di
soli 10 km fuori città mi assale l'ansia di un incidente o che mi venga un
colpo di sonno. Cosa potrei fare per sconfiggere questo timore nella guida?
Grazie in anticipo per la sua risposta
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gianluca   |2010-07-28 19:53:53
Gentile Stefano,

come avrà potuto notare dal notevole numero di commenti
presenti su questa pagina del sito, le Sue paure affliggono tante persone. Il
meccanismo che ha messo in atto (Lei, come tante altre persone) è il cosiddetto
"evitamento", ovvero evitare le situazioni che Le causano maggiore
ansia. Come Lei stesso scrive, questa "soluzione" di evitare i tragitti
in auto, porta con sé il vantaggio di non provare quel tipo di ansia, gli
"effetti collaterali" sono però l'invenzione di menzogne, la perdita di
serate con amici, ecc.
La presa di coscienza (come nel Suo caso) che
l'Evitamento non è la soluzione migliore è già un primo passo verso la
soluzione del Suo problema.
In molti casi simili al Suo, un percorso
psicologico (anche di breve durata) è riultato essere efficace nel ridurre
l'ansia permettendo di recuperare le normali attività quotidiane. Ci
pensi.

La saluto cordialmente,

Dott. G. Franciosi
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MeG  - incubi da bambina   |2010-06-23 10:49:59
Salve, ho letto di quante persone hanno il mio stesso problema ma ho notato che
la maggior parte di essi ha riscontrato la paura solo nel momento in cui si è
fatta concreta la possibilità di guidare, cioè dopo i 18 anni o comunque dopo
la patente. Per quanto mi riguarda io ho incubi da quando avevo 8 anni. Sognavo
sempre di prendere la Panda di una mia zia (parecchio imbranata al volante) e di
rimanere in panne sulla superstrada,nell'incubo si faceva notte e io restavo
sola per strada. Ora ho 23 anni, la patente da quasi 5 anni e continuo a fare
quel tipo di incubi che mi perseguitano da 15 anni. Qualcosa mi dice che potrei
aver subito un trauma in quella Panda e averlo poi rimosso, ma non ne sono
sicura. Al momento di prendere la patente ero una delle migliori della scuola
guida, così come sono sempre stata la prima in tutto, poi dopo la patente,
complice mio padre che mi screditava e non aveva fiducia in me, non ho guidato
da subito, anzi rimandavo sempre e mi inventavo cento scuse per non guidare.
due anni fa sono stata costretta per causa di forza maggiore a guidare da sola
per una decina di km, da allora ho iniziato a guidare per brevi tratti e
comunque prendendo sempre le stesse strade, l'ho fatto per quasi un anno,
dicendo continuamente preghiere mentre ero alla guida e evitando di avere con me
qualcuno affianco. Un giorno mentre guido mi scoppia una gomma,e da allora non
ho più guidato. Nel frattempo gli incubi continuano, la cosa ke mi fa stare
peggio è che tutti attorno a me guidano, anche le mie cugine più piccole che
ora sono maggiorenni e dalle quali non mi aspettvo che imparassero tanto in
fretta, mi sento inferiore a loro. Come già detto sono sempre la prima in
tutto, raggiungo ottimi traguardi e in fretta, ma niente della mia vita conta se
non guido, visto ke una laurea e un ottimo lavoro non riescono a placare le
critiche della mia famiglia su questo mio problema. Sembra che se non guidi non
sei niente, puoi pure essere un premio nobel ma se non hai l'indipendenza sei
sempre un'idiota. Sono disperata, non mi va di far passare altri anni seduta al
posto del passeggero o in sella ad una bici( sulla quale ho la stessa paura in
strada, ma riesco a controllarla). vivo in provincia di caserta se lei potesse
consigliarmi un bravo terapeuta ne sarei molto felice.
cordiali saluti
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gianluca   |2010-07-28 19:44:54
Gentile MeG,

i sogni sono un materiale prezioso per uno psicologo,
soprattutto se di orientamento analitico. Il Suo sogno è inoltre ricorrente e
le causa sempre notevole disagio e sofferenza. Posso comprendere come la Sua
situazione sia divenuta insostenibile: come dice Lei gli sforzi che ha fatto per
ottenere buoni risultati a scuola prima e all'università poi, sembrano essere
vanificati dal grave, anzi gravissimo difetto, di non avere conseguito la
patente.
Per rispondere direttamente alla Sua richiesta, su questo sito, nella
sezione "WebLink", troverà il collegamento ad un elenco di psicologi e
psicoterapeuti. Lì potrà trovare una serie di nominativi di colleghi che
esercitano nella Sua provincia. Un consiglio che solitamente fornisco a chi
intende iniziare un percorso psicologico o una psicoterapia è di contattare sia
un professionista uomo, sia una professionista donna. Tenga presente che un
percorso psicologico è sempre e comunque una relazione tra due persone e, come
in una relazione, è necessario che Lei per prima comprenda se "si troverà
meglio" con un uomo o con una donna.

La saluto cordialmente e Le faccio i
miei migliori auguri,

Dott. G. Franciosi
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Stefania  - macchina che sbanda improvvisamente   |2010-06-25 13:35:19
Salve.
Ho smesso di guidare da circa un mese, in seguito ad un leggero
sbandamento in curva uscendo dall'autostrada. Lo spavento non è stato
particolarmente incisivo, ma da allora ho iniziato a sviluppare una graduale
paura di guidare. Ogni volta che uso la macchina ho l'impressione di non averne
il controllo. Non riesco a condurla, perchè ho l'impressione che la macchina si
sposti verso sinistra sul rettilineo, tanto che mi accorgo di spostare il busto
verso destra insieme al volante, come per "raddrizzare" la macchina. Ho
sempre guidato, senza problemi, anche su lunghi tragitti, e anche auto non mie.
Sto tentando in ogni modo di combattere questa sensazione, facendo guide in
parcheggi e provando di tanto in tanto a guidare in strada, ma l'ultima volta
che ho provato a guidare da sola mi sono fermata e hanno dovuto venire a
prendermi perchè nonostante tentassi di ripartire, ogni 10m dovevo fermarmi
bruscamente in preda al panico.
è davvero invalidante, anche perchè per me la
macchina è necessaria per lavorare. Come posso fare? Avrò bisogno
dell'assistenza di uno psicologo o è una cosa che posso risolvere da sola?
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gianluca   |2010-07-28 12:22:44
Gentile Stefania,

da quanto scrive lo sbandamento vissuto ha avuto una certa
incisività, se nell'attualità Le rende difficile tornare alla guida.
Inoltre
racconta che quando si mette al volante, ha la sensazione che la
macchina sbandi a sinistra, tanto che Lei stessa si ritrova a
"controbilanciare" questa tendenza, ritrovandosi con il busto spostato
verso destra.
Da quanto scrive ha cercato di risolvere correttamente questa
situazione, riuscendovi tuttavia solo
parzialmente (per ora l'autonomia è di
circa 10km) e il risultato ottenuto non
è per Lei soddisfacente, dato che
descrive la situazione come invalidante.
Forse, riprendendo le Sue parole,
"l'assistenza di uno
psicologo" potrebbe esserLe utile a raggiungere il
Suo obiettivo.

La
saluto cordialmente,

Dott. G. Franciosi
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Monica  - Si supera davvero?   |2010-07-01 23:29:34
Buonasera ho 35 anni, la patente da 7 e non guido da 4 ho sempre avuto paura di
guidare, andare in bicicletta, pattinare, sciare... ma quando il mio compagno
che è morto 4 anni fa si è ammalato di tumore ho deciso di provare a prendere
la patente, il percorso iniziato positivamente non mi ha però portato a vincere
la paura di guidare. Sto facendo un percorso di psicoterapia da quasi tre anni
iniziato per superare il lutto del mio compagno ma ora vorrei abbandonarlo
perchè tanto non riesco a superare le mie paure cos'altro potrei provare?
Grazie per il suo consiglio
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gianluca   |2010-07-28 18:25:26
Gentile Monica,

il percorso che ha iniziato e che sta portando avanti da tre
anni è scatrito dalla necessità di "metabolizzare" il lutto del Suo
compagno. Presumo che -in questo periodo- possa avere anche affrontato la
questione relativa alle Sue paure. Tuttavia queste non sono state il punto
focale dell'intervento. Probabilmente la cosa migliore è affrontare apertamente
la questione con il Suo terapeuta: portare le proprie perplessità circa la
prosecuzione della terapia e manifestare la necessità di affrontare in maniera
più approfondita le Sue paure sono rischieste assolutamente lecite. La
psicoterapia (indipendentemente dall'orientamento della stessa) è comunque
sempre una relazione tra due persone ed è quindi necessario che entrambe si
esprimano in piena libertà.

La saluto cordialmente,

Dott. G. Franciosi
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patrizia  - panico   |2010-07-03 15:10:30
Caro Dottore, ho 38 anni e ormai da 20 ho la patente. Mi è sempre piaciuto
guidare e senza alcun problema sia da passeggera che non, portando qualsiasi
tipo di auto in qualsiasi situazione, da sola o in compagnia. Nel 2005 sono
caduta in un burrone a strapiombo sul mare con un motorino e nei pochi secondi
del volo ero certa di non potercela fare...invece eccomi qui.Uno shock
fortissimo poichè olptretutto mi trovavo al di là dal mondo in vacanza da
sola.Rientro immediato per intervento al gomito unica parte rotta...dopo una
settimana con braccio ingessato ero su un'aereo per amsterdam....in seguito ho
fatto altri viaggi in auto,in aereo per varie mete...volta per volta mi sono
resa conto di avere delle paure mai avute come vertiggini, terrore nel trovarmi
su strade con tornanti e vedermi in alto con panorami mozzafiato, panico in
aereo...ad oggi dove mi rendo conto che da sola non ce l'ho fatta e non posso
farcela a dominare questo stato mentale che è sicuramente peggiorato.Oltretutto
si è intensificato nel momento in cui nel 2006 è nato mio figlio.Oggi molto
più da passeggera mi viene persino difficile fare un tratto breve di
autostrada. Non è possibile e voglio combattere e vincere questi stressanti
panico ansia e paura;può gentilmente suggerirmi a chi rivolgermi?Grazie
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gianluca   |2010-07-28 18:39:25
Gentile Patrizia,

molto spesso si ha la sensazione che i traumi siano stati
superati: si raccontano senza problemi piccole e grandi tragedie che ci hanno
riguardato in passato come fossero episodi ormai sepolti. La Sua esperienza
mostra invece come il "seppellire" (cosa che peraltro facciamo tutti!)
non sia la soluzione che -nel lungo periodo- risulti essere più efficace. La
Sua richiesta di aiuto mi giunge particolarmente decisa e la motivazione al
cambiamento è senza alcun dubbio l'"ingrediente" essenziale per un buon
percorso psicologico.
Per quanto concerne il "chi", esistono diversi
elenchi di colleghi che può tranquillamente consultare online (per gli
indirizzi consulti la sezione "WebLink" di questo sito). Il consiglio
che generalmente fornisco a chi intende iniziare un qualsivoglia tipo di
percorso psicologico, è quello di consultare sia un collega, sia una collega:
sembra un dettaglio futile, ma non lo è.

La saluto cordialmente e Le faccio
i miei migliori auguri.

Dott. G. Franciosi
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Anonimo  - la mia storia   |2010-07-13 18:05:22
Quando avevo 6 anni mio cugino morì in un incidente stradale, poiché un
automobilista si immise contromano in autostrada. Quando mia madre ricevette la
notizia io ero lì me lo ricordo come fosse adesso incominciò un pianto
dirotto..Poi invece quando ne avevo 8 un mio compagno all’uscita di scuola è
stato investito sulle strisce pedonali… Ho sempre rimandato il prendere la
patente.. perché questi 2 episodi volente o nolente mi hanno segnato..

Tuttavia l’anno scorso a 27 anni compiuti ho deciso di iscrivermi a scuola
guida. Superata la teoria ho incominciato le lezioni pratiche. Il mio istruttore
come tutti voi d’altronde che fate questo mestiere è preparatissimo..
Solo
che per me è stato davvero molto faticoso..
..A parte la prima lezione in cui
l’istruttore mi ha detto la meccanica, la pedaliera, dalla seconda siamo
andati subito in strada… è stato molto impegnativo anche perché fin da
questa seconda guida lui ha preteso il massimo..Io subito gli ho detto che non
avevo mai guidato.. Devo essere sincera immaginavo che per strada si andasse
gradualmente.. e che per lo meno prima si insegnasse a tenere il volante..
Comunque ogni volta che finivo lezione.. Mi sentivo proprio giù.. ho sempre
pianto..La legnata me l’ha data la quinta lezione dicendomi che ero lenta a
capire e che non mi impegnavo.. Per me è stato brutto sentirmi dire una cosa
del genere.. Perché per quanta fatica e preoccupazione avessi ci stavo davvero
mettendo il massimo.. Quello su cui ho faticato davvero era il fatto che mi
chiedeva di fare le cose e di farle come le avrei fatte poi se c’era da
correggere le correggeva ex post.. a titolo di esempio vi racconto quello che
e’ successo al primo parcheggio (unico caso insieme all’inversione in tre
tempi nella quale mi ha detto prima come si faceva) una volta effettuato mi fa
“va bene ora fai inversione..” Io ho iniziato da dov’ero a portare tutto
il volante a sx ecc,, mi guarda e fa..”se non ti prendi spazio come pretendi
di uscire???” … Io non ho mai risposto anche perché la lingua e la gola mi
si seccavano talmente che più che le scuse non mi uscivano....ma mi domando
come potevo arrivarci..o se dovevo arrivarci…solo che per quanto rispetti la
sua professionalità davvero alle volte mi sono sentita inadeguata…
Non mi
sono mai sentita padrona del mezzo… Molte volte sono stata sul punto di
mandare tutto all’aria… Per quanto tutte le volte in cui facevo cose giuste
per es come fermarmi per far attraversare i pedoni ed altro mi ha sempre detto
brava, va bene…Poi due lezioni prima dell’esame mi ha detto che andava bene
che avevo corretto vizi ed errori.. … Nonostante questo ho sempre creduto che
in realtà lui non sia mai stato soddisfatto né io sono mai stata soddisfatta
di me stessa…. E questo non lo dico così per dire ma a titolo di ragione
perché tutte le volte in cui il fratello(titolare dell’autoscuola) chiedeva
di quel o quell’altro allievo non ha mai dato giudizi positivi..Mi rendo conto
anche essendo che è 18 anni che fa quel mestiere sa benissimo se se passi o
meno l’esame.. e i suoi giudizi erano tutti fondati ed esatti..Comunque ad
aprile dell’anno scorso mi ha iscritto alla prova pratica per sfruttare le due
possibilità. La prova è andata male nel senso che l’esame l’ho compromesso
in partenza perché non mi sono girata bene per visualizzare l’angolo morto mi
ha fatto accostare, ripartire.. Poi ho guidato ancora un po’ e siamo ritornati
al punto di partenza.. Oltre all’angolo morto l’esaminatrice mi ha
contestato una precedenza..
Quando poi dopo una 15 di giorni sono ritornata a
lezione mi guarda e fa”non hai mai sbagliato in partenza salvo le prime
lezioni hai sempre fatto bene! Mi spieghi cosa è successo??” Poi mi fa“ la
precedenza era una distanza ambigua..si poteva passare come no..” poi ha
aggiunto “ vi siete fatte bocciare in tre…tu non hai mosso la testa..
l’altra le tremavano le mani.e non controllava il volante... l’altra ha
spento sei volte il motore..”
Io allora gli ho spiegato che “Le mie
compagne si sono agitate perché hanno visto che gli altri esaminandi predevano
una strada che a lezione non avevamo fatto mai.. Io ho detto loro che poco
importava bisogna sapersi muovere dovunque.. io comunque non mi sono agitata per
quello e che non vedevo proprio l’ora di andarmene.. perché non mi sentivo
pronta” allora lui ha replicato “va bè migliorerai e ti perfezionerai in
questo mese” Comunque poi ho fatto ancora 5 lezioni e mi avevano detto che
l’esame sarebbe stato il giorno martedì 12 maggio il venerdì precedente
siamo andati in un'altra zona esame coperta da un'altra autoscuola perché loro
non avevano disponibilità prima che mi scadesse il mio foglio rosa..
Siamo
andati in una zona abbastanza trafficata….poi siamo tornati in autoscuola.

La sorpresina… mi telefonano in ufficio alle 15 del lun 11 maggio dicendomi
che si erano sbagliati e che l’esame era alle 16..e che dovevo correre in
autoscuola..per fortuna la dirigente del mio ufficio dove facevo uno stage mi ha
fatto uscire.. sono passata per ultima… tutte le ragazze dell’altro
istruttore salivano su l’auto del mio istruttore perché li seguivamo una
ragazza dopo l’esame telefona ai suoi dicendo che finalmente dopo 4 tentativi
lo aveva passato.. Il mio istruttore ridendo mi fa “visto c’è chi e’
peggio di te..” io ho annuito.. volevo essere dovunque fuorché in
quell’auto..le due ragazze prima di me son state bocciate una per 2 mancate
precedenze (sempre su svolte a sx) e l’altra perché in fase di parcheggio è
proprio salita sopra al marciapiede....Poi è venuto il mio turno..cerco proprio
di concentrarmi di prestare la massima attenzione…in fase di parcheggio una
volta che mi sono affiancata e superata la metà dell’auto ho girato il
volante a dx girando la testa facevo davvero fatica a vedere l’angolo che da
sempre è stato il mio punto di riferimento nei parcheggi.. perché la
passeggera-esaminatrice mi copriva il mio angolo questo mi ha condizionato
perché un po’ guardavo il fanale dell’auto dietro cui stavo parcheggiando
per capire la distanza è un po’ quello comunque ho toccato poco il
marciapiede…me lo ha fatto ripetere ed è andato bene.. Comunque mi ha fatto
firmare e tutto..
Tuttavia, ho guidato poco dopo aver preso la patente poi a
luglio dell’anno scorso mio padre mi fa” dai fai una guida lunga così ti
abitui a guidare a lungo” (da premettere mio padre non sa di questa mia paura)
allora per accontentarlo sono andata di controvoglia (come di controvoglia ho
guidato con a fianco mio padre nei due mesi successivi) …nella guida lunga ho
fatto un po’ di fatica perché due ore nell’ora di punta son davvero
stressanti.. quello che mi ha turbato nell’ultima guida (quella lunga) è
stata un’affermazione del mio istruttore.. mi son sempre fermata a lasciare
passare i pedoni.. e lui prima di salutarmi mi fa.. “eh eh comunque non c’è
bisogno che ti fermi per far attraversare i pedoni sulle strisce tanto l’esame
lo hai dato..” io l’ho guardato e ho replicato” ma scherzi?” “no, non
scherzo”.. questa frase mi ha fatto proprio male.. anche per quello a cui da
piccola ho dovuto assistere..
Ribadisco non lo critico.. anche perché lui non
sa nulla di quello che mi è accaduto da piccola..
Tuttavia siccome non posso
proprio commettere errori, non si devono commettere errori.. fintantoché non
sarò sicura di non farne preferirei non guidare.. non dico e non escludo che in
un futuro riprenderò ma ora proprio non ci riesco,, Davvero.. Per quanto mi
sforzi per me è faticoso il traffico e la confusione. È un qualcosa che non
riesco a superare e la colpa è solo mia …dopo di che non ho più guidato.. a
mio padre ho detto semplicemente che non mi va di guidare perché preferisco poi
guidare quando avrò i soldi per comprarmene una che sarà tutta mia..per
fortuna non ha insistito magari lei ha dei suggerimenti da darmi..non so spero
di sì..
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gianluca   |2010-07-28 18:56:13
Gentile Anonima,

ricordo come una volta vigesse la convinzione secondo la
quale, per insegnare ai bambini a nuotare, li si buttasse in acqua, secondo il
motto: "Una volta in acqua l'istinto lo/la farà nuotare". Questo
accadeva una volta e non sempre funzionava. Questo è, per sommi capi, quanto ha
fatto il Suo istruttore di guida: approccio severo e in strada fin da subito. Ha
funzionato? Non subito, tanto che Lei, in sede di primo esame, ha commesso
errori che non aveva mai commesso (se non all'inizio) e -direi- imputabili
all'agitazione. Alcuni potrebbero definire questa "agitazione" come
"ansia da prestazione": la paura di commettere degli errori non aumenta
la soglia di attenzione (raggiungendo quindi l'obiettivo), ma manda la persona
nel caos più completo (fallimento).
Nel Suo racconto mi ha colpito molto una
Sua convinzione: "Tuttavia siccome non posso proprio commettere errori, non
si devono commettere errori.. ". E' proprio così?
Molto spesso, la causa
di molte situazioni di disagio sono alcune nostre convinzioni.
Le consiglio di
leggere l'articolo "Pensieri e Emozioni" che ho scritto e che potrà
trovare in questo sito. Spero che il mio suggerimento Le possa essere
d'aiuto.

La saluto cordialmente,

Dott. G. Franciosi
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Roberto   |2010-07-27 11:15:22
Ho la patente da quando ho ventisette anni, quindi tardi rispetto ai miei
coetanei, ho sempre passato la teoria, ma sono stato bocciato tre volte alla
pratica prima di conseguire la patente.
Ho preso lezioni fino ad una decina
d'anni orsono, almeno un centinaio di guide, a volte guidando bene, tanto che
diversi istruttori mi dissero che l'unica cosa da fare era andare in strada. Ho
più di quarant'anni, oramai e avevo rinunciato a questo e ad altre cose fino a
quando un anno e mezzo fa mi sono innamorato di una ragazza più giovane di me,
di quindici anni.
Lei non comprende questa mia disabilità, adesso dopo più di
un anno si è decisa a farmi guidare la sua automobile. Adesso è una settimana
che ho ripreso anche perchè gli scontri erano sempre più vivaci e per me
intollerabili. Domenica con lei al fianco avrò guidato per quasi due ore ma non
la sento una cosa mia, nel contempo ho paura di perderla anche se lei mi fa
pesare questa ed altre mie imbranataggini in maniera insopportabile.Andando al
nocciolo della questione, ho fatto due anni di psicoterapia che mi hanno
permesso dopo i trentacinque anni di andare via di casa e di creare dei legami
affettivi anche se con personalità conflittuali, a volte mi sembra di fare da
punging ball. Comunque, prima di salire in macchina, ho una forte ansia tanto da
dover respirare forte e i miei primi passi sono sempre imbranatim questo mi
succede anche in altre attività che so fare indubbiamente meglio, devo
sbagliare anche grossolonamente per potermi concentrare, per la prima volta
domenica sono andato sul raccordo, anche se per sbaglio. Solo che domenica è
stato un inferno, la mia lei mi ha insultato tutto il tempo, la pazienza non è
il suo forte, forse neanche la dolcezza. Io mi mortifico ma vengo rimproverato
di non mettercela tutta e che essendo intelligente non riesce a comprendere come
io non riesca a farlo. Aiuto!
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gianluca   |2010-07-28 19:34:18
Gentile Roberto,

come sottolinea Lei, il percorso di psicoterapia intrapreso
Le ha dato la possibilità di conquistare tappe importanti verso la propria
autonomizzazione: andare via di casa e instaurare legami affettivi, seppur con
persone che Lei stesso definisce come "personalità conflittuali". Dalla
Sua attuale situazione mi sembra di comprendere che però ci sia ancora del
lavoro da fare, poichè vivere un inferno come quello che racconta essere
successo domenica, non farebbe bene a nessuno e pertanto mi chiedo cosa ha
interrotto il percorso psicoterapico che ha dato frutti così importanti. Il Suo
amore per la Sua compagna è senz'altro più forte dei rimproveri e degli
insulti, ma questi ultimi non sono -auspicabilmente- gli ingredienti di una
relazione sentimentale.

La saluto cordialmente,

Dott. G. Franciosi
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Roberto  - La psico-terapia ha un costo molto elevato   |2010-07-29 11:34:34
Egregio Dr. Franciosi,

purtroppo la psico-terapia è stata importante ma
costosa per le mie tasche.
Con uno stipendio di mille e duecento/trecento euro,
pagare un affitto medio di 600 euro e una terapia di 300-350 al mese per due
anni riduce le finanze al lumicino, avrei voluto continuare da un lato e
dall'altro c'eravamo però dati una scadenza più o meno vicina ai due anni con
il mio terapista (abbiamo concluso nel 2007)poi un cambio di lavoro, ancora di
casa, troppo lontano dai miei affetti, dal mio quartiere e non guidando ...
Anche se in seguito ho provato a prendere contatti anche con il CIM per
verificare l'ipotesi di riprendere un percorso con una struttura pubblica ma
dopo una valutazione mi è stato risposto che c'erano casi ben più gravi e mi
hanno augurato buona fortuna e quindi continuo tenendo a mente e nel cuore
quanto appreso in analisi. Quindi spesso la mia terminologia risente del mio
percorso e di quanto leggo sui siti di psicologia.
Cordiali saluti
Rispondi | Cita
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Giggi  - Paura di investire qualcuno e non accorgermi   |2010-07-30 18:16:03
Salve, sono un ragazzo di 22 anni,grande apassionato della guida, possiedo la
patente della moto da 6 anni, e quella dell'auto da 4 anni, non ho mai avuto
alcuna paura di guidare, anzi tutt'altro, ho sempre sognato nella vita lavori
ove si stava continuamente alla guida, tutto questo fino a poco tempo fa,
improvvisamente mi è iniziata questa paura di investire qualcuno alla guida
dell'auto e non accorgermi di quanto accaduto, incappando in conseguenze legali
e questo mi porta a ripercorrere la strada per vedere se è successo qualcosa.
Il tutto è iniziato a mio parere perchè sto vivendo un periodo abbastanza
stressante a causa del fatto che non trovo un occupazione, ultimamente ero
abbastanza depresso e alla fine come in altre occasioni passate i periodi di
stress sono scaturiti in paure o fobie. Sono coscente che sono solo paure
infondate ma non riesco a superarla, nonostante ho una gran voglia di farlo in
quanto mi ostacola fortemente nella vita..
Saluti
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