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pre-adolescenza: osservazione comportamentale

Osservazione comportamentale durante la pre-adolescenza: presentazione di uno studio longitudinale
 Il presente articolo si propone di illustrare le ultime evidenze scientifiche relative allo sviluppo delle capacità cognitive nell’arco del periodo dell’adolescenza al fine di chiarire come si modifichino determinate aree cerebrali, soprattutto di quelle in grado di processare informazioni relative alla piacevolezza/spiacevolezza di determinati stimoli.
 

 

L’adolescenza è un periodo della crescita della persona che pone a confronto con importanti richieste a livello di interazione con gli altri e di elaborazione delle norme sociali. Nello studio esposto nel presente articolo si è voluto misurare longitudinalmente lo sviluppo dell’attività cerebrale in relazione all’azione agita dall’adolescente nel contesto sociale ed alla sua cognizione legata alla società.
Così come altre funzioni cognitive, anche la cognizione sociale è soggetta ad un percorso di sviluppo maturativo dall’infanzia all’adultità. L’adolescenza è una cruciale fase di sviluppo in questo processo, in quanto caratterizzata da una parte dalla ricerca di sensazioni forti e dalla sfida del rischi se considerata dalla prospettiva di un adulto (Steinberg, 2008); dall’altro canto, gli adolescenti mettono in moto un cambiamento radicale dall’impulsività propria dell’infante ad un maggior controllo emozionale e comportamentale (Kuhn, 2009).
L’adolescenza è anche l’età della ricerca dell’indipendenza da coloro che fino ad allora avevano costituito un punto di riferimento e di guida ed è il periodo in cui si spende molto tempo con i propri coetanei. In un momento in cui si inizia a pensare agli altri in maniera multidimensionale ed astratta (Eisenberg, 2009), l’influenza dei coetanei sul proprio comportamento viene ad intensificarsi durante l’adolescenza.
Nello studio condotto da Shaw e coll., sono state condotte quantificazioni dell’intensità del piacere provato attraverso meta analisi finalizzate a definire le regioni cerebrali coinvolte in tale processo sulla base dell’osservazione del comportamento di un network di adulti. Utilizzando la risonanza magnetica, sono state esaminate le traiettorie del funzionamento cerebrale in queste regioni del cervello.
L’esperimento condotto consisteva nell’osservazione del comportamento gestuale e dell’espressione facciale dei soggetti sperimentali, in cui l’osservazione veniva condotta in maniera assolutamente passiva ed il soggetto sperimentale doveva mettere in atto un’azione senza senso, in maniera transitiva o intransitiva, con o senza attivazione emotiva.
Lo studio ha riguardato un gruppo di 65 adolescenti, testati per tre volte. Nessuno di loro aveva una storia di disturbi neurologici, psichiatrici, comportamentali o fisici ed erano in perfetta salute.
La condizione sperimentale consisteva in una visione passiva di un video in grado di provocare cambiamenti nell’espressione o nel movimento delle mani dei soggetti cos da esprimere rabbia o un’emozione neutra. I movimenti delle mani che sono stati osservati comprendevano prendere, manipolare o lasciar cadere otto diversi oggetti. Le azioni che rivelavano rabbia differivano da quelle neutrali solo per la velocità del movimento.
Dato che non esistono altri studi che abbiano esaminato lo sviluppo dell’attività cerebrale in risposta all’osservazione del comportamento di una persona, i risultati dello studio qui esposto possono essere considerati quanto mai avanguardistici. Shaw e coll. hanno infatti scoperto,utilizzando questo approcci, traiettorie quadrangolari nell’area fronto- parietale cerebrale in grado di dimostrare uno sviluppo morfologico ad esse correlato. In sostanza, l’attività cerebrale osservata è risultata coordinata rispetto allo sviluppo della materia grigia negli adolescenti, denotando come la cognizione sociale sia influenzata in questo caso dal particolare periodo di sviluppo dell’organismo stesso[1].

dott.Gaia Della Torre




[1]Daniel J. Shaw1, Development of the action observation network during early adolescence: a longitudinal study, School of Psychology, University of Nottingham, December 2010.
 

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