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Che cos’è la psicoterapia?

psicoterapiaCHE COS’E’ LA PSICOTERAPIA?

Con il termine psicoterapia si fa generalmente riferimento ad una serie di processi che inducono un cambiamento nell’individuo. Tra i vari approcci esistenti quelli attualmente più conosciuti ed utilizzati sono:

–   L’approccio Cognitivo-Comportamentale;

–   L’approccio Psicodinamico;

–   L’approccio Sistemico-Relazionale;

–   L’approccio Interazionista.

 

PSICOTERAPIA COGNITIVA-COMPORTAMENTALE

Tale approccio è molto utilizzato nel trattamento di alcuni Disturbi d’Ansia come agorafobia con/senza attacchi di panico, fobie, disturbo post-traumatico da stress, disturbo ossessivo compulsivo.

Secondo tale linea di pensiero le risposte comportamentali ed emotive attuate dall’individuo dipendono dal significato che egli attribuisce allo stimolo; l’intervento terapeutico è centrato sull’individuazione dei pensieri disfunzionali e irrazionali, la loro messa in discussione e la loro sostituzione con pensieri alternativi razionali e funzionali. Accanto alle tecniche strettamente cognitive ne vengono utilizzate delle altre di stampo comportamentale che mirano ad abbassare le quote d’angoscia e rendere la persona più accessibile; alcuni esempi sono l’immersione graduata nelle situazioni ansiogene, il decondizionamento verso gli stimoli traumatici e il ricondizionamento positivo verso essi (desensibilizzazione sistematica verso gli stimoli ansiogeni).

PSICOTERAPIA PSICODINAMICA

Nell’approccio Psicodinamico rientrano quattro modelli:

  1. Il modello strutturale delle pulsioni (Freud) che concettualizza il mondo intrapsichico in conflitto tra le tre istanze – Es, Io, SuperIo – le quali generano angoscia che a sua volta porta all’attuazione di difese che generano il sintomo.
  2. Il modello delle relazioni oggettuali (Klein) secondo il quale le pulsioni emergono nel contesto di una relazione e non possono mai essere separate da essa; le relazioni interpersonali si trasformano in rappresentazioni interiorizzate di relazioni.
  3. Il modello della psicologia del se (Kohut) secondo il quale le relazioni esterne – persone che svolgono il ruolo di oggetto se – aiutano la persona a mantenere l’autostima e la coesione del se; il trauma sarebbe generato da una madre che non ha assecondato i bisogni narcisistici di rispecchiamento  e idealizzazione del figlio.
  4. La teoria dell’attaccamento (Bion) sostiene che un attaccamento sicuro porta il bambino a sviluppare dei modelli operativi interni delle relazioni – teoria della mente, capacità di mentalizzazione – e che egli è alla continua ricerca di uno stato fisico di vicinanza con la madre-oggetto che ne garantisce la sicurezza e la sopravvivenza.

Gli obiettivi di un intervento Psicodinamico sono favorire un processo di consapevolizzazione e rielaborazione delle tre istanze, favorire il processo di separazione-individuazione attraverso il consolidamento di un oggetto buono interno, favorire una rappresentazione del se stabile organizzata coerente e integrata.

PSICOTERAPIA SISTEMICO-RELAZIONALE

E’ un intervento centrato sull’analisi delle regole esplicite ed implicite del sistema (ad esempio la famiglia) e non dell’individuo; non è l’individuo che viene trattato ma tutto il sistema perché si ritiene che cambiandone le regole si possa estinguere il sintomo in quanto il sistema non avrà più bisogno di un capro espiatorio. Esistono tre tipi di sistemi familiari:

  1. La famiglia funzionante, ha la capacità di adattare le regole al ciclo vitale pur mantenendosi internamente unita e con un entità definita.
  2. La famiglia invischiata, centripeta con una confusione e un ipercoinvolgimento tra i membri e dove il mondo esterno è percepito come una fonte di pericolo.
  3. La famiglia disimpegnata, centrifuga con mancanza di intimità sostegno e comunicazione, aperta agli scambi con l’esterno ma carente di coesione interna.

Gli obiettivi terapeutici riguardano: la sostituzione delle regole disfunzionali con delle nuove adatte alla fase del ciclo vitale, il favorire lo svincolo e l’individuazione dei membri del sistema, il promuovere una costruttiva gestione della crisi verso un nuovo equilibrio basato su nuove regole funzionali, il facilitare una comunicazione chiara e diretta con scambi all’interno e all’esterno del sistema, favorire il raggiungimento di un equilibrio tra il bisogno di appartenenza e quello di differenziazione e libertà.

PSICOTERAPIA INTERAZIONISTA

La Psicoterapia Interazionista è l’insieme dei metodi e delle tecniche psicologiche che utilizzano i procedimenti relazionali e comunicativi atti a modificare:

  1. Il sistema di costrutti personali e relazionali, cognitivi e percettivi, emotivi e linguistici, che generano problemi sintomatici, di difficoltà interpersonali e di sofferenza soggettiva;
  2. I modi di agire disfunzionali rispetto a se stessi, agli altri e al mondo, a partire da contesti culturali, sociali e relazionali.

I metodi e le tecniche fanno riferimento a protocolli di intervento che utilizzano tecniche semiotiche e narrative, interattivo strategiche, olistico somatiche, nelle quali sono utilizzati procedimenti comunicativi adeguati a modificare l’organizzazione degli schemi relazionali, le rappresentazioni di se, le narrazioni personali, la gestione dei propri problemi e i relativi costrutti di senso e significato. Il modello proposto è pluralista, nel senso che assume un atteggiamento di apertura teorica e disciplinare integrando, in un costante processo di crescita e di verifica, le prospettive e le pratiche della psicoterapia compatibili sul piano epistemologico e del metodo.

Lo Psicoterapeuta Interazionista è in grado di utilizzare metodi e tecniche atte a cambiare schemi e forme di pensiero, stati e processi emotivi, abitudini e comportamenti ritenuti disfunzionali sul piano soggettivo e dell’adattamento sociale; in virtù della formazione e del modello operativo, è in grado di trasferire le proprie conoscenze oltre che nel campo clinico anche in altri contesti quali quello delle organizzazioni o nelle istituzioni.

 Di Claudia Negretto

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