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Disturbo ossessivo compulsivo (DOC)

Il Disturbo ossessivo compulsivo si caratterizza per la presenza di ossessioni e di compulsioni.

Le ossessioni sono fenomeni mentali che si intromettono nella mente del paziente contro la sua volontà, senza che egli riesca in alcun modo di impedirlo. Esse possono comprendere ricordi, impulsi, immagini, fantasie, parole o frasi, emozioni, idee, ovvero un’ampia gamma di fenomeni accomunati dal fatto di presentarsi ossessivamente nella mente del paziente, in modo inevitabile e intrusivo.

Le compulsioni sono dei riti mentali o comportamentali, comprensibili e dotati di senso solo per il soggetto che li mette in atto, che hanno la funzione, il più delle volte illusoria, di alleviare l’ansia provocata dalle ossessioni.

Alcuni esempi dei gruppi di ossessioni più frequenti sono quelli di contaminazione, di ordine e simmetria, di controllo ripetuto, di colpa e di nocumento (nuocere agli altri).

I pazienti che ritengono di essere contaminati o sporchi, provano disgusto o hanno il timore di contrarre malattie e mettono in atto compulsioni di lavaggio, disinfezione ed evitamento degli stimoli contaminanti.

I pazienti con ossessioni di ordine e simmetria dedicano molto tempo ad ordinare meticolosamente ogni cosa, con parametri di cura e precisione che cedono ampiamente quelli comunemente adottati dalla maggior parte delle persone.

I pazienti con ossessioni di controllo, effettuano numerose verifiche delle azioni compiute, come se ogni volta si dimenticassero di averle già portate a termine. Possono verificare molte volte di aver chiuso la porta di casa, il rubinetto del gas, la portiera della macchina, modificando anche significativamente i propri programmi pur di avere l’opportunità di effettuare tali verifiche.

I pazienti con ossessioni di colpa e nocumento temono di aver messo in atto comportamenti dannosi per gli altri, possono pertanto controllare più volte di non averli realmente messi in atto, oppure, specie quando si tratta di danni provocati dai propri pensieri (e dalle azioni) ricorrono a rituali di annullamento, ovvero altri pensieri e azioni che, secondo le loro particolari credenze, sono in grado di annullare gli effetti dannosi potenzialmente creati (pensiero magico).

Dr. Lorenzo MAGRI

Psicologo

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