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Fobia sociale e Timidezza
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Dipinto della timidezzaE’ molto importante distinguere un quadro di fobia sociale (ansia sociale) da uno di semplice timidezza. La ricerca non è ancora concorde se ritenere l’ansia sociale come un’espressione estrema della timidezza (e quindi considerare le due condizioni lungo un continuum, differenziate solo da fattori quantitativi) oppure se considerare ansia sociale e timidezza come due condizioni diverse con aree di sovrapposizione ed in particolare intendere la timidezza come un costrutto più ampio della fobia sociale.

Un recente studio ha analizzato le differenze tra le due condizioni, mostrando le minor performance sociali dei soggetti con ansia sociale, in particolar modo nel parlare in pubblico.

Ma ecco un esempio di come appare la vita di una persona affetta da disturbo da ansia sociale:

 La signorina Fortunata,  impiegata di 35 anni, vive con la madre ed il fratello. Si presenta in ambulatorio psicologico sotto consiglio del proprio medico per un problema di abuso d’alcol associato ad una sintomatologia depressiva...

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Paura di guidare: l’amaxofobia
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La paura di guidare può configurare un disturbo chiamato amaxofobiaPaura di guidare ? Il sogno di Henry Ford sembra essersi quasi avverato. Ormai gran parte della popolazione occidentale possiede un’automobile e, col passare del tempo, questa diventa sempre più indispensabile, sempre più presente nelle nostre vite. Sopratutto in città trafficate, come i grandi centri Italiani, il tempo passato nelle nostre scatole a quattro ruote aumenta sempre di più. Il rischio di incidenti stradali, le spese per l’acquisto, la manutenzione, l’amministrazione dell’auto, sembrano non essere sufficienti ad allontanarci da quest’oggetto che diventa sempre più raffinato, sempre più sofisticato, sempre più a misura d’uomo. Siamo talmente attaccati a questi marchingegni, che adesso non sono più semplicemente dei mezzi che ci consentono di spostarci con relativa indipendenza da un punto A ad un punto B; diventano Status Symbol, oggetti di tendenza, dimostrazione di stile e buongusto. Molteplici sono i livelli in cui siamo stati influenzati e cambiati da questa invenzione.
Immaginate dunque cosa voglia dire essere impossibilitati ad usarla.
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Personalità e ricerca di sensazioni forti: Novelty Seeking
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Personalità ad alta Novelty Seeking









Tra i diversi approcci allo studio della personalità e delle differenze individuali riveste particolare interesse il modello di Cloninger. Egli individua in particolare tre dimensioni quantitative del temperamento ereditabili geneticamente e influenzate dai neurotrasmettitori cerebrali, e tre tratti del carattere dipendenti dalle esperienze vissute. Un nuovo studio statunitense suggerisce che le persone alla continua ricerca di novità e sensazioni forti abbiano un’anomalia nella regolazione del rilascio di dopamina, trasmettitore attivato in situazioni legate al piacere, come l’assunzione di cibo, l’attività sessuale ed anche l’assunzione di stupefacenti come la cocaina.

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Manie di Persecuzione: un caso clinico
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Manie di persecuzione: il caso di Fabio - Fabio (il nome è di fantasia) è un ragazzo di 21 anni che si è allontanato dal gruppo di coetanei, e il cui isolamento preoccupa un po’ i genitori, che vorrebbero portarlo da uno psicologo, anche a fronte di altri segni di disturbo psicologico: frequenti abbuffate, scatti d’ira, aggressività fisica e verbale.

Ha una buona intelligenza, a giudicare dai voti universitari e secondo il parere dei coetanei, ma evidenti problemi legati ad aspetti emotivo - affettivi.

 

Cosa è successo a Fabio, che è sempre stato un ragazzo sereno, socievole e positivo?
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L'anoressia maschile
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La letteratura scientifica sui disturbi alimentari si è prevalentemente concentrata su anoressiche femmine rispetto all’anoressia maschile. Nonostante non esitano ancora ricerche precise riguardo al numero i maschi che soffrono di queste patologie sembra che, all’interno della popolazione di affetti da disturbi alimentari, questi siano all’incirca il 7%. Una percentuale bassa ma non trascurabile. L’interesse verso questi pazienti inoltre si è ultimamente innalzato a causa di alcune considerazioni su alcune loro caratteristiche peculiari che potrebbero trarre in inganno psicologi e medici, inducendoli a credere di avere di fronte un soggetto sano. Un recente articolo di Stefanie Teri Greenberg and Eva G. Schoen dell’Università dell’Iowa illustra la recente ricerca in questo campo1.
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