“La tristezza è una delle emozioni più comuni, tutti noi siamo stati tristi dopo traumi, delusioni, infortuni o magari senza un apparente motivo. L’importante è affrontarla e comprenderla. Non esiste una sola storia di una persona triste, tutti noi potremmo essere in una delle tante storie.”  Lorenzo M.

In varie situazioni si può essere “normalmente” tristi, spesso quando si perde qualcosa o qualcuno a cui teniamo, quando perdiamo la stima di qualcuno, un amicizia per noi importante, oppure quando veniamo sconfitti in una competizione, più o meno esplicita, che riteniamo importante vincere. Altre volte non riusciamo esattamente a definire cosa ci abbia provocato tristezza e tendiamo a viverla come qualcosa di estraneo a noi, che ci ha presi come di sorpresa. A volte può valere la pena di indagare meglio, altre volte si tratta di una condizione così transitoria da venire superata “in automatico” senza che sia il caso di dedicarci troppa attenzione.La tristezza ci segnala proprio il valore di ciò che l’ha causata, ci invita a un momento di pausa e riflessione, può essere utile per darsi il tempo di metabolizzare l’accaduto e di valutare se si possa fare qualcosa per recuperare, se l’accaduto comporti un cambiamento magari anche lieve e molto circoscritto della propria autoimmagine, se il tutto si possa inquadrare come qualcosa di marginale e accidentale, di quelle cose che accadono normalmente e che in poco tempo, scomparsa appunto la sensazione di tristezza, non lasciano alcuna traccia di rilievo.  La tristezza fisiologica può essere anche molto forte, ma è qualitativamente differente da ciò che tecnicamente si definisce depressione.

 

Depressione

Emanuela P.  “Ogni volta mi ritrovo a pensare: “E’ tutto così impossibile, senza via di uscita”. Mi chiudo e tutto mi fa piangere.  Al mattino rimarrei a letto, anche quando non ho più sonno non ho nessuna voglia di alzarmi. Penso sempre che la mia vita è un disastro, ma non riesco fare nulla per cambiare e comunque non so nemmeno se ne varrebbe la pena.”

Le caratteristiche che Emanuela sottolinea di sé ci introducono bene a una situazione di tipo depressivo. Non sappiamo da quanto tempo Paola si sente così, ne come fosse la qualità della sua vita in precedenza o se un evento può aver scatenato questo suo modo di vivere. Questi elementi, insieme a una valutazione di fenomeni quali alterazioni importanti dell’appetito e del peso, il rallentamento nel pensare o compiere azioni, la presenza di forte agitazione, senso di colpa eccessivo ed altri, sono alla base di una diagnosi di Depressione Maggiore.

 

Ho sbalzi di umore

Paolo M. “Una settimana mi sento al massimo, conosco tante persone, lavoro a pieno ritmo e non mi pesa niente. Esco ogni sera e mi diverto da morire. Poi d’un tratto non mi interessa più di nulla. Ho solo voglia di stare in casa, da solo. Non mi va di parlare con nessuno, mi sento un’incapace e mi sembra di non riuscire a far nulla.”

 

Gli sbalzi di umore possono presentarsi in presenza di fatti importanti che influenzano comprensibilmente l’umore, in presenza di piccoli fatti che tuttavia sembrano influenzare profondamente l’umore, oppure in maniera apparentemente del tutto scollegata dalle situazioni che si stanno vivendo.
Un elemento importante per capire di cosa si tratta è valutare i tempi i la frequenza con cui questi cambiamenti avvengono.
Se essi avvengono più volte nell’arco di una giornata o di pochi giorni è il caso di valutare, oltre alle cause, il grado di confidenza con le emozioni e quanto si riesce a regolarle e gestirle.
Se sono legati prevalentemente a ciò che avviene con persone importanti come un familiare, il partner o un caro amico sarebbe utile acquisire più elementi sulle dinamiche relazionali in questione.
Se gli sbalzi avvengono invece in fasi della durata di settimane o mesi, può essere il caso di valutare la presenza di “bipolarismo” o ciclotimia.

 

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