Luigi B. “L’ho chiamata almeno quattro volte. Quattro capisce? Non una risposta, oddio in realtà una, ma dopo un’ora. Ho pensato subito al peggio, prima che fosse successo qualcosa di grave. Poi che non volesse più vedermi. E non è che ne avessi motivo. Avevo solo paura che fosse così. Finita. Lei era solo in riunione. E io avevo il cuore a mille e non riuscivo a pensare ad altro.” 
L’ansia ha normalmente la funzione di motivare all’azione e mantenere un livello di attivazione ottimale ad affrontare le circostanze che la causano. Essa in genere è rivolta soprattutto al futuro, immediato o lontano.
L’ansia può essere percepita rispetto ad uno specifico evento, ma anche come un’emozione diffusa, senza un’unica e specifica causa. Infatti, può essere generata da molteplici fonti, come dal timore di un insuccesso in una prova considerata importante o di non essere all’altezza di un determinato compito o ruolo. Altre volte è causata dal timore di dispute con persone significative, che possano eventualmente portare a una modificazione in negativo dei legami con esse. Viceversa, legami molto stretti possono a volte causare una sensazione di costrizione. In altri casi l’ansia può presentarsi in modo ubiquitario e apparentemente senza un motivo, creando un disagio significativo.

 

Chiara M. “ Ero appena entrata nel ristorante. Una serata tranquilla, tra amici. Senza pretese. Il posto era piccolo ma con finestre. Carino. Mentre ordinavo da bere ho sentito un peso nel petto, il cuore che pompava all’impazzata, un senso di chiuso e di terrore. Dovevo uscire da lì, subito, non potevo più stare in quel posto mi sentivo in pericolo, pietrificata dalla paura, eppure non avevo nessun motivo.”

 

 

Nel caso in cui l’ansia aumenta fino a determinare una sensazione di paura e terrore, in una situazione in cui un osservatore esterno non rileverebbe alcun pericolo, si verifica il così detto attacco di panico.
Se, invece, il forte intensificarsi dell’emozione provata avviene in presenza di un’oggettiva minaccia che provoca un forte pericolo, l’emozione viene ad assumere il suo ruolo utile, mettendo in atto i sistemi difensivi tipici illustrati nella sezione paura.

 

Un problema comune nelle situazioni di ansia e preoccupazione è l’insonnia. Essa è un fenomeno talmente comune che quasi a ognuno di noi è capitato di sperimentarla. Non riuscire ad addormentarsi la sera, svegliarsi nel cuore della notte e non riuscire a riprendere sonno, svegliarsi un’ora prima della sveglia o qualche decina di minuti prima, tanto da dare per scontato di non riuscire più ad addormentarsi, se si presentano saltuariamente, non vengono in genere considerati un disturbo.
Del resto, qualche ora di sonno perso in una singola notte non causa necessariamente ripercussioni rilevanti nella giornata successiva. Se, tuttavia, questi fenomeni si verificano più spesso, essi possono provocare forte disagio e costituire un disturbo, oppure essere un segnale “di accompagnamento” di una condizione generale di stress, ansia o depressione.
Sia per l’insonnia “primaria”, che per le condizioni che possono provocare insonnia, esistono specifiche terapie psicologiche efficaci nella risoluzione del problema.

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