Lucia R. “…Come se mi sentissi bloccata, su una superficie instabile, come se tutto potesse franare. Come se non potessi fidarmi di nessuno, nemmeno di me.”

Federico D. “… Non riuscivo ad entrare in casa. Il cuore mi batteva in petto, fortissimo. La mia coinquilina sarebbe tornata a breve ma ero terrorizzato dal non poter tornare più a casa mia. Un senso di smarrimento, di paura pura. Eppure ero lì sull’uscio.”


La paura è un’emozione di fondamentale importanza, in quanto in ambienti ostili consente di mettere in atto comportamenti di fuga o, qualora non sia possibile, di predisporsi allo scontro fisico nelle condizioni di massima efficienza e diminuendo temporaneamente la sensibilità al dolore. Infatti il cuore aumenta la sua attività incrementando il flusso sanguigno e consentendo ai muscoli di ricevere grandi quantità di zuccheri e ossigeno e i muscoli si portano in tensione pronti a mobilitarsi.


Qualora questi comportamenti non siano possibili si tende invece ad assumere una postura immobile per farsi notare il meno possibile o, addirittura, si può perdere il tono muscolare fino a sembrare svenuti o morti. E’ evidente che tutti questi meccanismi sono stati indispensabili in ambienti primitivi in cui si poteva facilmente essere vittime di predatori. Ma ai giorni nostri l’individualismo e la competizione per il successo e il ruolo sociale rendono diffuse una serie di nuove pratiche che, seppur non letali e più filtrate cognitivamente, possono senza difficoltà essere definite “predatorie”.


La paura è un emozione con una valenza soggettivamente negativa, focalizzata sul presente, provocata in genere da una causa specifica e che dura solo finché è presente la minaccia stessa. Una paura che raggiunge un’intensità straordinariamente elevate può assumere le caratteristiche di un attacco di panico.  Invece, situazioni di paura molto intensa associate a una sensazione di impotenza – per il fatto che non è possibile sottrarsi in alcun modo a una minaccia all’incolumità propria o dei propri cari, possono dare origine a traumi psicologicamente rilevanti e a quello che viene definito disturbo post-traumatico da stress.


 

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