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Categoria: Psicologia Clinica e Patologie

sigaretta accesa

E’ stato stimato che in tutto il mondo ci sono circa 1.3 bilioni di fumatori e che l’80% di loro vive in Paesi sviluppati. Di conseguenza, si potrebbe dire che più della metà della popolazione mondiale è esposta, direttamente o indirettamente, agli effetti tossici della nicotina.

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INFORMARE LE NEO MAMME SULLA DEPRESSIONE POST PARTUM: NUOVI ORIZZONTI PER PROMUOVERE IL BENESSERE E LA SALUTE DELLE MAMME[1]

Circa il 13% delle neo mamme fanno esperienza di un episodio depressivo nell’arco del primo anno di vita successivo al parto e tra i fattori predittivi possono essere rintracciati un basso livello socio-economico, uno scarso supporto sociale e lo stress (Beck, 2008; Gaynes et al., 2005; O’Hara & Swain, 1996). La depressione post-partum ha effetti molto gravi sulla mamma e sulle sue relazioni, sulla sua capacità di lavorare e funzionare negli altri ruoli sociali, nonché sulla sua capacità di prendersi cura del proprio infante(Logsdon, Wisner, Hanusa, & Phillips, 2003; Wisner, Parry, & Piontek, 2002).

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Disturbo bipolare
Il Disturbo Bipolare consiste in un disturbo mentale che causa rapide ed estreme oscillazioni dell’umore, dell’energia e del funzionamento della persona.
L’articolo evidenzia le differenze cliniche tra uomini e donne che soffrono di disturbo bipolare e analizzare le diverse modalità in cui i due generi rispondono al trattamento farmacologico.

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Smettere di fumare

SMETTERE DI FUMARE: QUALI LE TECNICHE PIù EFFICAci

Partiamo dall’esposizione di una vignetta relativa ad un diffuso problema di ordine clinico. Una donna di 45 anni, sovrappeso, con una storia di depressione visita spesso il proprio medico di base a causa di ricorrenti ed acute bronchiti. Ha iniziato a fumare a 15 anni ed ora fuma dalle 10 alle 15 sigarette al giorno. Ha provato a smettere diverse volte, una delle quali utilizzando i cerotti alla nicotina, ma ha avuto sempre una ricaduta ed ha sempre ripreso a fumare dopo poco. Ora è infastidita dal costo eccessivo delle sigarette ed è timorosa rispetto agli effetti del fumo sulla propria salute e su quella dei propri figli. Tuttavia, è riluttante rispetto alla prospettiva di smettere, anche per paura di non riuscirci. Cosa si potrebbe consigliare in questo caso?

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Ansia e attaccamento

Simpson in panico
I fattori che contribuiscono allo sviluppo di un Disturbo d’Ansia: possibili legami con le relazioni di attaccamento

Il presente articolo espone gli ultimi ritrovati della ricerca relativa ai disturbi di ansia, sottolineando un potenziale legame tra la sintomatologia ansiosa e le prime relazioni di accudimento sperimentate dal bambino. Questo permette di pensare ad una potenziale correlazione non solo genetica di tali disturbi, mettendo in risalto l’importanza giocata in questo senso anche dall’ambiente.

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TRATTARE LA DEPRESSIONE IN PAZIENTI AFFETTI DAL MORBO DI PARKINSON[1]

La malattia di Parkinson è uno dei disturbi neurodegenerativi più frequenti dopo l’Alzheimer, coinvolgendo una percentuale che va dall’1 al 4% delle persone ultraottantenni[2]. Nonostante esso venga definito sulla base di segnali motori, i sintomi che risultano maggiormente invalidanti per i pazienti – e per chi li accudisce – sono quelli psicologici, tra i quali emerge un umore depresso[3].

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L’eziologia della depressione infantile e giovanile è molto complessa e ad oggi ancora non del tutto chiara. I disturbi depressivi possono essere la risultante dell’interazione tra fattori neurobiologici, genetici, psicosociali e sociali. Variabili ambientali e genetiche possono giocare un ruolo fondamentale nello sviluppare questo tipo di disturbi.

E’ stato stimato negli ultimi anni un notevole incremento del consumo di caffeina tra i giovani  e una percentuale pari al 75-98% consuma almeno un caffè al giorno[1]. Tuttavia, solo pochi studi empirici sono stati orientati a determinare un eventuale legame tra il consumo di caffeina e lo sviluppo di disturbi del comportamento e dell’umore tra i giovani[2]. Oltre alle solite bibite contenenti caffeina, si sta sviluppando un ampio mercato di “drink energetici” che sono in grado di stimolare il sistema nervoso centrale e periferico.

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I figli di genitori affetti da depressione maggiore spesso sono a rischio relativamente allo sviluppo di un disturbo depressivo, d’ansia, un deficit dell’attenzione o un disturbo dell’iperattività e l’abuso di sostanze (1,2).

L’elevata prevalenza di questi disturbi in bambini con genitori depressi si può spiegare in parte in termini genetici, ma anche altri fattori, come ad esempio il vivere con una persona depressa o essere esposto frequentemente ad eventi negativi, posso essere osservati in famiglie con conflitttualità, difficoltà socioeconomiche o abuso, e possono aumentare il rischio di una psicopatologia nei bambini.

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La depressione post partum dei padri (DPP) ha ricevuto negli ultimi anni un’attenzione via via crescente.
La nascita di un figlio è un momento di grande gioia, ma comporta anche un cambiamento importante delle proprie abitudini di vita e come tale in alcuni casi può essere vissuta come evento stressante che può compromettere l’equilibrio psicologico di chi è già più vulnerabile. Per questo motivo ho ritenuto interessante evidenziare i dati di una ricerca condotta sui neo papà, che testimoniano come la depressione post partum non sia solo femmina e anzi tenda a manifestarsi nel 4% dei neopapà.
Sono stati ipotizzati alcuni fattori di rischio per la PPD, tra cui una bassa classe sociale e la disoccupazione, una storia passata di depressione ed il fatto di avere un partner con sintomi depressivi. 

 

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Dr. Lorenzo MAGRI

Psicologo

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