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Categoria: Facolta intellettive e cognizione

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Ritrovarsi di fronte ad un aut-aut, sia esso un offerta di lavoro in un’altra città o due eventi importanti che hanno luogo in contemporanea, fa passare a molte persone delle notti insonni e le fa divorare da profondi dubbi: non sempre prendere la decisione giusta e focalizzarsi sui propri desideri risulta così semplice e automatico, e tante volte capita che ci ritroviamo bloccati di fronte ad una scelta semplicemente perché abbiamo paura di commettere un errore. Solitamente più una persona è coinvolta in una situazione e più crescono le incertezze e le ansie relative alla scelta, soprattutto perché non esiste una sola scelta ideale ma il ventaglio può essere molto variegato: decidere significa mettersi in gioco, fare una scelta rinunciando a tutte le altre possibilità, crescere, imparare a guardare dentro se stessi e capire cosa per noi è davvero importante in quello specifico momento della nostra vita.

Molti psicoterapeuti e life coach cercano di aiutare  le persone a “fare le scelte giuste” insegnando loro delle strategie e degli accorgimenti per arrivare a prendere una decisione nel modo più adattivo possibile.

Ad esempio ecco alcune possibili mosse indicate più di frequente da questi “specialisti nel prendere decisioni”:

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Numerosi sono gli studi riguardanti le bugie dei bambini, alla cui base è possibile individuare due principali motivazioni: la prima è inerente il valore pedagogico che ha caratterizzato la psicologia dello sviluppo fin dal suo sorgere (le bugie dei bambini vengono studiate per governarle o prevenirle); la seconda interessa invece l’ambito epistemologico e in questo caso le bugie vengono studiate per comprendere il modo in cui nel bambino si forma la capacità rappresentativa che vede la menzogna come un caso particolarmente interessante di violazione della corrispondenza tra realtà e rappresentazione.

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Esempio di comunicazione non verbale, pollice ok, pollice versoOgni essere vivente comunica con i suoi simili tramite la comunicazione non verbale. Solo la specie Homo sapiens ha dato alla luce, nei secoli, un linguaggio verbale così finemente sviluppato. La maggior parte degli organismi comunica esclusivamente con mezzi non verbali, simultaneamente o in una sequenza di turni. I vantaggi funzionali dell’uso di un canale di comunicazione diverso da quello acustico sono molteplici: ad esempio, il suono ha un carattere puramente transitorio, mentre i feromoni, che non sono altro che dei messaggeri chimici, hanno una maggiore durata nel tempo….

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di Sonia Pasquinelli

Il riconoscimento dei volti umani è, ad oggi, uno dei fenomeni complessi studiati in maniera più approfondita.
I bambini sono in grado, già a pochi mesi di vita, non solo di riconoscere volti di cospecifici, ma anche di discriminare tra differenti tipi di visi, persino se si tratta di specie diverse, come ad esempio di scimpanzé. Uno studio condotto dall’Università di Sheffield e pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” rivela proprio questo: era sufficiente la somministrazione di volti di scimmie come stimoli visivi (gli autori hanno mostrato ai bambini le fotografie di ben sei macachi), perché i neonati dopo pochi mesi potessero distinguerli da altre facce di scimmie che non avevano mai visto prima.

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Memorizzazione e apprendimento passivo

di Sonia Pasquinelli

Tecniche di Memorizzazione, nodo al dito indice

“Imparate a memoria velocemente e senza sforzo una noiosa lezione di storia medievale, semplicemente ascoltando un’audiocassetta mentre… dormite!”. Cosi veniva pubblicizzato nel mese di aprile 2004 Memosys, un apparecchio per la memorizzazione veloce attraverso ipnopedia.

Nello stesso anno, il suddetto depliant venne accusato di diffondere informazioni ingannevoli, in quanto proporrebbe una serie di informazioni false.

È forse possibile utilizzare apparecchi simili “per superare gli esami, per risparmiare fatica, per imparare le lingue, per memorizzare in poco tempo” ?

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Di Sonia Pasquinelli

Lise Meitner, conosciuta nel suo ambiente come la Marie Curie tedesca, ebrea, fu costretta a rifugiarsi a Stoccolma per fuggire alle persecuzioni razziali. Scoprì la fissione nucleare, ma fu Otto Hahn, suo collaboratore rimasto in Germania, a prendere nel 1944 il Nobel per la scoperta. Nella storia troviamo le tracce di decine e decine di Cenerentole della scienza, messe da parte nei riconoscimenti, che hanno lasciato una traccia silenziosa con le loro scoperte attribuite ad altri.

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di Mauro Cavarra

Una scoperta sensazionale giunge da un gruppo di ricercatori dell’università di Pittsburgh e della Carnegie Mellon University. Ciò che vedevamo realizzato soltanto in film di fantascienza sembra essere a portata di mano: impiantando un chip nel cervello di un macaco, gli scienziati sono riusciti ad insegnargli ad utilizzare un braccio meccanico attraverso i soli segnali neurali, senza l’utilizzo di alcuna interfaccia come joystick e simili. Il braccio era composto da una giuntura simile ad una spalla, una simile ad un gomito ed una pinza alla fine. La performance dell’animale dopo alcuni giorni di addestramento è risultata sorprendente. La scimmia riusciva ad afferrare da diversi punti dello spazio dei bocconi di cibo ed a portarseli alla bocca nel 61% dei casi.

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Di Mauro Cavarra

Spesso siamo portati a pensare all’essere umano come caratterizzato da due aspetti contrapposti e difficilmente conciliabili, parlo delle emozioni e della razionalità. Complice forse la filosofia su cui ci appoggiamo, non ci riesce immediato integrare questi due aspetti  del nostro essere, eppure il fatto che le emozioni influenzano la qualità delle nostre elaborazioni cognitive è nota non solo agli addetti del mestiere, neuroscienziati, psicologi e medici, ma anche ai “profani”. Non solo i due livelli hanno numerose e complesse interazioni, ma possono lavorare sincronicamente e migliorare le nostre prestazioni in compiti intellettivi.

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Che cos’è l’ intelligenza?

L’intelligenza umana, non si caratterizza come un fattore coerente e delineato, piuttosto essa si manifesta ed esprime attraverso un insieme numeroso di abilità, comportamenti, pensieri ed emozioni. La storia ha contato molti tentativi di definire il concetto di intelligenza in modo univoco, standard; tuttavia essi non hanno avuto successo. Il motivo del loro insuccesso risiede principalmente nel fatto che l’intelligenza non è qualcosa che si possiede o non si possiede, bensì un mosaico di elementi che trovano espressione in tutti i nostri comportamenti e pensieri.

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di Mauro Cavarra

Il concetto di inconscio viene portato all’attenzione scientifica all’inizio del ‘900 inizialmente grazie all’indagine del fenomeno ipnotico ed in seguito inserito in una teoria articolata da un medico viennese, Sigmund Freud. Questi immaginava l’inconscio come un luogo dove sono immagazzinati una serie di contenuti mentali che comprendono sia elementi traumatici rimossi per preservare l’integrità psichica del soggetto, sia il nucleo motivazionale di ogni essere umano, le pulsioni.

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Dr. Lorenzo MAGRI

Psicologo

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