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Anoressia, le aspettative delle pazienti

Donna magra e longilineaL’anoressia nervosa consiste in una seria malattia, con un elevato tasso di mortalità e poche probabilità di successo nel trattamento, nonché supportata da scarsi studi in letteratura[1][2]. Il processo del trattamento è complicato da ostacoli quali la negazione della malattia, la scarsa motivazione al cambiamento, la tensione all’autocontrollo e l’ambivalenza nei confronti del cambiamento stesso[3]. Inoltre, è stato chiaramente evidenziato come pazienti affetti da anoressia nervosa abbiano spesso ridotte capacità di elaborazione emotiva e spesso mostrino un quadro di comorbidità rispetto ad altri disturbi psichiatrici[4]. Aggrava il quadro descritto il fatto che, ad oggi, ci siano ancora pochi studi che esplorano le aspettative dei pazienti con tale disturbo, rispetto al trattamento. In generale, nel trattamento psichiatrico e psicologico è importante considerare la relazione tra le aspettative e l’esperienza individuale del paziente, anche rispetto alla capacità di successo del trattamento[5].

Le ricerche fino ad oggi condotte nell’ambito dei disturbi alimentari hanno mostrato come le aspettative del paziente siano un’importante componente della soddisfazione rispetto al trattamento. I risultati di tali studi evidenziano come i pazienti preferiscano ricevere un trattamento da specialisti in disturbi alimentari e sottolineano l’importanza di un approccio olistico al paziente, che si focalizzi sui problemi psicologici ed emozionali[6]. Anche le qualità degli operatori, quali la capacità di comprensione, di assenza di giudizio, di empatia e capacità di essere supportivi, sono componenti fondamentali per il successo del trattamento[7]. L’esperire supporto da un terapeuta e il focalizzarsi sui comportamenti di controllo dell’alimentazione, sono elementi in grado di prevedere la soddisfazione per il trattamento[8]. La maggior parte degli studi sulle aspettative dei pazienti con anoressia nervosa presentano un disegno di ricerca di tipo quantitativo ed utilizzano spesso dei questionari self-report. Tuttavia, si tratta di disegni restrittivi, dato che le risposte sono strettamente legate alle domande poste. I disegni di tipo qualitativo, d’altro canto, consentono una visione complessiva dei pensieri e delle percezioni dei pazienti. Lo studio presentato nel seguente articolo esplora le aspettative delle persone con una sintomi di anoressia nervosa, prima che sia diagnosticato il disturbo ed impostato un trattamento[9]. Uno dei principali risultati è stato che tutti i partecipanti hanno espresso diverse aspettative circa la riduzione dei sintomi, l’ottenere un aiuto concreto, e stare a proprio agio durante la prima visita. Vengono così evidenziate aspettative elevate rispetto al ricevere un trattamento adeguato, una riduzione della sintomatologia fisica e psicologica e al tornare a star bene. Le quattro categorie di aspettative più frequenti sono risultate essere: di cambiamento rispetto ai pensieri negativi, di cambiamento rispetto alle abitudini alimentari, di promozione di una vita salutare e normale e di incontrare degli esperti con un’adeguata preparazione e conoscenza circa i disturbi alimentari. Il desiderio di guarire è risultato fluttuante nel tempo. Questo significa che va considerato per ogni paziente il suo desiderio circa l’intraprendere il percorso di cura, di cambiare comportamento e di guarire, al fine di raggiungere un effetto che perduri nel tempo. L’identificare le aspettative, la motivazione e l’ambivalenza prima ancora che inizi il trattamento, l’enfatizzare questi aspetti nel trattamento, sono elementi chiave per produrre un significativo e duraturo cambiamento.

 
Dott.ssa Gaia Del Torre

 


[1] Steinhausen HC. The outcome of anorexia nervosa in the 20th century. Am J Psychiatry. 2002;159:1284–1293.

[2] Fitzpatrick KK, Lock J. Anorexia nervosa. British Medical Journal, Clinical Evidence. 2011;01(1011):1–19.

[3] Hasler G, Delsignore A, Milos G, Buddeberg C, Schnyder U. Application of Prochaska’s model of change to patients with eating disorders. J Psychosom Res. 2004;57:67–72.

[4] Kyriacou O, Easter A, Tchanturia K. Comparing views of patients, parents, and clinicians on emotions in anorexia. J Health Psychol. 2009;14:843–854.

[5] Noble LM, Douglas BC, Newman SP. What do patients expect of psychiatric services? A systematic and critical review of empirical studies. Soc Sci Med. 2001;52:985–998

[6] Rosenvinge JH, Khulefelt Klusmeier A. Treatment for eating disorders from a patient satisfaction perspective. Eur Eat Disord Rev. 2000;8:293–300.

[7] Pettersen G, Rosenvinge HJ. Improvement and recovery from eating disorders: a patient perspective. Eat Disord. 2002;10:61–71.

[8] Clinton D, Björck C, Sohlberg S, Norring C. Patient satisfaction with treatment in eating disorders: cause for complacency or concern? Eur Eat Disord Rev. 2004;12:240–246.

[9] Gunilla Paulson-Karlsson, L. Nevonen, Anorexia nervosa: treatment expectations – a qualitative study, Journal of Multidisciplinary Healthcare, 2012:5 169–177.

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