Psicologia Sociale
Panico e fuga: fenomeni di massa
Di Sonia Pasquinelli

Era il 30 ottobre 1938. Il celebre attore Orson Welles interruppe una popolare trasmissione musicale americana annunciando ai cittadini newyorkesi che una folla di alieni provenienti dal pianeta Marte stava invadendo la città, e che la situazione era così drammatica che le vie di fuga erano accerchiate, tranne un’ultima via di scampo a nord della città, che entro poche ore sarebbe stata inagibile per l’inarrestabile avanzata dei Marziani. Questo semplicissimo scherzo scatenò il panico: in pochissimo tempo i trasporti pubblici smisero di funzionare, così come i negozi e persino gli ospedali e i vigili del fuoco. Le vie d’uscita dalla città si intasarono in brevissimo tempo a causa di automobili, mezzi di ogni tipo e orde di gente che a piedi si accalcava in direzione nord. In questa fuga che coinvolse oltre un milione di newyorkesi non si contarono morti e feriti, e notevoli furono i danni provocati dalla massa informe in fuga verso il nulla. Orson Welles riuscì ad evitare il carcere, ma il disastro testimoniò con potenza l’indiscutibile vulnerabilità della città, e soprattutto fornì uno degli esempi più eclatanti dei comportamenti distruttivi della massa, e della follia irrazionale che si manifesta in maniera concomitante a episodi di panico generalizzato.
Ossitocina: breve storia dell’ormone della fiducia
di Sonia Pasquinelli
Una recente ricerca condotta da un gruppo di studiosi dell’Università di Zurigo pare aver identificato i circuiti cerebrali attivati da un tradimento della fiducia, ma soprattutto ha mostrato il modo di sopprimere questa attivazione somministrando dosi di ossitocina, un ormone già noto perché implicato nei meccanismi neurali che mediano reazioni di paura e emozioni “sociali”.
Conformismo e mentalità: differenze transculturali nell’approccio al gruppo
Di Sonia Pasquinelli

In psicologia sociale si fa spesso riferimento al concetto di “pubblico immaginario”, proposto inizialmente da Elkind per indicare l’atteggiamento dell’adolescente- ma anche dell’adulto- che cerca di prefigurarsi le reazioni e I giudizi altrui prima di agire, cercando di anticipare l’ammirazione o la riprovazione altrui, presunte che siano, sulla base di ciò che egli pensa.
Le donne preferiscono i cattivi
di Mauro Cavarra

Un dibattito che ha sempre animato la psicologia del profano, dai salotti dei parrucchieri ai vari “bar sport” sparsi in tutto il mondo, è la diatriba tra chi crede che per far colpo su una donna sia necessario essere un “bravo ragazzo”, e chi invece crede nel fascino del maledetto bel tenebroso. Cosa conquista il cuore di una bella, il cinico e disilluso esistenzialista, l’artista idealista spiantato o lo stempiato commercialista? Ecco degli studi che vi faranno correre a comprare un giubbotto di pelle ed un pacchetto di Marlboro rosse.
Questa Consumistica Morte
di Mauro Cavarra
Viviamo in una società consumistica, continuamente bombardati da messaggi che ci spingono a comprare, consumare, gettare via e ricomprare. Un’impressionante mole di risorse e immense somme di denaro vengono impiegate dalle grandi produttrici di beni di consumo per rispondere ad una domanda terribilmente semplice : come spingere le persone a comprare di più? Ci si è resi conto piuttosto presto che nel vendere un prodotto non si vende soltanto l’oggetto, ciò che una volta ritirato lo scontrino l’acquirente, il consumatore, si troverà tra le mani, ma l’immagine del tal prodotto. Non stupisce più nessuno il fatto che i prodotti più venduti non siano né i più economici né i più funzionali, a volte sono semplicemente quelli che, avendo la possibilità di raggiungerci mediaticamente da più canali, associamo più facilmente al bisogno che mirano a soddisfare. Ecco che nasce l’arte controversa ed a volte subdola della pubblicità. Quanti Jingles impariamo a memoria, e quante citazioni di catodiche famigliole felici siamo in grado di richiamare alla memoria? Almeno alcune nel migliore dei casi. I “creativi”, queste misteriose figure che si celano dietro i sorrisi delle discinte modelle che affollano le città e gli spot, più volte ci hanno stupiti con idee originali che hanno fatto in modo che un certo marchio restasse impresso nella nostra mente in modo da ricordarlo al momento giusto, ma cosa spinge davvero all’acquisto?
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