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Psicologia Clinica e Patologie

La depressione negli anziani

News - Psicologia Clinica e Patologie

depressione-anzianiLa depressione è particolarmente frequente negli anziani, quando eventi quali malattie croniche, lutti e perdita della propria autonomia agiscono come fattori di rischio nello sviluppo di depressione.

L’invecchiamento è un processo fisiologico che modifica le abilità fisiche e cognitive dell’individuo, costituendo una parte normale del percorso di sviluppo biologico dell’organismo. Esso ha propriamente inizio dopo il raggiungimento della maturità riproduttiva ed al termine dello sviluppo del soggetto, quando l'organismo raggiunge il massimo delle sue potenzialità funzionali.

Secondo l’osservatorio dell’OMS, ad oggi ci sono al mondo circa 600 milioni di persone che hanno un età superiore ai 65 anni e si prevede che alla fine del 2025 se ne conteranno oltre due miliardi.

Sebbene siano molti gli anziani che, grazie al progresso tecnologico ed agli avanzamenti della moderna tecnologia medica, conservano un buon stato di salute fisica e mentale, è anche vero che in questa fascia d’età aumentano le patologie croniche ed invalidanti e tra di esse emerge con una certa frequenza la depressione. Rispetto all’età adulta, nell’anziano è nettamente superiore l’incidenza di sintomi depressivi e forme così dette minori, spesso poco riconosciute e trattate.

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Le Parafilie: tra Psichiatria e moralismo

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parafilie

All’interno del  DSM-IV-TR (Manuale Statistico Diagnostico dei Disturbi Mentali 4° edizione) sono pochissimi i disturbi psichiatrici intrisi di toni moralistici come lo sono le parafilie. Determinare la devianza di un individuo, in questo caso nell’area sessuale, implica stabilire una chiara norma di comportamento che delinei la normalità; ma a chi spetta stabilire tali norme? Forse stando al pensiero del senso comune la psichiatria un giorno non molto lontano diventerà il guardiano morale del comportamento umano in tutte le sue forme ed espressioni…

L’uomo da sempre teme ciò che non conosce e non sa spiegare e per ovviare a ciò crea nomi ed etichette che servono a riportare l’ignoto a categorie note che lo faranno dormire la notte. Sulla stessa linea la società costruisce delle norme di comportamento “giusto” che vanno rispettate e chi non le segue viene etichettato come diverso o deviante rispetto alla normalità.

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FACIAL ACTION CODING SYSTEM (FACS): IL DIZIONARIO DELLE ESPRESSIONI FACCIALI

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facs-ekman

Il FACS è uno dei numerosi metodi utilizzati per misurare i movimenti facciali che caratterizzano le espressioni del volto. Il volto è, infatti, l’area di maggiore interesse per lo studio dell’espressione delle EMOZIONI.

Il FACS, pubblicato nel 1978, è il frutto di una lunga ricerca portata avanti da Paul Ekman, Professore di Psicologia al Dipartimento di Psichiatria dell’Università della California, e dal suo collega psicologo Fallace Friesen.[1]

Questo metodo ha l’intento di andare a studiare in che modo le contrazioni dei muscoli facciali, singolarmente o in combinazione con altri muscoli, modificano le sembianze di un viso.

Ekman, lungo molti anni di ricerca, è riuscito a catalogare più di 10.000 combinazioni possibili di movimenti facciali, categorizzate in 43 Unità di Azione.

Ad ogni combinazione corrisponde un FACS number che comprende il nome latino dei muscoli coinvolti e l’emozione ad essi associata.

Un interessante particolare di questo “inventario” è che molte combinazioni di muscoli non significano nulla. Si può quindi affermare che il FACS svolge la funzione di un dizionario delle espressioni facciali che le decodifica e le associa ad emozioni specifiche.

 

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COCAINA E ANFETAMINE: EFFETTI SINO ALLA PSICOSI E SOMIGLIANZE CON LA SINTOMATOLOGIA SCHIZOFRENICA

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Cocaina e Anfetamine: effetti

cocaina-anfetamine-effetti

Cocaina e anfetamine sono psicostimolanti naturali o di sintesi, sostanze euforizzanti energizzanti e socializzanti il cui uso e abuso aumenta sempre più trasversalmente tra le varie fasce d’età e classi sociali. Queste droghe possono produrre vari disturbi psichiatrici secondari quali disturbi psicotici, delirium da intossicazione e disturbi dell’umore, oltre che vari rischi per la salute (eventi cardiaci e cerebrovascolari, crisi comiziali, perforazione del setto nasale).

 

I disturbi correlati a sostanze comprendono...

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Mamma, non voglio più andare a scuola!

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Paura della Scuola

paura-della-scuola

Molti di noi, adulti e per cui la scuola risulta ormai solo un vago e lontano ricordo, avranno tuttavia memoria di qualche mattina in cui svegliarsi e prepararsi per andare a lezione risultava uno sforzo davvero impegnativo. Le scuse erano delle più svariate: mal di testa, mal di pancia, a volte si riuscivano ad architettare perfino accurate simulazioni di un’influenza o di una febbre particolarmente debilitante. Non sempre però i genitori si facevano convincere e, scettici, alla fine ci spedivano comunque in classe obbligandoci a rispettare il nostro dovere.

La fobia scolastica è un problema che è stato riconosciuto negli anni sessanta, ma soltanto da pochi anni è considerata una delle possibili cause della svogliatezza di un bambino o ragazzo ad andare a scuola. Essa risulta presente qualora il bambino si rifiuti di uscire di casa, mostrando grande ansia e stress al solo pensiero di dover andare a scuola.

E’ un problema in rapida espansione e molto grave, in quanto in grado di creare il terreno fertile per lo svilupparsi di disturbi socio-relazionali che potrebbero compromettere il normale funzionamento dell’individuo nelle diverse fasi evolutive della vita.

Per questo, l’intento del seguente articolo è stato quello di esplorarne le cause, chiarirne i sintomi ed indagarne possibili soluzioni.

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Pubblicazioni

Pubblicazioni su riviste internazionali
  • Bressi C, Porcellana M, Marinaccio PM, Nocito EP and Magri L

    Short-term psychodynamic psychotherapy versus treatment as usual for depressive and anxiety disorders: a randomized clinical trial of efficacy. Journal of Nervous and Mental Disease, 2010;198(9):647-52.

     
  • Rossini D, Magri L, Lucca A, Giordani S, Smeraldi E, Zanardi R.

    Does rTMS Hasten the Response to Escitalopram, Sertraline, or Venlafaxine in Patients With Major Depressive Disorder? A Double-Blind, Randomized, Sham-Controlled Trial.

    Journal of Clinical Psychiatry, 2005;66(12):1569-75.

  • Magri L, Rossini D, Zanardi R, Lucca A.

    A single-blind comparison of 3 different transcranial magnetic stimulation paradigms in the treatment of resistant...

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