GESTIRE LA CRISI: tecniche psicologiche e comunicative in emergenza
  • Home
  • Psicologi
  • Servizi
  • Contatti
  • Test
  • Eventi
  • SiteMap
  • WebLink
  • Lo psicologo risponde
  • Blog

Accedi al sito



  • Password dimenticata?
  • Nome utente dimenticato?
  • Registrati

News

  • Disturbo bipolare: caratteristiche e differenze di genere
  • Bullismo sul lavoro: analisi delle differenze di genere
  • Smettere di fumare

Libri

  • Robert Cialdini:le armi della persuasione
  • GESTIRE LA CRISI: tecniche psicologiche e comunicative in emergenza
  • LA MENTE NON LOCALIZZATA

Patologie

  • Disturbo Borderline e PTSD: nuove frontiere di ricerca
  • Disturbi d'Ansia
  • Disturbi dell'Umore

Ultime dal forum

Re: problemi con fidanzata
problemi con fidanzata
Re: dubbio su mia figlia

Proposte di Lettura

GESTIRE LA CRISI: tecniche psicologiche e comunicative in emergenza

Libri - Proposte di lettura
gestire-la-crisi Può essere definito come un manuale di “pronto intervento” psicologico che descrive in maniera semplice concreta e diretta le tecniche per gestire efficacemente la crisi e la comunicazione in situazioni di emergenza (come incidenti, traumi, aggressioni, calamità naturali o causate dall'uomo, conflitti, scontri a fuoco, e di stress mentale acuto) rivolto a soccorritori, militari o forze dell'ordine, personale medico e paramedico, volontari della protezione civile che devono riconoscere, affrontare e risolvere i sintomi dello stress mentale o psicofisico (ad esempio ansia, panico, agitazione psicomotoria, crisi claustrofobica), gli stati alterati per abuso di sostanze o anche le pulsioni aggressive e autolesionistiche dei soggetti protagonisti o vittime dell'emergenza. Questo libro può essere utile anche a chi incontra persone che presentano situazioni critiche di disagio mentale ed emotivo, quali ad esempio gli operatori ed i volontari che operano in strutture di recupero di tossicodipendenti, case protette o associazioni caritatevoli, o più banalmente nella vita quotidiana di ciascuno.

La comunicazione durante la crisi segue dei meccanismi differenti dalle normali regole della comunicazione umana:

  • la persona nel mentre di un mutamento improvviso obbedisce ad automatismi, una sorta di obbedienza cieca alle figure autoritarie che ripropongono quelle genitoriali della sua infanzia; 
  • è necessario fare attenzione al contatto fisico, tenere a mente dove è concesso toccare (una mano, una spalla) e dove no (la coscia), farlo sempre in presenza di altre persone e sapere cosa il gesto potrebbe provocare (in una persona depressa ad esempio il pianto);  
  • sintomi di panico o psicotici acuti si propagano molto velocemente quindi è necessario individuare le persone più calme che ne sono “immuni” per fermare il contagio;
  • è necessario stare calmi e impassibili anche in mezzo al caos;
  • nel caso di crisi aggressive è necessario stare fermi al proprio posto, rispettare le distanze interpersonali, non mostrare i denti e non fissare con lo sguardo: chi va in agitazione ha uno spazio personale più ampio del normale e se lo invadiamo con il nostro corpo o con i nostri atteggiamenti non facciamo altro che aumentare l’escalation di aggressività;
  • in ogni caso si deve sempre permettere alla persona in crisi di salvare la faccia;
  • a prescindere dalla situazione e dal tipo di crisi si deve sempre infondere speranza ad oltranza.

Nel caso di un attacco di panico, poiché esso ha a che fare con la respirazione (ai primi sintomi le persone attuano la tentata soluzione di respirare più velocemente o profondamente, andando in iperventilazione e peggiorando i sintomi), può risultare utile fare in modo che il respiro della persona si normalizzi adottando qualche semplice accorgimento: far respirare la persona dentro ad un sacchetto di carta o nelle mani messe a coppa, chiederle di trattenere il respiro se c’è compliance, farle domande neutrali con un ritmo monotono e continuo.

Nel caso di un attacco psicotico, con presenza quindi di deliri o allucinazioni, bisogna trattare la persona come se vedessimo ciò che lei vede: non bisogna confutare mai in contenuti di un delirio perché esso è resistente e si rafforza sempre di più se gli si va contro.

Nel caso drammatico di un tentativo di suicidio si deve sempre partire dal presupposto che è impossibile prevedere il comportamento di un essere umano e che chi lo attua è solitamente senza speranza e convinto di non poter ricevere aiuto da nessuno; bisogna inoltre sfatare i miti del senso comune secondo i quali chi lo dice non lo fa, è un fatto puramente dimostrativo quindi non pericoloso, se si provoca la persona questa non lo attuerà.

Autori: M. Rampin (psichiatra e psicoterapeuta, ex militare, esperto di terapia strategica) ,

             L. Anconelli (specialista in comunicazione, formazione, coaching)

Edizioni Librerie Militari

 

Articolo di  Claudia Negretto

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Invia
Annulla
JComments

Hot Button!

bottone-richiedi

bottone-collabora

Pubblicazioni

Pubblicazioni su riviste internazionali
  • Bressi C, Porcellana M, Marinaccio PM, Nocito EP and Magri L

    Short-term psychodynamic psychotherapy versus treatment as usual for depressive and anxiety disorders: a randomized clinical trial of efficacy. Journal of Nervous and Mental Disease, 2010;198(9):647-52.

     
  • Rossini D, Magri L, Lucca A, Giordani S, Smeraldi E, Zanardi R.

    Does rTMS Hasten the Response to Escitalopram, Sertraline, or Venlafaxine in Patients With Major Depressive Disorder? A Double-Blind, Randomized, Sham-Controlled Trial.

    Journal of Clinical Psychiatry, 2005;66(12):1569-75.

  • Magri L, Rossini D, Zanardi R, Lucca A.

    A single-blind comparison of 3 different transcranial magnetic stimulation paradigms in the treatment of resistant...

Leggi Tutto

feed-image Abbonati al feed
Psicologo Milano, Powered by Esperto SEO

Dr. Lorenzo MAGRI - Psicologo - Via San Gregorio 44 - 20124 Milano - Iscrizione Ordine degli Psicologi della Lombardia n 10184 - Partita IVA: 01628230995

valid xhtml | valid css | Residence Milano