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Storia complicata per intromissione della famiglia
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ARGOMENTO: Storia complicata per intromissione della famiglia
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#10
Storia complicata per intromissione della famiglia 1 Anno, 6 Mesi fa  
Buon giorno dottore, sono una ragazza di 22 anni e da un'anno e mezzo sono fidanzata con un ragazzo di 23 anni.Il problema è che i miei genitori non approvano in nessun modo questa relazione per il solo fatto che questo ragazzo lavora in un maglificio e non frequenta l'Università come me. Lui è una persona squisita, innamorata veramente di me, un ragazzo d'altri tempi, che nonostante sia al corrente di tutto quello che i miei pensano di lui ( pensano che sia un totale fallito e che io stia facendo l'errore più grande della mia vita) è rimasto sempre al mio fianco con la speranza e la volontà di risolvere questa situazione. I miei non hanno mai avuto il buon senso di parlare almeno una volta con lui e non hanno alcuna intenzione di farlo. Lo evitano manco un lebbroso. Lui ovviamente non ha messo al corrente la sua famiglia sul fatto che sia fidanzato con me. Tutto questo ha portato a parecchi problemi. Ci vediamo poco, e molto spesso siamo costretti a fare cose di nascosto come due clandestini. Non sono libera di vederlo quando voglio e di andare a fare una passeggiata senza senza aver paura di tornare a casa e subire affronti verbali e anche fisici dai miei (è gia successo molte volte). Tutto questo mi sta portando ad allontanarmi da lui, a dubitare del nostro futuro insieme, ad avere paura del domani. Ho un profondo malessere e senso di sconforto e ho provato più volte anche ad allontanarmi da lui. Lui non riesce ad accettare l'idea di perdermi e al solo pensiero si sente morire. Dice che sono la persona più importante della sua vita, che ha solo me, che ama solo me, che sono tutto il suo mondo e che preferirebbe morire se non può avermi al suo fianco. Io mi sento impotente davanti ad una simile situazione perchè penso che lui stia soffrendo per colpa mia ( della mia situazione, della mia famiglia). Non credo che riuscirò più ad avvicinarmi a nessuna persona per paura di farla soffrire così.
Lui dice solo di voler stare con me e farebbe qualsiasi cosa. Ma non c'è soluzione. Vorrei lasciare a lui la possibilità di essere felice con un'altra persona, di non restare con lui solo per il mio egoismo. La novità è che adesso vivo male anche per un'altro motivo: ho visto su facebook la foto di un ragazzo che vive nel mio stesso paese. Lui fidanzatissimo da anni con una ragazza e non sa neanche che esisto. Per lui ho una forte attrazione fisica e non riesco a liberarmi dalla mania di pensarlo e di vedere continuamente le sue foto. Farei qualsiasi cosa per far scomparire lui dalla mia testa. Vorrei tanto sapere se queta persona, che non so come mi ritrovo a pensare giorno e notte, sia entrata dentro la mia testa per via della situazione che ho con il mio ragazzo. E vorrei più di un consiglio su come comportarmi con lui. Sto dubitando del mio amore per lui. Lui ovviamente non sa di tutto questo. Sa che sto male per la mia situazione familiare. Lo lascio e poi mi manca. Sto con lui e mi sembra di vivere con un peso enorme che mi sta esasperando. In tutta questa CONFUSIONE devo concentrarmi sullo studio e sugli esami. Dottore, sono in crisi, mi aiuti. Aspetto al più presto la Sua risposta.


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Sonia

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#15
Re: Storia complicata per intromissione della famiglia 1 Anno, 6 Mesi fa  
Gentile Sonia,

leggo in Lei una profonda disperazione per la situazione che sta vivendo, una situazione che definisce "confusa" ma che, forse, tanto confusa non è.
Lungi da me avere la presunzione di risolvere il Suo problema (anzi, i Suoi problemi) con queste poche righe, altettanto impossibile è per me darLe -come mi richiede- dei consigli (in realtà mi chiede appunto "più di un consiglio"), dato che questi potrebbero andare bene per me, ma potrebbero essere invece controindicati nella Sua situazione.

Dicevo che -forse- la situazione non è tanto confusa come può sembrare, anche se desta notevole sofferenza e senso di impotenza. Lei stessa però titola il Suo post "Storia complicata per intromissione della famiglia", identificando quindi quale problema principale la Sua famiglia e il loro imporsi così prepotentemente nella Sua relazione sentimentale. Probabilmente è vero quanto sostiene il senso comune, ovvero che i genitori vogliono sempre il nostro bene, a volte però è il modo che utilizzano per dimostrarci il loro bene che risulta difficile da comprendere. Da quanto mi scrive il Suo ragazzo è una persona che, anzichè iscriversi all'Università (indipendentemente dalle motivazioni che lo hanno portato a questa scelta), ha deciso di entrare nel mondo del lavoro, svolgendo una mansione forse umile, ma decisamente decorosa e rispettabile. Lei, al contrario, ha deciso di frequentare l'Università (è stata una Sua scelta?), con la speranza di assicurarsi un futuro "migliore". Si tratta di scelte.
Nell'immaginario di molti genitori risiede il desiderio di dare un futuro che comporti meno sacrifici di quanti invece hanno dovuto fare loro, e questo può essere lodevole. Sempre più spesso però vi è la tendenza a vedere nei propri figli la possibilità di realizzare quanto è stato possibile fare nella propria vita di genitore, quasi i figli fossero una prosecuzione. L'identità del proprio figlio o figlia viene quindi -a tratti- sostituita da quella del genitore e le scelte vengono prese dal genitore per conto dei figli. Se tutto ciò è un bene nel primo periodo di vita (quale scuola elementare avrebbe scelto Lei?), i figli giungono ad un'età in cui è necessario che facciano le PROPRIE scelte, assumendosene completamente la responsabilità.
Allo stato attuale la Sua confusione sembra essere dovuta da due posizioni in conflitto fra loro: da un lato vi è l'amore per questo ragazzo, dall'altro la paura (anche motivata dall'ostruzionismo talvolta violento) di deludere i Suoi genitori; di qui un'alternativa -che da come mi descrive è praticamente impossibile- del ragazzo su facebook.

La soluzione a questo enigma l'ha suggerita Lei, partendo proprio dal titolo del post, e inserendo questo nella sezione "Paura di...". Ora si tratta di sostituire i 3 puntini con ciò di cui Lei ha paura. Certo il compito non sarà facile, però se mi ha contattato ha riscontrato che è venuto il momento di provarci, dato che per come stanno ora le cose, Lei non è affatto serena.

Dott. Gianluca Franciosi


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gianluca

Ultima modifica: 21/07/2010 17:47 Da gianluca.
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#23
Re: Storia complicata per intromissione della famiglia 1 Anno, 6 Mesi fa  
Gent.mo dottor Franciosi.

la ringrazio profondamente per le Sue parole, perchè è Lei è la prima persona con cui riesco a esprimere liberamente il mio disagio. Le parole di una persona matura e al di fuori delle parti, che sappia valutare con lucidità il tutto, sono di grande conforto per me. E' una liberazione perchè non posso parlarne con nessuno. Ho un fratello più grande di 28 anni che non mi ha mai incoraggiata in questa situazione, anzi...

Lei ha centrato il punto del discorso, ovvero che i miei genitori desiderino per me un futuro che comporti meno sacrifici di quanti invece hanno dovuto fare loro. E su questo ci siamo,sono d'accordo.

Però se fossi io nei loro panni, almeno un confronto con questo ragazzo, scambiarci due parole, e rendersi conto che non sto frequentando uno stupratore ma un ragazzo di sani principi, che sia per problemi in famiglia ( l'invalidità del padre e la malattia della madre) sia economici non ha deciso di frequestare l'Università. Lui però sta facendo di tutto per risolvere il problema, ne parliamo sempre, ogni giorno, e dopo tante tante tante chiacchierate sta ( stiamo) arrivando alla decisione di arruolarsi nell'esercito. Il problema è anche questo, che non vorrei costringere lui a prendere decisioni affrettate e di cui non ne sia sicuto al 100% per colpa mia. Cioè sento addosso una responsabilità veramenete troppo grande.

I miei HANNO DEI PARAOCCHI, DEI MURI ALZATI DAVANTI, perchè loro pensano e pretendono che io andando all' Università debba sposarmi a tutti i costi l' Ingegnere o il Dottore. E ripeto gli affronti verbali e FISICI non sono dei più leggeri. Io ho preso parzialmente da sola la scelta di iscirivermi all'Università ( diciamo che ho avuto la libetrtà di scegliermi la Facoltà da frequentare).
I miei sono dei genitori attenti, IPER presenti e IPER PROTETTIVI. Però non possono decidere per me e non possono farmi vivere nel terrore di deluderli. Non hanno il diritto di farmi sentire un errore vivente 24 ore su 24, per il solo fatto di frequentare un bravo ragazzo.

Le forze per combattere questa battaglia mi stanno venendo meno e vorrei tanto dare al mio ragazzo la possibiliyà di tovare una brava ragazza e una famiglia che lo accolga a braccia aaperte perchè lui si far voler bene da tutti e non merita cattiveria gratuita da persone che non ha neanche mai visto.

Paura di.... tutto e tutti


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Sonia

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#24
Re: Storia complicata per intromissione della famiglia 1 Anno, 6 Mesi fa Karma: 0
Gentile Sonia,


Mi fa piacere sapere che Lei, tramite questo forum, sia riuscita a esprimere il Suo disagio in piena libertà e che le mie parole possano esserLe state di conforto; mi chiedo però se è proprio sicura -come mi scrive- di avere paura di "tutto e di tutti"? E se è così, a cosa e chi si riferisce con "tutto" e "tutti"?
Mi parla inoltre di questa situazione nei termini di un'estenuante battaglia che sta combattendo da lungo tempo, come se fosse da sola contro "tutti". E ancora una volta: chi sono questi "tutti"? Sono veramente così tanti questi "nemici"?
Oltre all'esasperazione nelle parole che mi scrive mi sembra di leggere una grande forza, la Sua forza, che però -forse- è impiegata sul fronte sbagliato. Per continuare la metafora bellica, sembra quasi che Lei stia bombardato un nemico che sta dietro a "muri alzati" e che, per di più, non La vede nemmeno, perchè indossa dei paraocchi: in sostanza un nemico che difficilmente potrà essere sopraffatto, poichè ben al riparo dai Suoi attacchi e poichè non vede in Lei una minaccia. Quindi Lei si ritrova stanca, sfinita, dopo innumerevoli bombardamenti e, quando il fumo dei colpi esplosi di dipana, Lei scorge nuovamente il muro: non ha ottenuto nulla. Mi chiede -in sostanza- come uscire da questa situazione, come poter vincere la battaglia. Io Le chiedo invece perchè ha intrapreso questa battaglia? Le faccio questa domanda perchè mi ha colpito molto una Sua frase: "I miei sono dei genitori attenti, IPER presenti e IPER PROTETTIVI. Però non possono decidere per me e non possono farmi vivere nel terrore di deluderli. Non hanno il diritto di farmi sentire un errore vivente 24 ore su 24, per il solo fatto di frequentare un bravo ragazzo.".
Come nel Suo precedente post, anche in questo è Lei che fornisce una potenziale soluzione dell'enigma, esplicitandola nelle frasi che ho qui sopra quotato.

Non Le nego infine una mia certa preoccupazione per gli affronti soprattutto fisici di cui mia sottolineato nuovamente la gravità e, anche se non conosco il genere e la natura di tali "offese", Le ricordo che la violenza fisica (anche le sole percosse, ecc.) è un reato penale punito dalla Legge del nostro Paese.


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dott. Gianluca Franciosi
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