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La sindrome dei Cloni |
| News - Psicologia Clinica e Patologie |
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Di Sonia Pasquinelli
"E' entrato in casa mia che era già buio: che faccia tosta, come se fosse stato a casa sua! Dopo avermi salutata, ha sistemato i pacchi della spesa in cucina. Ha spiegato che avrebbe mangiato con me e mi ha chiesto di preparargli la cena. Ho fatto come se niente fosse... Ho preparato la cena e ha cominciato a parlarmi mentre mangiavamo. Io facevo finta di ascoltarlo, ma dentro di me pensavo: aspetta pure, mio caro, continua la tua scenetta e vedrai!
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Il caso descritto dal neurologo neuroscienziato Patrick Verstichel sull’ultimo numero della rivista “Mente & Cervello” è indicativo di un rarissimo disturbo di origine neurologica. La sindrome di Capgras, che prende il nome dallo psichiatra francese Jean Marie Joseph Capgras, si presenta associato alla lesione di particolari aree cerebrali. Il paziente tende a considerare parenti (anche i parenti più stretti come genitori, fratelli o figli) e amici come degli impostori, pur riconoscendo come questi abbiano esattamente lo stesso aspetto degli individui originali. L’ipotesi corrente utilizzata per tentare di spiegare il meccanismo alla base del disturbo è che la lesione causi un’interruzione nei collegamenti tra vie visive centrali e centri emozionali del sistema limbico.I due sistemi principali a cui si riferisce parlando del sistema limbico sono amigdala e ippocampo. L’amigdala è connessa con neocortecce associative frontali e temporali, con l'area del setto e con l'ipotalamo, in una rete che ha come funzione principale quella di gestire le emozioni, ma che è anche implicata, insieme all’ippocampo, alla corteccia entorinale della circonvuoluzione paraippocampica e alla corteccia cingolata nel controllo della memnoria a lungo termine di tipo dichiarativo ( in parole semplici: il ricordo di un fatto). Poiché le aree che sono coinvolte normalmente in compiti di riconoscimento dei volti non risultano danneggiate, il paziente può riconoscere il parente, ma non prova alcuna emozione, e l'unica spiegazione che riesce a fornire a sé stesso per una situazione tanto anomala è che la persona che si trova davanti altri non sia che un impostore, una sorta di clone, spesso con intenzioni malevoli e ingannatorie. A sostegno di questa ipotesi, Vilayanur Ramachandran, neurologo indiano ampiamente riconosciuto per essere uno dei più grandi luminari contemporanei della neuroscienza e della psicofisica, nel suo libro “Che cosa sappiamo della mente”, ha messo in evidenza come nelle persone affette dalla sindrome sia deficitario il riflesso psicogalvanico (una diminuzione della resistenza cutanea dovuta a una lieve sudorazione, che nelle persone normali è la manifestazione della reazione emotiva alla vicinanza di una persona cara).Un’altra evidenza clinica è che ascoltando tramite telefono la voce del congiunto, il paziente la riconosce in quanto autentica: solo l’espetto visivo presenta dunque anomalie. La via neurale che connette la corteccia uditiva, stazione ultima del segnale acustico, e l’amigdala, è allora preservata, a differenza di quella visiva, da cui è anatomicamente ben distinta.
Ecco un video estremamente interessante sulla Sindrome di Capgras (in lingua Inglese) |
Pubblicazioni
Pubblicazioni su riviste internazionali-
Bressi C, Porcellana M, Marinaccio PM, Nocito EP and Magri L
Short-term psychodynamic psychotherapy versus treatment as usual for depressive and anxiety disorders: a randomized clinical trial of efficacy. Journal of Nervous and Mental Disease, 2010;198(9):647-52.
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Rossini D, Magri L, Lucca A, Giordani S, Smeraldi E, Zanardi R.
Does rTMS Hasten the Response to Escitalopram, Sertraline, or Venlafaxine in Patients With Major Depressive Disorder? A Double-Blind, Randomized, Sham-Controlled Trial.
Journal of Clinical Psychiatry, 2005;66(12):1569-75.
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Magri L, Rossini D, Zanardi R, Lucca A.
A single-blind comparison of 3 different transcranial magnetic stimulation paradigms in the treatment of resistant...


